lunedì 26 gennaio 2015

Daimajin (1966)

Un Jidai-geki fantasy per un piccolo classico del cinema giapponese anni 60.

Gli abitanti di un villaggio contadino sono in subbuglio per i tremori del terreno che la superstizione collega al Majin, uno spirito malevolo imprigionato dentro una statua situata in una vicina montagna. La popolazione organizza una cerimonia religiosa per placare gli spiriti, un'occasione propizia e di confusione per alcuni uomini del feudatario Hanabasa utile a compiere un atto di tradimento e raggiungere il potere. Dietro alla macchinazione si cela il malvagio Samanosuke, un uomo ritenuto affidabile, che non si fa scrupolo di eliminare la famiglia regnante, il suo volere però non viene completato grazie al coraggio del giovane Kogenta che porta in salvo i due figli di Hanabasa, fratello e sorella, poco più che bambini.

Una delle pregevoli produzioni degli Studios giapponesi Daiei, i rivali dell'ingombrante Toho (Godzilla, per citare il suo personaggio più celebre), al culmine di un periodo fortunato e creativo capace di segnare gli anni 60 con opere che hanno fatto la storia: le serie di Zatoichi, Sleepy Eyes of Death, Gamera, ecc. Solo pochi anni dopo, nel 1971, la Daiei entra in crisi e fallisce per poi riaprire senza mai più riprendersi come ai vecchi tempi. Daimajin è un altro simbolo del cinema giapponese degli anni 60, un riuscito e originale tentativo di unificare il Jidai-geki, opere ambientate nel feudalesimo giapponese dell'era Tokugawa, con l'emergente filone del Kaiju eiga, incentrato sui mostri giganti e distruzioni assortite. Daimajin soddisfa gli estimatori di questi due filoni in apparenza distanti, in questo caso accomunati dal retroterra spirituale/religioso dell'antico Giappone, denso di credenze e leggende che hanno spesso come protagonisti dei mostri.

domenica 18 gennaio 2015

L'étrange couleur des larmes de ton corps (2013)

Il secondo neo-giallo diretto dai registi di Amer.

Di ritorno da un viaggio di lavoro, Dan giunge a casa per rivedere la moglie che non è riuscito a contattare al telefono. L'uomo si accorge che l'appartamento è chiuso dall'interno e dopo avere forzato la porta scopre che la moglie è scomparsa, decide di rivolgersi ai vicini per avere notizie ma si rivelano persone molto strane e inquietanti. Per Dan è solo l'inizio di un'indagine densa di oscuri misteri.

Il ritorno della coppia Cattet-Forzani è un neo-giallo nella scia del primo e sorprendente Amer (2009), una rivisitazione del thriller italiano degli anni 70 non adagiata sulle semplici citazioni, capace di esplodere in qualcosa di inedito e folgorante, in dedali di schegge di cinema purissimo e tagliente come una lama affilata dentro la carne. Metafora non detta a caso visto la predilezione di coltelli e rasoi presenti sin dai bellissimi titoli di testa. Bisogna ammettere che Strange Colour of Your Body Tear's, il titolo internazionale del film, ha nelle sue premesse delle controindicazioni: è un'opera "elitaria" che si nutre di passioni (personali) ossessive riguardanti una fase cinematografica ben precisa (il Giallo all'italiana) che si prende molto sul serio, e una volta tanto è un bene, sempre alla ricerca di sperimentazioni e, anche per questo, caratterizzata da un incedere irrazionale e labirintico, di non facile fruizione.

martedì 6 gennaio 2015

Cheap Thrills (2013)

Una sorprendente black-comedy ambientata nella notte di Los Angeles.

Los Angeles, Craig ha una moglie, un figlio di un anno e dei seri guai economici: deve pagare l'affitto per scongiurare lo sgombero e come se non bastasse è stato licenziato dal lavoro in officina. Prima di comunicare alla moglie di avere perso il posto, Craig decide di farsi una serata da solo per una bevuta al bar. Qui incontra in modo casuale il vecchio amico Vince che non vede da anni, anche lui non se la passa tanto bene, le sorprese non sono finite visto che i due vengono avvicinati da una coppia, un uomo e una bella ragazza, che non fanno nulla per nascondere di essere in grana, l'uomo soprattutto comincia a solleticare i due amici in esilaranti sfide di coraggio che prevedono in premio dollari sempre più cospicui. Il gruppo sembra prenderci gusto e inizia una lunga notte piena di situazioni sempre più singolari....

Per il regista E.L. Katz si tratta dell'opera di debutto dopo avere frequentato in veste di sceneggiatore il circuito indipendente horror americano che conta, per intenderci quello degli amici/colleghi Adam Wingard (You're Next, The Guest) e Ti West (The House of the Devil). Katz non firma la sceneggiatura del suo primo film ma si nota che i meccanismi e i personaggi sono stati studiati a dovere per andare incontro a un pubblico sempre più smaliziato ed esigente. Insomma Cheap Thrills a suo modo è un film aggressivo che osa lanciarsi in territori piuttosto insidiosi, dentro argomenti che non si possono definire se non di cattivo gusto con insperata leggerezza e divertimento. Senza rivelare troppo le peripezie dei protagonisti, si può dire che riguardano spesso la fuoriuscita dei loro liquidi/solidi corporali (tutti quelli che riuscite a immaginare!).

sabato 3 gennaio 2015

Sex and Fury (1973)

Un classico del Pinky Violence giapponese anni 70.

Primi anni del 900, La giovane e bella Ocho ha un solo scopo da raggiungere: vendicarsi degli uomini che 20 anni prima hanno ucciso suo padre . La ragazza ha pochi indizi che la possono aiutare nella ricerca dei colpevoli, delle carte lasciate dal padre che indicano tre diversi animali: un cervo, un cinghiale e una farfalla. Nel frattempo, seguendo le tracce di una giovane sfruttata, Ocho giunge in un quartiere di Tokyo gestito da una potente organizzazione criminale che mira a espandersi in tutto il paese.

Uscito circa un anno prima del più celebre Lady Snowblood, Sex and Fury anticipa molti elementi del film con Meiko Kaji,  come la presenza di una protagonista femminile forte e la violenza, vi è più un'attrazione per la vena sexploitation rispetto al mondo delle arti marziali ma il cerchio di influenze sembra chiudersi visto che il personaggio principale di Reiko Ike,  a sua volta, è ricalcato con poche varianti sull'eroina del manga originale di Lady Snowblood . Il corpo e la bellezza femminili sono usati come arma, non c'è spazio per sentimentalismi ma solo di feroci vendette da affogare nel sangue. L'emancipazione delle donne dei primi anni 70 passa anche da queste opere, discutibili per audacia e scabrosità, ma per la prima volta libere di mostrare situazioni mai viste prima, estreme, molto realistiche e crude. Sex and Fury rientra più nel filone erotico dei softcore, i nudi sono parecchi e le scene spinte anche, ma la regia si guarda bene dal mostrare i genitali degli attori, quello del cinema porno del resto è (era) un'altra storia che proprio in quegli anni comincia a esplodere inarrestabile.

domenica 28 dicembre 2014

Best/Worst film 2014 + Preview 2015

Il meglio e il peggio del cinema 2014 secondo il filtro di Dead Inside
Premesso che:
- sono presi in considerazione solo i film editi nel 2014 in Italia
- non ho visionato tutti i film (x mancanza di tempo, voglia, per "no a priori",  altri ancora perché non mi ispiravano e via dicendo), e non sono pochi....
- diversi film che mi sono piaciuti/non piaciuti sono rimasti fuori classifica....
- dimentico sicuramente qualcosa.....

Best/Top Movies:

10) Solo Gli Amanti Sopravvivono 
Eva Green: una donna per cui uccidere
Nel tragico anno della caduta del cinema horror, poca roba e di bassa qualità, salvo questo atipico vampire-movie sfasato come i suoi protagonisti, più simili a dei beatnik che ai dei succhia sangue. Cast pazzesco, la coppia Swinton/Hiddlestone spacca, e una grande colonna sonora per il ritorno di un redivivo Jim Jarmush come ai bei tempi degli anni 90.

9) In Ordine di Sparizione
Gangster-noir alla scandinava con spruzzate pulp che fila via che è una meraviglia. Molto carino e divertente, lo hanno visto (e lo vedranno) in 4 gatti (miao). Peccato.


8) Sin City - Una donna per cui uccidere
No vabbé le critiche a Rodriguez non si possono sentire per questo sequel. Il film più noir degli ultimi 20 anni. Quando faceva quelle cagate di Machete invece andava bene? ormai tutto va al contrario, qui il nostro dirige bene e l'atmosfera è sensuale come in un film anni 40. Una galleria di bellezze ultrasexy nella città del peccato che non si dimenticano: Jessica Alba, Eva Green, Rosario Dawson, ecc.ecc.

lunedì 22 dicembre 2014

Ninja - Il cacciatore (1987)

Ninja contro Shaolin in un frenetico film di arti marziali anni 80.

Il maestro bianco Pai Mei della scuola Wu Tang vuole annientare i rivali Shaolin, per farlo non esita ad allearsi con i temibili ninja giunti dal Giappone. Gli adepti del tempio di Shaolin sono sconfitti ed eliminati. Solo pochi superstiti, tra i quali la figlia di un valoroso combattente, possono riportare in vita gli antichi insegnamenti dei monaci Shaolin e lanciare la sfida al malvagio maestro bianco.

Nello sfruttamento del prolifico sotto filone anni 80 dei "film coi ninja" si inserisce anche Taiwan, la dirimpettaia sorella povera (dal punto di vista cinematografico) di Hong Kong, con alcuni titoli di sicuro effetto come "Ninja - Il cacciatore". Alla regia lo specialista Wu Kuo-Ren aka Ng Kwok-Yan imbastisce una vicenda di scuole rivali flebile e ingiustificata con il fine ultimo di esaltare la figura dei ninja e una serie di combattimenti continui e folli. "Ninja - Il cacciatore", meglio conosciuto con il titolo internazionale "Wu Tang vs Ninja", è un film di kung fu misto alle tecniche più fantasiose dei ninja che danno origine a dei grandi combattimenti coreografati da Ko Chu, uno degli action director/interpreti del capolavoro-ninja "Five Elements Ninja" (1982) di Chang Cheh. La pellicola verte sulla potenza degli scontri, alla fine il motivo principe per ogni appassionato del genere, di contro sconta la povertà dei personaggi e della storia.

domenica 14 dicembre 2014

In Ordine di Sparizione (2014)

Un revenge-movie cinico e divertente di origine scandinava.

Norvegia, La vita di Nils scorre tranquilla in un paesello di provincia, la mansione di spazzare la neve tutti i giorni con il suo grosso camion gli è valsa anche la nomina di cittadino dell'anno. Un tragico evento arriva improvviso a troncare l'equilibrio: il giovane figlio di Nils viene trovato cadavere su una panchina per overdose. In poco tempo Nils capisce che il figlio è stato ucciso per un losco regolamento di conti, l'uomo decide di addentrarsi nel mondo del narcotraffico della zona e iniziare una spietata giustizia privata.

Se "In Ordine di Sparizione" fosse uscito 10 anni prima sarebbe considerato un (piccolo) classico, poco male visto che il tempo serve anche per centrare meglio atmosfere sfruttate in passato e magari elaborarle in qualcosa di fresco e attuale. Il film diretto dal norvegese Hans Petter Moland (Un bellissimo paese) ci riesce senza fare gridare al miracolo per mezzo di alcuni ingredienti semplici ma ben predisposti, a partire dalla fredda ambientazione della Norvegia, composta da paesini stretti nella morsa del gelo e strade completamente ricoperte di neve e ghiaccio, buona parte del film (circa la metà) è girata in esterni che si perdono nel bianco degli elementi naturali. La pellicola si poggia sulla figura di Nils interpretato da un Stellan Skarsgard in grande spolvero, l'attore feticcio di Lars Von Trier e noto caratterista in blockbuster americani (i cinecomix della serie Thor), trasmette il dolore imploso di un padre che decide di trasformarsi in un giustiziere, con un fare quasi distaccato ma implacabile e metodico. Da rimarcare la scena topica per il genere (cinema della vendetta) del taglio della canna del fucile per aumentare il fuoco negli scontri ravvicinati.

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