martedì 24 febbraio 2015

Da Uomo a Uomo (1967)

Il primo western di Giulio Petroni con protagonista Lee Van Cleef.

Il piccolo Bill sopravvive al massacro della sua famiglia per mano di una banda di criminali, deve la vita a un uomo indistinto con al petto il ciondolo di un teschio che lo salva da un incendio. Divenuto adulto e abile pistolero, Bill si corrode nel desiderio di rintracciare quegli uomini per vendicarsi, di loro ricorda solo dei piccoli particolari. Un giorno Bill incontra il maturo Ryan che sembra indirizzarlo verso la pista giusta, entrambi hanno un conto in sospeso con quei balordi....

Apoteosi del cinema della vendetta nell'opera di Petroni che riprende gran parte del cast artistico/tecnico dei film di Sergio Leone, al punto che molti definiscono "Da Uomo a Uomo" il migliore film di Leone non diretto da Leone, un'avventura violenta che ha tracciato il solco per decine di opere successive anche al di fuori del genere, dalle arti marziali agli action più svariati. Luciano Vincenzoni, forse il più leggendario degli sceneggiatori italiani (La grande Guerra, Il buono, il brutto e il cattivo) scrive e apporta modifiche alla storia mentre è in presa diretta sul set,  le suggestioni del precedente Per Qualche Dollaro in Più, altro titolo mitico da lui sceneggiato, sono estremizzate verso il senso della vendetta che diviene il tema centrale, il fuoco che consuma lo spirito dei due protagonisti interpretati da Lee Van Cleef (Ryan) e John Phillip Law (Bill).

lunedì 16 febbraio 2015

Zatoichi meets the One Armed Swordsman (1971)

L'incontro tra lo spadaccino cieco Zatoichi e il cavaliere errante cinese senza un braccio One Armed Swordsman.

Wang Kong è giunto in Giappone dalla Cina per recarsi in un tempio di arti marziali. Sulla strada incontra una famiglia di connazionali, un uomo con la moglie e il figlioletto, felici di accompagnarlo a destinazione. Nel tragitto il gruppo si imbatte in una processione sacra in onore dello Shogun, l'usanza prevede che tutti si devono prostrare al suo passaggio. Il bambino della coppia incurante insegue un aquilone sino a sbattere nei piedi dei samurai che aprono il corteo, i guerrieri inflessibili sguainano le spade per punire il piccolo ma la madre accorre implorante in sua difesa, le lame feriscono a morte la donna, Wang Kong interviene a sedare lo scontro mentre i samurai compiono una strage uccidendo tutti i testimoni a bordo della strada, il padre ferito fugge con il bambino, anche Wang Kong a stento riesce a darsi alla macchia. Nelle vicinanze intanto si aggira Zatoichi, lo spadaccino cieco.....

A prima vista malfermo, il viandante cieco Zatoichi nasconde nel bastone una lama all'occorrenza sfoderata con una maestria che lo rende uno dei più micidiali combattenti della storia del cinema, questa volta è impegnato nel confronto con un avversario straniero, un valoroso guerriero giunto dalla Cina. La pellicola è il 22° capitolo (!) della storica serie Zatoichi, un crossover che segue quello dell'anno precedente intitolato Zatoichi meets Yojimbo in cui lo spadaccino cieco si incrociava con il samurai di Toshiro Mifune. In Zatoichi meets the One Armed Swordman lo Zatoichi di Shintaro Katsu incontra l'icona del wuxiapian cinese Jimmy Wang Yu nella parte del cavaliere errante monco di un braccio, figura divenuta celebre dopo i film di successo "Mantieni l'odio per la tua vendetta" e "La sfida degli invincibili campioni", diretti da Chang Cheh a Hong Kong sul finire degli anni 60. Uno scontro tra due leggende delle arti marziali che diviene il confronto tra culture e tecniche di combattimento differenti.

domenica 8 febbraio 2015

The Equalizer - Il vendicatore (2014)

Denzel Washington violento giustiziere nel film diretto da Antoine Fuqua.

Robert McCall è un tipo tranquillo che nasconde un passato di agente speciale nei servizi segreti. Di sera, nel bar dove è solito intrattenersi, incontra spesso una giovane prostituta, l'uomo capisce che la ragazza è in serio pericolo per le continue violenze subite da parte dei clienti e protettori. Quando la ragazza finisce all'ospedale per le percosse, Robert decide di entrare in azione, si tratta di fronteggiare una gang di temibili malavitosi di origine russa....

Il vero sottotitolo doveva essere "il moralizzatore" visto che anche in The Equalizer il buon Denzel si cuce addosso l'ormai testato personaggio di educatore dal fare paternalistico che dispensa a tutti quelli che incontra consigli e perle di saggezza. A parte le battute non si può pretendere che l'attore, a 60 anni, stravolga l'allure di uomo affidabile tutto di un pezzo che film dopo film si è costruito e ha portato tanta fortuna (soldi), ma stavolta la ciambella col buco sembra più riuscita del solito e coincide con il ritorno del regista Antoine Fuqua, dopo il precedente di successo dell'accoppiata Washington-Fuqua di "Training Day" (2001, invero pellicola tutt'altro che irresistibile). The Equalizer ha il pregio di distillare il cinema d'azione di Washington con uno stile asciutto e molto violento, la vicenda è la solita, con poche o nulle sorprese, ma il piglio è quello giusto, realistico in termini accettabili e senza ricorrere a effetti (speciali) roboanti e invasivi.

mercoledì 4 febbraio 2015

La Notte dei Morti Viventi (1990)

Il remake del capolavoro di Romero diretto da Tom Savini.

Agosto 1989, dopo un lungo viaggio in auto Barbara e il fratello Johnny arrivano in un cimitero di campagna per rendere omaggio alla madre morta da pochi mesi, in giro non si vede nessuno, la ragazza è nervosa perché il fratello continua a scherzare nonostante il fresco lutto. All'improvviso, nei pressi della tomba, i due giovani sono aggrediti senza ragione da un uomo con il volto deturpato, nella colluttazione Johnny cade di testa su una lapide, Barbara scappa terrorizzata verso la macchina ma è inseguita anche da un altro individuo che avanza minaccioso con fare barcollante....

Da sempre poco ricordato e mai del tutto apprezzato, Il (primo) remake del classico per eccellenza "La Notte dei Morti Viventi" (1968) è un grande zombie-movie, serrato e cattivo, l'unica regia del maestro degli effetti speciali (splatter) Tom Savini che ha avuto la sfortuna di uscire in un periodo infelice per l'intero genere horror. Dopo l'abbuffata irripetibile degli anni 80, il nuovo decennio si apre incerto per il genere più estremo del cinema e coincide con un riflusso che porta a un allontanamento del pubblico voglioso di nuove sensazioni. La Notte dei Morti Viventi di Savini è un sonoro flop, gli anni 90 si apprestano a divenire il dominio dei serial killer (dal Silenzio degli Innocenti a Seven), per gli zombi invece si preparano tempi duri, basti pensare che l'unico titolo di rilievo per molti anni a venire, sino al primo Resident Evil (2002), sarà il solo "Il Ritorno dei Morti Viventi 3" (1993).

lunedì 26 gennaio 2015

Daimajin (1966)

Un Jidai-geki fantasy per un piccolo classico del cinema giapponese anni 60.

Gli abitanti di un villaggio contadino sono in subbuglio per i tremori del terreno che la superstizione collega al Majin, uno spirito malevolo imprigionato dentro una statua situata in una vicina montagna. La popolazione organizza una cerimonia religiosa per placare gli spiriti, un'occasione propizia e di confusione per alcuni uomini del feudatario Hanabasa utile a compiere un atto di tradimento e raggiungere il potere. Dietro alla macchinazione si cela il malvagio Samanosuke, un uomo ritenuto affidabile, che non si fa scrupolo di eliminare la famiglia regnante, il suo volere però non viene completato grazie al coraggio del giovane Kogenta che porta in salvo i due figli di Hanabasa, fratello e sorella, poco più che bambini.

Una delle pregevoli produzioni degli Studios giapponesi Daiei, i rivali dell'ingombrante Toho (Godzilla, per citare il suo personaggio più celebre), al culmine di un periodo fortunato e creativo capace di segnare gli anni 60 con opere che hanno fatto la storia: le serie di Zatoichi, Sleepy Eyes of Death, Gamera, ecc. Solo pochi anni dopo, nel 1971, la Daiei entra in crisi e fallisce per poi riaprire senza mai più riprendersi come ai vecchi tempi. Daimajin è un altro simbolo del cinema giapponese degli anni 60, un riuscito e originale tentativo di unificare il Jidai-geki, opere ambientate nel feudalesimo giapponese dell'era Tokugawa, con l'emergente filone del Kaiju eiga, incentrato sui mostri giganti e distruzioni assortite. Daimajin soddisfa gli estimatori di questi due filoni in apparenza distanti, in questo caso accomunati dal retroterra spirituale/religioso dell'antico Giappone, denso di credenze e leggende che hanno spesso come protagonisti dei mostri.

domenica 18 gennaio 2015

L'étrange couleur des larmes de ton corps (2013)

Il secondo neo-giallo diretto dai registi di Amer.

Di ritorno da un viaggio di lavoro, Dan giunge a casa per rivedere la moglie che non è riuscito a contattare al telefono. L'uomo si accorge che l'appartamento è chiuso dall'interno e dopo avere forzato la porta scopre che la moglie è scomparsa, decide di rivolgersi ai vicini per avere notizie ma si rivelano persone molto strane e inquietanti. Per Dan è solo l'inizio di un'indagine densa di oscuri misteri.

Il ritorno della coppia Cattet-Forzani è un neo-giallo nella scia del primo e sorprendente Amer (2009), una rivisitazione del thriller italiano degli anni 70 non adagiata sulle semplici citazioni, capace di esplodere in qualcosa di inedito e folgorante, in dedali di schegge di cinema purissimo e tagliente come una lama affilata dentro la carne. Metafora non detta a caso visto la predilezione di coltelli e rasoi presenti sin dai bellissimi titoli di testa. Bisogna ammettere che Strange Colour of Your Body's Tears, il titolo internazionale del film, ha nelle sue premesse delle controindicazioni: è un'opera "elitaria" che si nutre di passioni (personali) ossessive riguardanti una fase cinematografica ben precisa (il Giallo all'italiana) che si prende molto sul serio, e una volta tanto è un bene, sempre alla ricerca di sperimentazioni e, anche per questo, caratterizzata da un incedere irrazionale e labirintico, di non facile fruizione.

martedì 6 gennaio 2015

Cheap Thrills (2013)

Una sorprendente black-comedy ambientata nella notte di Los Angeles.

Los Angeles, Craig ha una moglie, un figlio di un anno e dei seri guai economici: deve pagare l'affitto per scongiurare lo sgombero e come se non bastasse è stato licenziato dal lavoro in officina. Prima di comunicare alla moglie di avere perso il posto, Craig decide di farsi una serata da solo per una bevuta al bar. Qui incontra in modo casuale il vecchio amico Vince che non vede da anni, anche lui non se la passa tanto bene, le sorprese non sono finite visto che i due vengono avvicinati da una coppia, un uomo e una bella ragazza, che non fanno nulla per nascondere di essere in grana, l'uomo soprattutto comincia a solleticare i due amici in esilaranti sfide di coraggio che prevedono in premio dollari sempre più cospicui. Il gruppo sembra prenderci gusto e inizia una lunga notte piena di situazioni sempre più singolari....

Per il regista E.L. Katz si tratta dell'opera di debutto dopo avere frequentato in veste di sceneggiatore il circuito indipendente horror americano che conta, per intenderci quello degli amici/colleghi Adam Wingard (You're Next, The Guest) e Ti West (The House of the Devil). Katz non firma la sceneggiatura del suo primo film ma si nota che i meccanismi e i personaggi sono stati studiati a dovere per andare incontro a un pubblico sempre più smaliziato ed esigente. Insomma Cheap Thrills a suo modo è un film aggressivo che osa lanciarsi in territori piuttosto insidiosi, dentro argomenti che non si possono definire se non di cattivo gusto con insperata leggerezza e divertimento. Senza rivelare troppo le peripezie dei protagonisti, si può dire che riguardano spesso la fuoriuscita dei loro liquidi/solidi corporali (tutti quelli che riuscite a immaginare!).

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