domenica 29 marzo 2015

Big Bad Wolves (2013)

Il singolare thriller-horror prodotto e ambientato in Israele.

Il cadavere di una bambina viene ritrovato senza testa, il maggiore indiziato dell'omicidio è un insegnante scolastico che per i metodi poco ortodossi di alcuni agenti viene lasciato libero. Un detective non demorde e conduce una personale indagine sul sospetto, anche il padre della vittima è però interessato all'insegnante e deciso ad attuare un sequestro di persona....

Alla fine anche il cinema di genere israeliano, in verità mai pervenuto prima d'ora, conosce con "Big Bad Wolves" una piccola ma significativa ribalta, tutto sommato meritata visto che si tratta di un horror sui generis ambientato in una zona più nominata e conosciuta per altri (spesso tristi) motivi. Dietro a questo piccolo evento compaiono due giovani registi di origine israeliana, Ahron Khesales e Navot Papushado, ad accrescere una consuetudine sempre più frequente nel cinema che vede emergere le coppie di registi, già artefici di quello che è considerato il primo horror israeliano: Kalavet (2010).
Big Bad Wolves, a detta degli stessi autori, è una fiaba per adulti filtrata con l'horror e un'ironia di fondo fuori dal comune capace di fare sorridere di una vicenda che si occupa di pedofilia, tortura e sospetto.

venerdì 13 marzo 2015

La Notte della Cometa (1984)

Due sorelle nella spettrale Los Angeles colpita dagli influssi di una cometa.

Los Angeles, Non si parla altro che del passaggio della cometa vicino alla Terra, la sera dell'avvenimento Regina ha di meglio da fare e si apparta con un amico, al mattino seguente la ragazza si accorge che in giro non vi è un'anima viva, anche il suo ragazzo è sparito e tutti sembrano vaporizzati. Regina raggiunge casa e scopre che sua sorella è viva e vegeta ma incurante del fatto che in strada, i vicini, le persone della zona, sono scomparsi, a terra si vedono solo dei vestiti vicino a dei granelli di sabbia. Le due giovani decidono di raggiungere una vicina stazione radio da cui proviene un programma musicale.

In Italia poco visto e conosciuto sin dai tempi della sua uscita, La Notte della Cometa è divenuto uno degli innumerevoli (mini)cult anni 80 in patria, una comedy-(fanta)horror intrisa dello spirito di quel periodo, motivo principale per il quale è ricordato con affetto. Guardare questo film è come infilare la testa in una finestra spazio-temporale aperta al 1984, tra sogni adolescenziali e ingenuità, fuori per le strade incombe l'apocalisse ma poco importa. E' questo il tono vincente di un film piccolo che ricorda gli incubi zombi di Romero solo in superficie, stravolgendo il concetto di pericolo e sopravvivenza verso un'avventura leggera ambientata in una Los Angeles disabitata e spoglia. La Notte della Cometa si ascrive al genere zombi ma di morti viventi se ne vedono ben pochi, prospettiva che può deludere gli appassionati del genere, inutile aspettarsi orde di ritornanti. Cosa ha di speciale quindi questa pellicola?

domenica 8 marzo 2015

Capitan Harlock: L'Arcadia della mia giovinezza (1982)

Le origini del leggendario Capitan Harlock.

L'umanità è sotto il giogo degli Illumidas, esseri umanoidi provenienti dallo spazio, anche Capitan Harlock si è arreso e vaga nella città piena di gente oppressa e sfiduciata, solo una voce proveniente da una radio infonde speranza per un futuro migliore, si tratta della sua amata Maya, ricercata come criminale. Dopo avere rifiutato di collaborare con gli Illumidas, Harlock stringe amicizia con Tochiro che in gran segreto ha costruito una nave spaziale, insieme a uno sparuto equipaggio iniziano una ribellione contro gli oppressori.

Il personaggio più famoso creato nell'universo di Leiji Matsumoto (Star Blazers, Danguard Ace, ecc.), il pirata dello spazio Capitan Harlock, ha goduto nel 1982 della realizzazione di un'opera che oggi possiamo definire come "prequel", un antefatto lontano dalle avventure conosciute nella serie tv a base di mazoniane e regine conquistatrici ma in linea con il senso tragico e fiero dell'eroe di cui vengono rivelati diversi retroscena. Un'opera quindi preziosa per ogni appassionato del più famoso pirata spaziale dell'animazione giapponese. L'Arcadia della mia giovinezza suggerisce un cammino  cupo e pessimista per l'umanità, chiamata a prove difficili e pericoli, come la sfida del prologo nel superare una vetta impervia, in cui è intento l'antenato di Harlock a bordo di un aeroplano a elica. Lo spirito degli Harlock si trasmette da generazioni, una consuetudine per gli eroi degli anime giapponesi (si pensi agli antenati di Lupin III), lo sprezzo del pericolo e il coraggio sono il marchio di una stirpe che si lancia contro le avversità e le forze del male.

martedì 24 febbraio 2015

Da Uomo a Uomo (1967)

Il primo western di Giulio Petroni con protagonista Lee Van Cleef.

Il piccolo Bill sopravvive al massacro della sua famiglia per mano di una banda di criminali, deve la vita a un uomo indistinto con al petto il ciondolo di un teschio che lo salva da un incendio. Divenuto adulto e abile pistolero, Bill si corrode nel desiderio di rintracciare quegli uomini per vendicarsi, di loro ricorda solo dei piccoli particolari. Un giorno Bill incontra il maturo Ryan che sembra indirizzarlo verso la pista giusta, entrambi hanno un conto in sospeso con quei balordi....

Apoteosi del cinema della vendetta nell'opera di Petroni che riprende gran parte del cast artistico/tecnico dei film di Sergio Leone, al punto che molti definiscono "Da Uomo a Uomo" il migliore film di Leone non diretto da Leone, un'avventura violenta che ha tracciato il solco per decine di opere successive anche al di fuori del genere, dalle arti marziali agli action più svariati. Luciano Vincenzoni, forse il più leggendario degli sceneggiatori italiani (La grande Guerra, Il buono, il brutto e il cattivo) scrive e apporta modifiche alla storia mentre è in presa diretta sul set,  le suggestioni del precedente Per Qualche Dollaro in Più, altro titolo mitico da lui sceneggiato, sono estremizzate verso il senso della vendetta che diviene il tema centrale, il fuoco che consuma lo spirito dei due protagonisti interpretati da Lee Van Cleef (Ryan) e John Phillip Law (Bill).

lunedì 16 febbraio 2015

Zatoichi meets the One Armed Swordsman (1971)

L'incontro tra lo spadaccino cieco Zatoichi e il cavaliere errante cinese senza un braccio One Armed Swordsman.

Wang Kong è giunto in Giappone dalla Cina per recarsi in un tempio di arti marziali. Sulla strada incontra una famiglia di connazionali, un uomo con la moglie e il figlioletto, felici di accompagnarlo a destinazione. Nel tragitto il gruppo si imbatte in una processione sacra in onore dello Shogun, l'usanza prevede che tutti si devono prostrare al suo passaggio. Il bambino della coppia incurante insegue un aquilone sino a sbattere nei piedi dei samurai che aprono il corteo, i guerrieri inflessibili sguainano le spade per punire il piccolo ma la madre accorre implorante in sua difesa, le lame feriscono a morte la donna, Wang Kong interviene a sedare lo scontro mentre i samurai compiono una strage uccidendo tutti i testimoni a bordo della strada, il padre ferito fugge con il bambino, anche Wang Kong a stento riesce a darsi alla macchia. Nelle vicinanze intanto si aggira Zatoichi, lo spadaccino cieco.....

A prima vista malfermo, il viandante cieco Zatoichi nasconde nel bastone una lama all'occorrenza sfoderata con una maestria che lo rende uno dei più micidiali combattenti della storia del cinema, questa volta è impegnato nel confronto con un avversario straniero, un valoroso guerriero giunto dalla Cina. La pellicola è il 22° capitolo (!) della storica serie Zatoichi, un crossover che segue quello dell'anno precedente intitolato Zatoichi meets Yojimbo in cui lo spadaccino cieco si incrociava con il samurai di Toshiro Mifune. In Zatoichi meets the One Armed Swordman lo Zatoichi di Shintaro Katsu incontra l'icona del wuxiapian cinese Jimmy Wang Yu nella parte del cavaliere errante monco di un braccio, figura divenuta celebre dopo i film di successo "Mantieni l'odio per la tua vendetta" e "La sfida degli invincibili campioni", diretti da Chang Cheh a Hong Kong sul finire degli anni 60. Uno scontro tra due leggende delle arti marziali che diviene il confronto tra culture e tecniche di combattimento differenti.

domenica 8 febbraio 2015

The Equalizer - Il vendicatore (2014)

Denzel Washington violento giustiziere nel film diretto da Antoine Fuqua.

Robert McCall è un tipo tranquillo che nasconde un passato di agente speciale nei servizi segreti. Di sera, nel bar dove è solito intrattenersi, incontra spesso una giovane prostituta, l'uomo capisce che la ragazza è in serio pericolo per le continue violenze subite da parte dei clienti e protettori. Quando la ragazza finisce all'ospedale per le percosse, Robert decide di entrare in azione, si tratta di fronteggiare una gang di temibili malavitosi di origine russa....

Il vero sottotitolo doveva essere "il moralizzatore" visto che anche in The Equalizer il buon Denzel si cuce addosso l'ormai testato personaggio di educatore dal fare paternalistico che dispensa a tutti quelli che incontra consigli e perle di saggezza. A parte le battute non si può pretendere che l'attore, a 60 anni, stravolga l'allure di uomo affidabile tutto di un pezzo che film dopo film si è costruito e ha portato tanta fortuna (soldi), ma stavolta la ciambella col buco sembra più riuscita del solito e coincide con il ritorno del regista Antoine Fuqua, dopo il precedente di successo dell'accoppiata Washington-Fuqua di "Training Day" (2001, invero pellicola tutt'altro che irresistibile). The Equalizer ha il pregio di distillare il cinema d'azione di Washington con uno stile asciutto e molto violento, la vicenda è la solita, con poche o nulle sorprese, ma il piglio è quello giusto, realistico in termini accettabili e senza ricorrere a effetti (speciali) roboanti e invasivi.

mercoledì 4 febbraio 2015

La Notte dei Morti Viventi (1990)

Il remake del capolavoro di Romero diretto da Tom Savini.

Agosto 1989, dopo un lungo viaggio in auto Barbara e il fratello Johnny arrivano in un cimitero di campagna per rendere omaggio alla madre morta da pochi mesi, in giro non si vede nessuno, la ragazza è nervosa perché il fratello continua a scherzare nonostante il fresco lutto. All'improvviso, nei pressi della tomba, i due giovani sono aggrediti senza ragione da un uomo con il volto deturpato, nella colluttazione Johnny cade di testa su una lapide, Barbara scappa terrorizzata verso la macchina ma è inseguita anche da un altro individuo che avanza minaccioso con fare barcollante....

Da sempre poco ricordato e mai del tutto apprezzato, Il (primo) remake del classico per eccellenza "La Notte dei Morti Viventi" (1968) è un grande zombie-movie, serrato e cattivo, l'unica regia del maestro degli effetti speciali (splatter) Tom Savini che ha avuto la sfortuna di uscire in un periodo infelice per l'intero genere horror. Dopo l'abbuffata irripetibile degli anni 80, il nuovo decennio si apre incerto per il genere più estremo del cinema e coincide con un riflusso che porta a un allontanamento del pubblico voglioso di nuove sensazioni. La Notte dei Morti Viventi di Savini è un sonoro flop, gli anni 90 si apprestano a divenire il dominio dei serial killer (dal Silenzio degli Innocenti a Seven), per gli zombi invece si preparano tempi duri, basti pensare che l'unico titolo di rilievo per molti anni a venire, sino al primo Resident Evil (2002), sarà il solo "Il Ritorno dei Morti Viventi 3" (1993).

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