lunedì 21 aprile 2014

Il cacciatore di zombie (2011)

La risposta cubana a Shaun of the Dead!

L'Avana (Cuba). I due amici Juan e Lazaro mentre sono intenti a pescare abbattono quasi per caso un morto vivente emerso dalle acque. I due non si scompongono più di tanto, nemmeno quando tornati nel loro quartiere scoprono nuovi casi di gente trasformata in zombi sanguinanti. Con l'aiuto di altri conoscenti Juan e Lazaro formano una squadra di disinfestatori di zombi a domicilio, la situazione però diventa sempre più grave e ingestibile.

Esilarante e scatenato zombie-movie dall'ambientazione tanto insolita quanto suggestiva: l'Avana a Cuba. Un presupposto geniale e impensabile che si materializza con naturalezza e una forte dose di comicità fuori dal comune, il paragone con il decantato (anche troppo forse) "Shaun of the Dead" non pare quindi fuori luogo, i tempi da commedia sono in pratica gli stessi, in questo caso filtrati dalla sensibilità cubana, se così si può definire, che si adatta a qualsiasi situazione con vitalità e divertimento nonostante si tratti di un'invasione di zombi. "Il cacciaore di zombie" riesce a essere (auto)ironico e a raccontare un paese senza alcuna retorica, anzi scherzandoci sopra, con tanti riferimenti e allusioni che spaziano dall'immobilismo del regime, al sesso, alla voglia di scappare, sino ai vicini americani, il tutto con grande ritmo, sangue e notevoli sequenze per un film dal budget pur sempre contenuto.

sabato 5 aprile 2014

La Spada dei Kamui (1985)

Arti marziali e avventura per un gioiello anime anni 80.

Seconda metà del 19° sec. Mentre il Giappone è scosso da lotte interne il giovane Jiro, accusato della morte dei famigliari, trova riparo dal monaco Tenkai che lo inizia all'arte guerriera degli Shinobi. Tenkai è però un influente uomo di potere che ha accolto il ragazzo per uno scopo ben preciso, quello di trovare un misterioso tesoro che può cambiare l'intera sorte del paese.

Dal regista delle storiche serie "Capitan Harlock" e "Galaxy Express" Rintaro, un lungometraggio anime poco visto e imperdibile, incentrato sulle arti marziali e il Giappone in uno dei suoi più tumultuosi periodi storici, un'opera tratta dal romanzo "Kamui No Ken" di Tetsu Yano che racconta la dura vicenda del giovane eroe Jiro, un ragazzino svezzato presto dalla violenza e l'entrata nel mondo degli shinobi (i ninja!). Si perché "La Spada dei Kamui" è un anime-ninja che anticipa "Ninja Scroll" (1993) pieno di violenza, ingiustizie, sangue e vendette da consumare. Animazione giapponese anni 80 fatta con tutti i crismi migliori del periodo, prodotta dal marchio di sicurezza Madhouse, lo studio creato da Osamu Dezaki, Yoshiaki Kawajiri e lo stesso Rintaro, curata sotto ogni punto di vista, dai disegni, alla colonna sonora che non si può altro che definire splendida, sin dalle prime immagini con l'allucinante sequenza in corsa dei ninja, la colorazione dei riflessi e l'utilizzo dei neri e le parti buie dell'immagine. Da brivido.

martedì 1 aprile 2014

I Misteriani (1957)

Un'invasione aliena diretta da Ishiro Honda.

Alcuni cataclismi e incendi sconvolgono una zona alle pendici del monte Fuji, si tratta delle attività di una razza aliena umanoide che si è insediata in una base sotterranea. Gli alieni entrano in contatto con gli uomini e comunicano loro che vogliono invadere solo una piccola parte della Terra e avere in cambio delle donne terrestri per procreare nuovi eredi. Le autorità giapponesi non si piegano al diktat e iniziano una strenua lotta con tutti i mezzi disponibili.

Il maggiore luogo comune sul Giappone lo vuole relegato alla tradizione millenaria e proiettato nel futuro allo stesso tempo, da questo presupposto banale ma fondamentalmente vero si può capire bene "I Misteriani", un'opera che tradisce molti tratti della cultura giapponese, unica e affascinante come poche, preziosa ma anche ricca di contraddizioni e punti non sempre condivisibili. Il Giappone è da sempre uno stato isolazionista, contrario ai flussi migratori o a "contaminazioni" con altri popoli, i dati interni degli immigrati parlano da soli, una percentuale irrisoria rispetto ai circa 125 milioni di abitanti (attuali) . Un preambolo per dire che "I Misteriani" è la paura del diverso, della razza differente, dell'elemento sconosciuto, non ci piove e non può essere altro. Sono gli anni 50, gli anni della paura del "vicino" e delle invasioni di altri mondi che anche in USA incalzano su un livello più politico, la minaccia degli arsenali russi, tanto da generare un filone che modella il cinema di fantascienza. L'elemento che rafforza questa conclusione ne "I Misteriani" è, oltre alla trama stessa, la paura di vedere le proprie donne "incrociate" con alieni, al riguardo si vedono divertenti sequenze di rapimenti di giovani donzelle prelevate da astronauti extraterrestri. Gli alieni hanno bisogno di materia prima per figliare, se vogliamo, la faccenda porta a ulteriori disquisizioni maschiliste e della condizione femminile. Per le speculazioni di vario genere può bastare, dato che "I Misteriani" resta solo un film di fantascienza diretto dal regista del primo "Godzilla", marchio che accompagna da sempre Ishiro Honda.

venerdì 21 marzo 2014

Il sangue di Dracula (1971)

Il secondo capitolo della saga vampirica di Michio Yamamoto.

Anna ha un incubo che la perseguita sin da bambina intorno a una misteriosa figura dallo sguardo malevolo incontrata in una vecchia casa abbandonata. Divenuta ragazza e con la passione della pittura, si ritira in una casa isolata nei pressi di un lago per terminare un quadro, a farle compagnia la sorella e i brevi incontri con il fidanzato medico. Nella zona cominciano a verificarsi strani accadimenti quando una misteriosa cassa viene recapitata al guardiano delle barche, Anna infatti teme di avere visto negli occhi di uno sconosciuto lo sguardo che la insegue da sempre.

Attenzione al prologo di "Il Sangue di Dracula" dato che oltre a essere molto bello è il leitmotiv ricorrente della pellicola, compare una grande atmosfera macabra e colorata, una via di mezzo tra una puntata di "Bem Il Mostro" e un film di Mario Bava: la piccola Anna insegue il cagnolino Leo sin dentro una boscaglia che si dirada verso un'antica abitazione molto simile a un piccolo castello, qui scorge brevemente un vecchio inquietante, all'interno una donna di spalle suona un piano mentre dalle scale giunge un volto sinistro dallo sguardo penetrante che la stordisce sino a farle perdere i sensi. La fotografia è sovraccarica di colori densi e irreali nei riflessi del tramonto visto dagli scogli, le scenografie sono artificiose ma ricercate e stranianti per essere un film di vampiri giapponese. Yamamoto guarda ai film della Hammer per un ibrido suggestivo, gli interni gotici dell'abitazione sembrano quelli della mansion del primo videogioco della serie Resident Evil uscito 25 anni dopo.

lunedì 17 marzo 2014

Sukiyaki Western Django (2007)

L'omaggio al western all'italiana del grande regista Takashi Miike.

In un imprecisato luogo del vecchio west, un solitario pistolero giunge in una desolata cittadina dilaniata dalla faida in corso tra due bande di criminali. Tutti cercano un prezioso tesoro nascosto e l'arrivo del pistolero può cambiare gli equilibri in campo, l'uomo intanto trova l'ospitalità di una donna che sembra conoscere molte cose della strana situazione.

Film western atipico e bizzarro con la benedizione di Quentin Tarantino che si concede una gustosa apparizione nel prologo, e in una scena successiva, nel ruolo di Piringo(!?), al servizio di una delle tante follie del regista Takashi Miike che anticipa il collega nella riesumazione/omaggio del western all'italiana. Miike non ha bisogno di essere sdoganato da nessuno, la presenza di Tarantino potrebbe fare pensare il contrario, non mira al successo di massa e ritiene il controllo delle sue opere prioritario, non fa eccezione "Sukiyaki Western Django" che è un dichiarato omaggio ai film western italiani visti da bambino dal regista. Un'operazione che a molti non convince, i giapponesi che fanno i cowboys, gli stessi forse dimenticano che gli "spaghetti western" senza i film chambara giapponesi probabilmente non sarebbero stati gli stessi, se è vero che "Per un pugno di dollari", il film che ha iniziato da solo un filone/genere, è il remake non dichiarato di "La sfida del samurai" di Kurosawa. La frase abusata "il cerchio si chiude" appare quindi inevitabile.

venerdì 7 marzo 2014

Society - The Horror (1989)

L'esordio nel cinema horror dello specialista Brian Yuzna.

Bill vive in una ricca casa di Beverly Hills, ha una bella famiglia, è giovane e di bell'aspetto ma qualcosa non va in lui, si sente strano e impaurito, per questo è in cura da uno psicologo. L'amico Blanchard lo mette in guardia sugli strani comportamenti della sua famiglia, Bill all'inizio non crede al ragazzo ma ben presto si accorge che i suoi genitori, la sorella e altri influenti personaggi stanno tramando qualcosa di misterioso e poco piacevole, una situazione che potrebbe coinvolgerlo verso gli ambienti occulti della ricca Beverly Hills. Le cose si fanno serie quando Blanchard muore in un incidente, all'apparenza casuale.

Quando l'horror aveva ancora qualcosa da dire, erano gli anni 80, non solo splatter ma anche la necessità di filtrare la (dura) realtà, prima del cinismo cosmico dei nostri giorni e dell'indifferenza globalizzata. "Society" visto oggi è ancora un piccolo film dalla forza dirompente, a distanza di circa 25 anni si può definire profetico e di programmatica lucidità. Il potere è invisibile, spesso gestito da persone di bell'aspetto, è un circolo ristretto ma trasforma i corpi e li ingloba se necessario, con la gente che fa la fila per entrare nei posti che contano, anche al costo di perdere ogni cosa, a partire dalla dignità, poco serve a ribellarsi, tutti vogliono fare parte della Società. Sembra fantascienza, sembra gli Ultracorpi, è solo la nostra realtà che crediamo di sapere gestire e di controllare, quando sappiamo bene che è vero il contrario. "Society" parla di questo con semplicità e ironia ma riesce a spaventare, perché sai che non puoi farci niente, perché sai che la serie "Beverly Hills 90210" uscita solo l'anno dopo è stata uno dei più grandi successi degli anni 90. L'esordio di Yuzna è grande perché rifugge la retorica, è un sotto-testo geniale ambientato in luoghi attraenti e di lusso, con belle ragazze, ma che gronda orrore e decadenza a ogni secondo.

domenica 2 marzo 2014

Pompei (2014)

Il film catastrofico in 3D diretto da Paul W.S. Anderson.

Pompei, 79 d.c., il destino dello schiavo Milo si incrocia con quello della bella Cassia, la giovane figlia di una ricca famiglia, la loro fortuita conoscenza contrasta i voleri di un avido senatore romano che brama le grazie della ragazza. Milo, destinato a battersi nell'arena come gladiatore, farà di tutto per proteggere la sua amata mentre oscuri segnali di distruzione provengono dal vicino vulcano, pronto a risvegliarsi con effetti devastanti.

Cercate una storia originale con dei bei personaggi, magari anche una accurata ricostruzione storica? ecco, avete sbagliato entrata. "Pompei" non vuole tediare nessuno con tutto questo, esistono i documentari, le ricerche storiche e le vere rovine di Pompei per approfondire, qui invece c'è solo intrattenimento spettacolare, divertimento, distruzioni e un giocoso ritorno al genere peplum e, in secondo luogo, al catastrofico denso di effetti speciali. Paul W.S. Anderson è uno dei più onesti registi in circolazione, il suo cinema è più vicino a un parco di attrazioni che a un film francese della nouvelle vague, salvo poi attraversare i generi con una disinvoltura e preparazione che molti si sognano e non vogliono riconoscergli (la serie Resident Evil  resta un faro nel cinema horror del nuovo millennio, piaccia o meno). "Pompei" è il film con il più alto budget a disposizione in carriera per Anderson, 100 milioni di $, la buona occasione per mettere in piedi una distruzione di massa ambientata nella mitica Pompei, distrutta dal famoso cataclisma del 79, d.c. documentata da Plinio, uno dei testimoni, citato a inizio pellicola.

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