lunedì 28 novembre 2016

ZPG - Un mondo maledetto fatto di bambole (1972)

Fantascienza distopica anni 70 con protagonista Oliver Reed.

Tit.originale: Z.P.G. zero population growth
Paese:USA

In un futuro prossimo la Terra è sconvolta dall'inquinamento al punto da indurre l'umanità a contenere il numero degli abitanti e proibire nuove nascite, coloro che trasgrediscono il divieto sono condannati a morte immediata. Alle coppie che vogliono sopperire la mancanza di un figlio sono offerte in commercio delle inquietanti bambole robot parlanti.

Prima il contenuto dello spettacolo, in sintesi si può definire la fantascienza cinematografica dei primi anni 70, cosa impensabile ai nostri tempi dove avviene l'esatto contrario, anzi ormai il contenuto è superfluo. ZPG - Un  mondo maledetto fatto di bambole, grande titolo italiano evocativo una volta tanto, si può accostare ai coevi "2022 i sopravvissuti", "2002 la seconda Odissea" ma anche a "L'uomo che fuggì dal futuro" di Lucas, solo per citarne alcuni, tutte opere contrassegnate da uno spirito di denuncia e ammonimento nei confronti di un'umanità già in quel periodo inquadrata in forme di società controverse e incuranti dei pericoli futuri come l'inquinamento, lo sfruttamento indiscriminato delle risorse e oppressione di ogni genere. Come sono andati i fatti circa 45 anni dopo lo sappiamo bene, a tal punto che il film diretto da Michael Campus non sembra nemmeno tanto trattare fantascienza, visto che gli avvenimenti descritti si sono (in parte) avverati nella attuale Cina (controllo delle nascite, livelli di smog intollerabili, ecc.).

giovedì 24 novembre 2016

Animali Notturni (2016)

Il noir-pulp diretto dal regista stilista Tom Ford.

Tit.originale:"Nocturnal Animals"
Paese:USA

Susan è ricca e bella ma il matrimonio con Hutton è in crisi, anche il lavoro di gallerista non la appaga. Un giorno la donna riceve il manoscritto di un libro di prossima pubblicazione dal suo ex-marito, una storia di violenza nel Texas che la coinvolge al punto da farle elaborare tutta la sua vita, una diagnosi drammatica intrisa di amore perduto e crudeltà.

Per Tom Ford, meglio conosciuto come stilista di successo, il gradimento in veste di regista si impenna con il suo secondo film basato sul libro "Tony and Susan" di Austin Wright uscito nel 1993. Una base letteraria dunque per Ford impegnato anche in fase di sceneggiatura verso un percorso quasi didattico sulle conseguenze che portano le scelte dei protagonisti, in particolare del personaggio centrale di Susan Morrow, interpretata da una Amy Adams in stato di grazia, si dice così quando un'attrice si supera come in questo caso. La rossa Adams attraversa un periodo d'oro, dopo le apparizioni nel blockbuster "Batman vs Superman" e nell'imminente fantascientifico "Arrival", si cimenta in un'interpretazione intensa e piena di sfumature nonostante i pochi dialoghi a lei concessi.

domenica 20 novembre 2016

Baskin: La porta dell'inferno (2015)

Il sorprendente horror di origine turca.

Tit.originale: Baskin
Paese: Turchia

Turchia, Una pattuglia di poliziotti in pausa è chiamata al pronto intervento nei pressi di un edificio abbandonato, gli uomini giunti sul posto entrano in contatto con una misteriosa congrega di persone fuori controllo e dagli istinti violenti. Gli incubi del giovane agente Arda sembrano materializzarsi...

Il più delle volte è un esercizio fuorviante e inutile, pensare che un film anticipi/interpreti le situazioni contingenti e i fatti meglio della realtà stessa, certo sorprende scoprire che Baskin proviene dalla controversa Turchia, in tempi recenti nel caos, oppressa nelle libertà e funestata da episodi di sangue gravissimi. Eppure l'horror turco, a livello inconscio e senza fini di denuncia retorici, sembra presagire il disordine e la violenza con una storia irrazionale, senza freni, da lasciare affascinati. Baskin è il classico fiore nel deserto, dato che il genere horror in Turchia è trascurabile e ridotto a farsa, il merito del film diretto dall'esordiente Can Evrenol è il sapere conquistare per la prima volta il pubblico internazionale, in particolare in occidente miete consensi e trova una distribuzione (pure qui in Italia, miracolo).

mercoledì 9 novembre 2016

Waterworld (1995)

Il post-apocalittico con protagonista il celebre Kevin Costner.

Tit.originale:"Waterworld"
Paese:USA

In un futuro prossimo la Terra è sconvolta dallo scioglimento delle calotte polari, ogni superficie è cancellata da una tomba d'acqua. I pochi sopravvissuti vivono su isole artificiali o imbarcazioni, una vita resa ancora più difficile per la presenza degli smokers, pirati senza scrupoli. I criminali cercano una bambina che può indicare la via verso una terra emersa, Dryland, ma devono fare i conti con un avventuriero, un tipo solitario che trasporta con il suo catamarano la piccola e una donna, salvate dopo una rovinosa fuga...

Le manie di grandezza di Kevin Costner si infrangono in Waterworld, l'attore all'apice della fama dopo una serie di successi ininterrotti, arricchiti anche da svariati Oscar (Balla coi lupi), vede deteriorarsi il consenso e annusa l'onta del flop. A dire il vero gli incassi non sono così tragici come si sente dire in giro, 264 milioni di $ a fronte di un budget di 175, una cifra considerevole ma non sufficiente per generare profitti (la regola vuole, più o meno, che il film incassi come minimo il doppio del budget). Il problema di  Waterworld è il costo di produzione troppo elevato, all'epoca è il film più costoso mai concepito, ci penserà Cameron solo pochi anni dopo con Titanic ad alzare in modo ulteriore l'asticella. Sul piatto della bilancia bisogna però considerare che la pellicola ha ispirato la realizzazione di una delle maggiori attrazioni del parco divertimento Universal Studios di Los Angeles, dopo 20 anni ancora in cartello. Insomma difficile parlare di reale flop.

venerdì 4 novembre 2016

Chen il pugno che uccide (1976)

Il film di arti marziali sudafricano ambientato nel deserto.

Tit.originale:"Kill or be killed"
Paese: Sud Africa/USA

Sudafrica, il barone Von Rudloff assolda un gruppo di atleti marziali al fine di sfidare una squadra guidata dal giapponese Miyagi. Per il ricco uomo di origini tedesche si tratta di una rivalsa che cova dai tempi del Terzo Reich, di cui è ancora fervente sostenitore, quando venne umiliato dall'orientale in una gara sportiva sotto gli occhi di Hitler. La sfida prevede un torneo ambientato in una remota tenuta nel deserto, il giovane Chen schierato nelle file di Von Rudloff non accetta i metodi violenti del padrone di casa che lo ha ingaggiato con un raggiro, decide di fuggire ma non sarà semplice...

Bizzarro come solo un film di arti marziali degli anni 70 poteva essere, Chen il pugno che uccide è uno degli innumerevoli martial art movie del periodo prodotti sull'onda lunga della leggenda di Bruce Lee. Il titolo italiano sfrutta il nome di Chen, utilizzato nei doppiaggi italiani per i personaggi interpretati da Bruce Lee. Si presenta come un miscuglio esotico di ambientazione e rimandi, prodotto in Sudafrica e incentrato sul karate, aspetto questo non secondario, in un'epoca più orientata al kung fu cinese, con attori tutti di origine occidentale a partire dal protagonista di James Ryan nonostante un vago aspetto orientale, chiamato Chen appunto, che può essere inserito tra gli emuli del piccolo Drago, con un certo appeal fisico e dal capello lungo nero. I titoli di testa james-bondiani fatti con due soldi, con i crediti ondeggianti sulla pelle dei corpi di alcuni atleti che si affrontano, suggeriscono una pellicola povera, di basso livello produttivo.

martedì 1 novembre 2016

Ouija - L'origine del male (2016)

Il secondo capitolo della saga sulla nefasta tavoletta Ouija.

Tit.originale: "Ouija - Origin of Evil"
Paese:USA

1965, la giovane vedova Alice sbarca il lunario organizzando, con l'aiuto delle due figlie, false sedute spiritiche, un modo per attirare clienti creduloni pronti a scucire dollari pur di avere un segnale dai cari estinti. Per accrescere l'attività Alice porta in casa una tavoletta Ouija per comunicare con i morti, un gioco che sembra attirare la piccola Doris, quello che sembra un divertente diversivo si trasforma in un incubo visto che la bambina entra in comunicazione con una realtà buia e terrificante...

Gli ottimi incassi del primo "Ouija" inducevano a pensare all'arrivo di un sequel che non si è fatto troppo attendere, "Ouija - L'origine del male" consolida l'uscita sotto il periodo di Halloween per puntare a nuovi successi. A destare interesse è il cambio di regia in favore dell'emergente Mike Flanagan, uno dei pochi registi horror in giro sopra la media, e di questi tempi non è poca cosa, chiamato a risollevare le sorti artistiche di una saga non irresistibile, visto l'esito mediocre del precedente capitolo diretto da Stiles White. Altro motivo suggestivo è l'ambientazione collocata negli anni 60, un salto indietro rispetto agli avvenimenti conosciuti che porta  il film di Flanagan a essere considerato come un prequel, il collegamento narrativo è suggerito dal personaggio di Lina Zander, in questa occasione una teenager interpretata da Annalise Basso.

domenica 16 ottobre 2016

Killers (2014)

Assassini seriali dell'estremo oriente nel film dei Mo Brothers.

Tit.originale: Killers (Intern.)
Paese: Indonesia/Giappone

Il serial killer di Tokyo Nomura agisce indisturbato uccidendo giovani donne, l'uomo condivide le sue imprese in internet osservate anche da Bayu, un giornalista di Jakarta fallito a seguito di un inchiesta su un potente boss locale. Bayu si lascia trascinare in situazioni estreme di omicidio, a sua volta riprende le scene e le immette online, per il piacere di Nomura che pensa di avere trovato un suo simile..

Dietro al nome Mo Brothers si celano gli indonesiani Kimo Stramboel e Timo Tjahjanto, due tra i più promettenti registi horror recenti comparsi negli antologici "VHS 2" e "ABC of Death", al fianco di omologhi colleghi occidentali come Adam Wingard e Ti West, per rimanere ai più noti. Il cinema indonesiano nel suo piccolo pulsa forte, gran merito di Gareth Evans, il regista dei film acclamati della serie The Raid è qui in veste di produttore. Non si va troppo per il sottile in fatto di cinema estremo, di questo si tratta in Killers, argomenti scabrosi e violenza abbondano e portano a ridurre l'offerta verso un pubblico di nicchia, anche all'interno degli stessi fans dell'horror, dentro a una storia di torture, sangue e follia. Se superate il prologo in cui una ragazza viene picchiata, seviziata e infine uccisa a martellate, bene, potete proseguire, altrimenti là fuori è pieno di film più "gentili".

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