Bloody murder 2 (2003) di R.Spera


Al termine di una lunga stagione, Tracy, insieme ai suoi colleghi, è impegnata nella chiusura del campo estivo Placid Pines. I ricordi della morte di suo fratello, Jason, avvenuta nello stesso luogo cinque anni prima per mano di un misterioso assassino, tormentano ancora la ragazza. Ma la presenza di un maniaco mascherato nei paraggi, sembra materializzare gli incubi, portando morte e sangue. Bloody murder 2, seguito dell’oscuro e inedito Bloody murder (2000), è uno slasher che non fa niente per nascondere la sua totale dipendenza verso la serie Venerdi 13. Le citazioni alla saga iniziata da S.Cunningham nel 1980, difatti, non si contano: il teatro della vicenda è un campeggio estivo, il nome di uno dei protagonisti è Jason, mentre il maniaco omicida, che cela il volto dietro una maschera, è conosciuto come Trevor Moorhouse (chiara allusione al celebre Jason Voorhees), ecc. Altri inequivocabili riferimenti sono rivolti ad Halloween (il coltellaccio di Trevor uguale a quello di Michael Myers) e a Non aprite quella porta (la motosega usata per efferati omicidi). Appare subito chiaro che non vi è alcun approfondimento psicologico dei personaggi, il classico gruppo eterogeneo di teenagers pronti al macello, e anzi compaiono diverse situazioni improbabili (divenatate quasi un icona in questo tipo di pellicole), a partire dalle ragazze protagoniste che entrano in scena con vestitini sempre nuovi e sexy, nonostante un momento prima abbiano assistito a un brutale assassinio. Le regole, non scritte, del cinema-slasher in Bloody murder 2 vengono rispettate in ogni punto: — se fai sesso vieni ucciso dal maniaco, — se sei di colore puoi essere certo di rientrare nella lista delle vittime, — se ti astieni dai rapporti sessuali, probabilmente, avrai salva la pelle, ecc. A prima vista sembra un horror mediocre come tanti, ma la gustosa sorpresa nascosta di questa opera sono la bellezza e la cattiveria degli omicidi: tremendi e sanguinolenti come ai vecchi tempi. Del resto il segreto di un buon slasher è concentrato nella spettacolarità delle uccisioni e da questo punto di vista il film non delude, anche nella gamma delle armi utilizzate: frecce, motoseghe, coltelli, un machete, ecc. vengono dispiegati con fantasiosa ed impressionante efficacia. Girato con un budget esiguo, il film rimane un prodotto rivolto esclusivamente agli amanti del genere (e non sono pochi), che ha comunque una discreta tensione, e la presenza di Tiffany Shepis (starlette di alcuni film targati Troma) che si concede senza indugi in diverse scene di nudo. Un divertente b-horror.

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