E tu vivrai nel terrore...l'aldilà(1981) di L.Fulci


Louisiana, 1927. Il libro maledetto di Eibon descrive l’ubicazione delle sette porte dell’inferno sulla terra: uno di questi luoghi senza Dio è un albergo nei pressi di New Orleans, teatro della brutale uccisone di un pittore, accusato di stregoneria, per mano degli inferociti abitanti del paese. Alcuni decenni dopo, una giovane donna, incurante del terribile passato, eredita l’albergo decisa a riaprire l’attività; ma il potere oscuro delle forze infernali si è risvegliato ed è l’inizio di un nuovo implacabile terrore.

Dopo avere visitato tutti i filoni del cinema di genere italiano, contaminandoli con proverbiale gusto del macabro (si pensi per esempio al western Tempo di massacro o al thriller Non si sevizia un paperino), Lucio Fulci arriva al successo planetario con Zombi 2(1979), che induce il regista a dare una svolta alla sua carriera verso le pellicole horror. L’eccellente Paura nella città dei morti viventi(1980) precede il vertice della filmografia fulciana (nonché uno dei migliori esempi del cinema fantastico italiano): L’Aldilà del 1981.Realizzato intorno alla sceneggiatura scarna, implausibile e misteriosa di Dardano Sacchetti, il film libera Fulci dagli schemi classici del genere e scatena tutta la forza visionaria di cui è capace, congegnando impressionanti immagini di morte (l’attacco delle tarantole) e violenza realistica (l’esecuzione-crocifissione del pittore-stregone). Girato a New Orleans, L’Aldilà è una delle più potenti evocazioni del male mai viste su schermo, un horror totale che restituisce in ogni fotogramma il senso opprimente dell’avvento di forze incontrollabili e devastatrici che travolgono corpi (gli zombi del finale), edifici (l’albergo, l’ospedale), animali (le tarantole, il cane-lupo)e oggetti (le schegge di vetro assassine). Fulci dipinge un orrore da cui non vi è scampo e che non è dato conoscere se non al prezzo di terribili sofferenze (ciechi in un mondo morto e vuoto: l’aldilà). Tecnicamente ineccepibile, il film si avvale del talento del creatore dei viscerali e sanguinosi effetti speciali, Giannetto De Rossi, del direttore della fotografia Sergio Salvati (artefice del celebre prologo virato color seppia) e del compositore Fabio Frizzi, che firma la “demoniaca” colonna sonora. David Warbeck e Katherine MacColl sono gli indimenticabili protagonisti, ma anche Lucio Fulci, come suo costume, si ritaglia un cameo nella parte di un simpatico bibliotecario. Un’opera imperdibile.

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