Hellboy (2004) di G.Del Toro


Scozia, 1944. Un corpo speciale nazista tenta, tramite un esperimento esoterico-scientifico, di evocare dal profondo dello spazio e del tempo entità demoniache che permettano loro di risollevare le sorti del III Reich. Sorpresi dal pronto intervento di un plotone di forze alleate, i nazisti vedono fallire il loro oscuro progetto e si danno alla fuga. Ma qualcosa è comunque successo: un cucciolo di una progenie demoniaca si è materializzato... Hellboy!Cresciuto sotto la guida e le cure del Prof. Broom, Hellboy sviluppa la sua forza sovrumana al servizio di un’organizzazione segreta, composta da esseri paranormali, creata per fronteggiare le forze del male che sembrano nuovamente minacciare il mondo.Da annoverare tra i migliori adattamenti di un fumetto, Hellboy riproduce fedelmente l’atmosfera dark e la tensione carica di ironia delle tavole originali create da Mike Mignola, qui anche in veste di consulente al fianco del talentuoso regista Guillermo del Toro. Dopo un percorso di opere importanti, tra le quali è bene ricordare almeno El espinazo del Diablo (straordinaria e struggente ghost-story) e Blade II (spettacolare action-gothic movie), del Toro corona il sogno di portare in vita il personaggio di Hellboy, spalleggiato dal fido Ron Perlman che regala un’azzeccatissima interpretazione dell’eroe infernale, impressionante per aderenza e somiglianza fisica. Con un budget di circa 60 milioni di dollari a disposizone, del Toro coglie quello che ad altre produzioni faraoniche (che sforano ormai abitualmente i 150 milioni) sfugge miseramente, ossia fare divertire e stupire, sempre senza dimenticare la cura maniacale per il dettaglio e la vera carta vincente del cinema del regista di origini messicane: la passione.Ricco di sequenze d’azione, humor, personaggi bizzarri e misteriosi, Hellboy vanta scenografie mozzafiato e un apparato di effetti speciali di prim’ordine. Ma Hellboy non è un cinecomix con tanti steroidi, colorato ed esagerato come può apparire ai più distratti: il film di Del Toro, grazie alle sue insistite evocazioni demoniache e le terrificanti visioni, si inserisce in quel ristretto club di pellicole (di cui fa parte, per intenderci, anche Il seme della follia di John Carpenter) che sono riuscite, con rara abilità e ispirazione, a materializzare gli incubi di H.P.Lovecraft. Un’esperienza visiva da non perdere.

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