Il 13° guerriero(1999) di J.Mc Tiernan


"Ecco la io vedo mio padre....ecco la io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli....ecco la io vedo tutti i miei parenti defunti dal principio alla fine.....ecco ora chiamano me.....mi invitano a prendere posto in mezzo a loro...nella sala del Wahllhalla...dove l'impavido...può vivere...per sempre" Un'ode funebre che diventa un inno di battaglia tonante che infiamma i cuori dei protagonisti nel finale del magnifico "Il 13° guerriero"....basterebbe solo questo frammento di cinema allo stato puro per spazzare via decine di film(tra cui anche il successivo "il signore degli anelli") che hanno avuto successi e fortune ben maggiori dell' opera del grande Mc Tiernan..ma "Il 13° guerriero" non è solo questo. Martoriato dalla produzione(si parla di circa un'ora di materiale tagliato!)il film(o di quello che ne rimane)mantiene, incredibilmente, una qualità e una tensione eccezionale. Lo spettatore viene scaraventato in un'epoca medioevale oscura e selvaggia devastata dalla violenza e avvolta da misteri innominabili. Ambientazioni naturali straordinarie, foreste tenebrose, cieli plumbei illuminati solo dal fuoco delle torce fanno da sfondo ad un'avventura epica e di rara violenza(teste mozzate, combattimenti corpo a corpo, battaglie all'ultimo sangue, ecc.), con protagonisti un drappello di vichinghi-normanni e di un arabo(un bravo A.Banderas)contro misteriosi esseri chiamati "mangiatori di morti". Attori calati perfettamente nei ruoli, una regia che regala sequenze d'azione in spazi chiusi di rara bellezza e momenti evocativi d'antologia(la comparsa del "serpente di fuoco", gli scontri nelle caverne, ecc.). Un film che, in piena epoca post 11 settembre, sembra impensabile: il protagonista principale è, infatti, l'arabo Ahmed Ibn Fahdlan che insegna al capo dei normanni che Allah è grande e Maometto è il suo profeta. "il 13° guerriero" è un film sulla fede, la forza(morale oltre che fisica) e il coraggio. Un film stupendo.

Commenti

Nea ha detto…
Da non dimenticare il fatto che il libro da cui è stato tratto il film è "Mangiatori di morte" di Michael Crichton.
Sciamano ha detto…
Vero!
Gran libro, il film é molto fedele. Grande Crichton.
HakHap ha detto…
Accidenti, Non avevo cercato bene! Bello iniziare con l' inno al Wahllhalla; emozionante.
Come ti ho scritto in precedenza adoro il libro da cui è tratto, inoltre da come termina sembra che Michael Crichton volesse raccontare una nuova avventura dell' "arabo". L' ultima frase da lui scritta viene interrotta perchè sulla via del ritorno avvista "qualcosa", Epicissimo!!!
Sciamano ha detto…
oh, si...sarebbe stato bello un sequel, il film però(se non erro)ebbe scarso successo. Quando penso al termine "epico" mi viene in mente sempre questo film!
ciao!


p.s:La mia é una rece breve e piuttosto vecchiotta(ricopiata nel blog nel 2007), il libro invece l'ho letto dopo avere visto il film.