Il patto dei lupi (2001) di C.Gans


Un misterioso cavaliere sbaraglia a colpi micidiali di kung fu un gruppo di uomini travestiti da donna, sorpresi a massacrare un vecchio e una giovane accusati di furto di cavalli. Questa è solo una delle tante, potenti e stranianti sequenze del "Patto dei lupi": un delirio cinefilo che non ha precedenti.

Francia, Gevaudan, fine 700. Il re Luigi XV manda nell'impervia regione un cavaliere e il suo aiutante per risolvere il mistero della "Bestia", una creatura ammantata di leggenda che compie massacri ai danni dell'impaurita popolazione. I due eroi si trovano ad affrontare un mistero che coinvolge persone insospettabili, pronte a scatenare una lotta sanguinosa senza quartiere per preservare il clima di paura imperante.

Il film, incentrato sulla leggenda di una terribile "bestia" che semina morte e terrore in una delle regioni più selvagge della Francia di Luigi XV, è un clamoroso omaggio alle passioni più viscerali del regista Christophe Gans: il cinema gotico di M.Bava(l'ambientazione e le scenografie, vedi le rovine dei templari da cui sembra uscire da un momento all'altro Barbara Steele!)e di R.Freda(eroine come Silvia interpretata dalla Bellucci..ma non solo), gli spaghetti-western(gli inserti acustici alla Morricone, i richiami ai fangosi film di Corbucci, ecc.), il cinema dei mostri(la "bestia" certo ma anche personaggi come Francois de Morangias), l'arte dei videogiochi(sequenze fantastiche come la trappola tesa alla "bestia", i brutali corpo a corpo di Frosac nei corridoi della tenuta, ecc.), la cultura manga( Marianne de Morangias virginale come la principessina di "Berserk", la spada retrattile di Francois de Morangias, ecc.) gli indiani d'America e il loro spirito libero, incarnati dall'indimenticabile personaggio Mani.

Ma è soprattutto il cinema d'azione di Hong Kong ed in particolare il maestro Chang Cheh ed il suo capolavoro: "la mano sinistra della violenza" ad avere la maggiore attenzione. "Il patto dei lupi" è difatti un remake, non ufficiale, del leggendario film del 1971, apice del genere wuxiapian. Esattamente come i protagonisti(Ti Lung e David Chiang) del film di C.Cheh, Marc Dacascos e Samuel Le Bihan, rispettivamente Mani e Gregoir de Fronsac, nella pellicola sono amici fraterni, destinati a una sorte crudele e di feroce vendetta.

Innumerevoli e deliziose le citazioni che si susseguono nel film: il personaggio interpretato da Vincent Cassel(per il ruolo si è ispirato a Lauren Bacall!)è senza un braccio come il mitico spadaccino monco dei film di Chang Cheh(la serie "one armed swordsman"), la misteriosa Silvia(M.Bellucci) ha un ventaglio che nasconde lame micidiali, chiaro il riferimento a un personaggio femminile come "100 lame" di un film di Chang Cheh(sempre lui!), il combattimento finale tra Fronsac/Morangias è un inchino a "the blade" di Tsui Hark, i cacciatori selvaggi(dei proto-punks, non avrebbero sfigurato in "mad max 2")al soldo di Morangias sfoderano artigli metallici in onore a film mitici di H.K.("enter the dragon", "avenging eagle",ecc.), il volto della carcassa-esca di una donna è irrigidito in una maschera simile a quella del cadavere del 3° episodio de "i 3 volti della paura" di Bava, un altra vittima della "bestia" è congelata in una macabra postura come il norvegese rinvenuto nella base artica di "the thing" di J.Carpenter, la stanza "segreta" di Morangias è arredata con ossa animali ed umane simile agli ambienti nella casa di "non aprite quella porta", l'aura "mitica" di Mani è immortalata con il volo di uccelli colorati che prendono il posto delle colombe utilizzate da John Woo per i suoi eroi in "the killer", l'agguato della Bestia nella pozza d'acqua richiama una sequenza del mitico "Bride of Frankestein", ecc.ecc.

C.Gans al suo secondo film(dopo l'altrettanto stupefacente "crying freeman") si conferma un maestro del cinema d'azione dal gusto visivo e spettacolare straordinario, coraggioso e folle nel suo scardinare regole e convenzioni del cinema di genere(europeo e non solo) che torna a risplendere ed(incredibile) a fare incassi stratosferici(5 milioni di spettatori solo in Francia). Forse non è un caso se da allora il cinema fantastico francese è in costante ascesa.

Eccellenti i protagonisti: Samuel Le Bihan(Fronsac)è una rivelazione, simpatico e grande action-man, Marc Dacascos(Mani)è un attore marziale unico nella sua potenza ed eleganza che da il meglio di sé nei film di Gans tanto da essere divenuto il suo attore-feticcio, M.Bellucci è bellissima e ricopre un ruolo a dir poco affascinante, Vincent Cassel perfetto nel suo essere gelido ed inquietante.

Menzione particolare per i collaboratori hongkonghesi di Gans: David Wu, curatore del magistrale montaggio, a cui si devono editing di capolavori come "the killer" e Philp Kwok(in passato attore nei film di Chang Cheh!) coreografo dei bellissimi combattimenti, senza l'uso del wire-work, in antitesi con il corso trendy post-matrix. Eccellenti le ambientazioni e le locations in esterni rese alla grande dal direttore della fotografia Dan Austen. Effetti speciali del Jim Henson's creatures group shop dallo stile dannatamente retrò; ottimi e curatissimi i costumi. Un film magnifico.

Rating: 9/10

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