Non aprite quella porta 3 (1990) di J.Burr


Il temibile Leatherface si aggira ancora nelle lande desolate del Texas. Accasatosi presso una nuova famiglia di pazzi degenerati, il nerboruto essere armato di motosega, si diletta a tendere trappole ai malcapitati viandanti. A farne le spese è una coppia di giovani californiani e un paramilitare del fine settimana fanatico di armi.Terzo capitolo della saga, iniziata da Tobe Hooper nel 1974 con il capolavoro Non aprite quella porta, diretto da Jeff Burr (Il patrigno 2) che prosegue la demolizione del sogno americano a colpi di motosega, violenza e umorismo nero, quest'ultimo frutto in gran parte dalla penna dello scrittore splatterpunk David Schow che firma il soggetto. Tecnicamente valido il film è stato colpito dalla malasorte a partire dai travagli produttivi (cambio di attori, problemi finanziari, dissidi tra regia e produzione, ecc.), passando attraverso i tagli della censura che hanno ridimensionato l’elemento splatter, sino al sonoro flop al botteghino. Nonostante le avversità, Leatherface non aprite quella porta 3 risulta più godibile di altre pellicole dello stesso periodo dato la marcata carica ironica (es. Leatherface riceve in dono una motosega personalizzata con la scritta "the saw is family") e stile visivo, in anticipo anche sul revival-horror anni '70 di questi tempi, tanto da instillare il sospetto che abbia influenzato Rob Zombie per il suo sorprendente La casa dei mille corpi. Da segnalare le partecipazioni di Ken Foree, nei panni di un paramilitare, ruolo citazionista che richiama l’eroe interpretato dall’attore in Zombi di Romero, e di un giovane Viggo Mortensen, famoso in seguito nell’interpretazione di Aragon ne il signore degli anelli. Il finale del film, modificato dalla produzione dopo un test negativo su un pubblico campione, lascia perplessi per la grossolana incongruenza di sceneggiatura che si verifica; meglio consolarsi con il finale originale alternativo inserito negli extra del dvd. Un piccolo e cattivo film da riscoprire.

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