Pericolo in agguato (1978) di J. Carpenter


Giovane e carina, Leigh si trasferisce a Los Angeles per intraprendere un nuovo lavoro. Stabilitasi in un enorme condominio-grattacielo, diviene presto oggetto di telefonate inquietanti da parte di uno sconosciuto, che sembra anche conoscere ogni suo movimento. Nello stesso anno di "Halloween"(lo zenith del cinema slasher mondiale), John Carpenter dirige questo film per la tv con protagonista la bionda Lauren Hutton. Scritto originariamente per il cinema, il film si poggia sui meccanismi della suspence per gettare uno sguardo, a prima vista superficiale, sulla condizione delle donne moderne: Leigh è una ragazza in carriera, bella e desiderata ma che sà quello che vuole(è lei che sceglie il partner, non il contrario), e non si fa neanche scrupolo di avere come migliore amica una lesbica(Adrienne Barbeau), anch'essa emancipata e padrona della sua vita. Carpenter, che firma la sceneggiatura, non è certo tenero con gli uomini che compaiono nel film: eterni farfalloni, mezzi disperati, inconcludenti, succubi e nei peggiori dei casi...maniaci sessuali. Il film si dipana in omaggi(obbligatori) al cinema di Hitchcock("la finestra sul cortile") ma ha anche il merito di anticipare il De Palma di "omicidio a luci rosse", e probabilmente anche Richard Stanley deve essersi ricordato di questo film per il suo "Hardware". Nonostante i ritmi tipici da tv-movie Carpenter tiene desto lo spettatore, muove l'azione in angusti parcheggi sotteranei, corridoi disadorni e spettrali grattacieli, cogliendo anche veri e propri lampi di genio come la tesa sequenza di Leigh sopra una grata metallica. Disappunto per la scarsa considerazione intorno al film, espressa anche dagli stessi fans del regista di "The thing". Da rivalutare.

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