Resident Evil: Apocalypse (2004) di A.Witt


Il devastante T-virus, letale sostanza che trasforma gli uomini in morti viventi, fuoriesce dal laboratorio segreto della Umbrella Corporation, seminando morte e terrore nella città di Raccoon city che viene messa in quarantena. Alice, una giovane agente di sicurezza sopravvissuta, viene sottoposta a esperimenti scientifici che la rendono capace di poteri sovrumani, in grado di fronteggiare una nuova mostruosa creatura nata dal contagio: Nemesis. Il ritorno in grande stile degli zombi su pellicola (L’alba dei morti viventi, Shaun of the dead, l’imminente Land of the dead…) è dovuto in gran parte al successo del primo Resident evil (2002) diretto da Paul W.S. Anderson, trasposizione del popolare omonimo videogioco della Capcom, un riuscito mix di scenografie hi-tech e sex-appeal, garantito dalla splendida protagonista Milla Jovovich. Il seguito Resident evil apocalypse, diretto dall’esordiente Alexander Witt, si distanzia dal modello originale (più rigoroso e d’atmosfera), introducendo subito gli elementi predominanti dell’intera opera: il ritmo e l’azione. Sin dall’inizio il film, infatti, non concede pause allo spettatore frastornato da esplosioni e sparatorie, tanto che il rischio è quello di non cogliere le numerose citazioni che si susseguono vertiginose: i richiami a Fuga da New York (Raccoon City trasformata in un’enorme prigione recintata), l’ombra lunga di Terminator (Il personaggio Nemesis), non manca lo zombie-movie d’annata (Zombi 2 di Fulci nella sequenza del cimitero) e i piccoli grandi horror come Scanners (i poteri telepatici di Alice che riducono al collasso una guardia), ecc. ecc. Resident evil Apocalypse, sceneggiato da Paul W.S. Anderson, si segnala come uno dei film più fedeli tratti da un video-game, ricco di situazioni e dettagli familiari per i fan delle console: il personaggio Jill Valentine, uno dei più amati e attesi, è interpretato da una sensuale Sienna Guillory che, insieme a Milla Jovovich (Alice), forma una coppia di eroine dal fascino irresistibile. La città di Toronto (Canada) è l’immenso set utilizzato dalla produzione per creare numerose sequenze di massa spettacolari e catastrofiche con protagoniste schiere di zombi famelici. Gli effetti speciali, usati a profusione con risultati buoni (l’esplosione nucleare sulla città) e meno riusciti (il make up di Nemesis), sorreggono un film assolutamente decomplessato che scivola, a tratti, in soluzioni grossolane di facile presa (es. l’entrata di Alice in motocicletta nella chiesa). Il finale sospeso lascia aperte le porte ad un terzo capitolo.

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