Shock (1977)


Dopo alcuni anni Dora, insieme al figlioletto Marco ed al nuovo consorte, torna a vivere nella casa in cui era morto suicida il primo marito, padre del bambino. La vita familiare scorre felice ma ben presto Marco mostra comportamenti sconcertanti, accompagnati da istinti violenti che portano Dora sull’orlo della pazzia. La casa, difatti, custodisce un terribile segreto che si rivela sconvolgente ed inaspettato. Figura schiva ed estremamente modesta, Mario Bava, simboleggia da solo una buona fetta del cinema di genere horror/fantastico italiano. La padronanza dei mezzi tecnici, artigianali e pionieristici (soprattutto ad inizio carriera), come l’uso degli effetti speciali e della fotografia sono ancora oggi studiati e omaggiati ed è ormai riconosciuta, anche a livello mondiale, l’influenza enorme delle sue opere: La maschera del demonio(1960), un delirio gotico sensuale e indimenticabile, segna l’esordio folgorante alla regia dell’autore nato a San Remo nel 1914, Sei donne per l’assassino(1964) detta i canoni del genere thriller all’italiana, mentre Reazione a catena(1971) anticipa il filone slasher che farà la fortuna del cinema horror-U.s.A. degli anni 80. Ma non solo, Bava visita tutto il cinema di genere italiano disseminando gemme del calibro di Terrore nello spazio(1965), incursione nella fantascienza innervata di elementi horror, Diabolik(1968), versione pop del celebre fumetto, Cani arrabbiati (1974), serrato e violento poliziesco-pulp. Shock(1977) rappresenta l’ultima fatica di Mario Bava (muore pochi anni dopo per arresto cardiaco) per il grande schermo e l’esordio come aiuto-regista del figlio Lamberto. Una pellicola che si distacca dai precedenti lavori soprattutto per un differente stile che non prevede virtuosismi particolari e l’utilizzo di atmosfere gotiche, marchi di fabbrica in passato del maestro italiano. L’impianto di Shock, infatti, è orientato verso una dimensione più realistica e attuale, incentrato sull’interpretazione di Daria Nicolodi che regala una delle sue migliori prove di attrice, nel ruolo di una donna nevrotica succube dei propri incubi e segreti. Il film, ambientato unicamente in una casa isolata, distilla segnali inquietanti (le sinistre inquadrature di oggetti e interni, ecc.) e sequenze memorabili(es.le allucinazioni della protagonista: il pianoforte che “ride”…immagine che Raimi terrà presente per la serie “la casa”, ecc.) per la resa di un climax pauroso che culmina in un finale cupo e feroce. Nel cast compare anche Ivan Rassimov, uno dei volti più utilizzati dal cinema thriller italiano degli anni 70, mentre la bella colonna sonora è firmata dai Libra che schierano in formazione membri provenienti dai famosi Goblin. L’ultimo grande film di un genio del cinema.

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