Ultraviolet (2006) di K.Wimmer


Tit.originale: Ultraviolet
paese: U.s.a.

Uno dei film più incompresi degli ultimi anni: "Ultraviolet", la fantascienza-pop al potere.

A seguito di un esperimento di bio-genetica un virus ha contagiato parte della popolazione trasformandola in Ematofagi, in pratica dei vampiri. Violet(M.Jovovich) è una vampira-guerriera che ha il compito di recuperare Six, un bambino che nasconde il segreto per curare tutti gli Ematofagi.

I bellissimi titoli di testa degni della migliore "comic book art" devono essere presi alla lettera, "Ultraviolet" è un "finto" live-action di un fumetto di fantascienza immaginario, pieno di ironia ed esagerazioni: se si entra in questa ottica la visione è soddisfatta, se uno crede alla burla che questo è il remake di "Gloria - Una notte d'estate" di John Cassavetes è la fine.

Il concetto di "patina" elegante e leccata in "Ultraviolet" non ha più senso: le superfici, i metalli, i vestiti, le armi, ecc. sono un unico, accecante, hi-tech traslucido trip, folle e delirante.

Giusto prolungamento di questa visione sono le coreografie dei combattimenti: bizzarre, assurde, talmente esagerate da essere difficilmente superate per il totale sprezzo del ridicolo...e per questo che il nuovo gun-kata(l'arte di combattimento inventata nel precedente film del regista: "Equilibrium") risulta divertente.

Milla è, come al solito, fantastica e bellissima, nel corso del film sfodera un guardaroba "futurista" che le permette cambi istantanei di vestiti e del colore dei capelli. Trama che non sta in piedi, personaggi mal definiti, ma se qualcuno crede che questo sia imperdonabile in "Ultraviolet" ..beh, si sbaglia. A suo discapito bisogna sapere che il film è monco di mezzora, tagliata in fase di post-produzione.

Tra le citazioni non può sfuggire quella di "Tron"(1982) nella assurda fuga in moto lungo le pareti dei grattacieli, mentre è solo per i fanatici delle arti marziali intransigenti il momento ispirato da "Shogun Assasin"(1980) nella sequenza del bambino appeso al pozzo.

Scenografie-ultrapixel immaginifiche ritraggono la Shangai del futuro, i colori "esplodono" in ogni sequenza sino all'inverosimile con cromatismi e geometrie ardite che sono in gran parte concepiti da un equipe di tecnici di origine cinese, scelta dalla produzione in accordo con il regista.

Film generalmente schernito dal grande pubblico, "Ultraviolet" ha tutto il potenziale per diventare un piccolo giocoso cult del futuro.

Rating: 7/10

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