Into the mirror (2003) di Sung-Ho Kim

Tit.originale: Into the mirror
paese: Sud Corea


Elegante horror sud-coreano ambientato in un misterioso grande magazzino. In arrivo il remake americano.

Woo Yeong-Min è un ex-agente fuoriuscito dalla polizia che, involontariamente, ha causato la morte di un suo collega in seguito a un tragico conflitto a fuoco. Assunto come addetto alla sicurezza di un grande magazzino, si trova a fronteggiare dei delitti inspiegabili che si consumano all'interno dell'edificio. Il mistero è nascosto dietro agli specchi, e ai riflessi di una realtà ingannevole e oscura.

La percezione dell'immagine, il doppleganger, il riverbero, lo sguardo, il regista Sung-Ho Kim "gioca" con i cliché tipici di certo cinema horror, inserisce in (quasi)ogni sequenza uno specchio che "cattura" i protagonisti, imprigionati dalle loro stesse paure che risiedono nel profondo dell'anima.

Vi sono anche azzardati riferimenti pittorici e un uso(moderato) di CGI che aiuta "Into the mirror" a immergersi nel fantastico-dark puro. In ogni caso l'intreccio è gradevole se non fosse per l'eccessiva durata della pellicola(una pratica che affligge quasi tutti i film sud-coreani), e per certi cali di tensione di troppo; il mistero dei delitti viene poi svelato ben prima della conclusione, ma per non deludere le aspettative viene organizzato un finale "a sorpresa" spettacolare ma non del tutto convincente.

Un discreto film, non eccezionale, salito all'attenzione da circa un anno dopo l'annuncio del remake americano, intitolato "Mirrors", affidato al talento nascente di Alexandre Aja(Alta Tensione, Le colline hanno gli occhi remake), impegnato anche in un altro remake in cantiere( "Pirana")e con protagonista Kiefer Sutherland(il serial-tv "24").

Rating: 6/10

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