The Resurrected (1992) di D. O'Bannon


Da sempre serpeggia tra gli horror-fans l'insoddisfazione derivante dal fatto che le opere di H.P. Lovecraft(probabilmente il più grande scrittore horror di tutti i tempi)non sono mai state riprodotte su pellicola con efficacia; in realtà sono diversi i film ispirati agli incubi del sognatore di Providence, e alcuni sono autentici gioielli(La città dei mostri, Il seme della follia, Necronomicon, ecc.)ma forse è "The Resurrected" il titolo che più si avvicina per fedeltà e compiutezza all'agognato risultato. Il nome di Dan O'Bannon è piuttosto familiare agli habitué del cinema horror/fantastico, la sua firma compare difatti negli screenplay di "Dark star", "Alien", "Morti e sepolti", "Total recall", "Screamers", ecc. ed è il regista del cult-horror anni80 "Il ritorno dei morti viventi"(1985). "The resurrected" è la sua seconda(e sinora ultima)regia, tratta dal racconto di "Il caso di Charles Dexter Ward"(1927), uno dei capolavori di Lovecraft.
Providence, la giovane moglie di un chimico assolda un detective privato per indagare sui misteriosi movimenti del marito, stravolto nei comportamenti e interessi dopo il rinvenimento di un antico diario appartenuto a un suo lontano antenato, Joseph Curwen, accusato di stregoneria. Vengono apportate alcune variazioni, rispetto al racconto originale, che si traducono nella diversa ambientazione temporale(siamo negli anni90, anziché nel 1920) e nell'aggiunta del personaggio della moglie(Jane Sibbett) di C.D.Ward(Chris Sarandon), non prevista nella versione cartacea, mentra la figura dell'aitante detective(John Terry)sostituisce il Dott. Willett, l'anziano protagonista che nelle pagine del racconto si frappone alle forze del male, e anche lo stesso C.D.Ward non è più un ragazzino riservato ma bensì un quarantenne benestante. Il "miracolo" si compie con mirabile disinvoltura, l'atmosfera è plumbea e pesante come si conviene alle inquietanti visioni di Lovecraft, le scenografie semplici e essenziali(il capanno maledetto per es.)funzionano, lo stile elegante e impeccabile di O'Bannon ammanta sequenze memorabili, come il flash-back ambientato nel 700', e deflagra nella splendida incursione nei sotterranei del capanno, una vera e propria discesa negli inferi e nell'oscurità, che unisce i topoi del cinema horror del "mostrare" e "non mostrare", in una sintesi magistrale. Chris Sarandon(Ammazzavampiri, Bambola assassina, ecc.), probabilmente nella sua migliore interpretazione, nel doppio ruolo di C.D.Ward/J.Curwen, incarna energicamente il desiderio di sconfiggere la morte, la possibilità di attraversare i secoli, la dannazione della rievocazione dei morti e di mostri nascosti in dimensioni oscure, la necessità di elevarsi rispetto all'umanità impegnata in stupide occupazioni. Un film senza limiti, come il migliore Lovecraft, che sollecita l'immaginazione e sonda i misteri della mente, dello spazio e del tempo. Purtroppo (tuttora) inedito in Italia, e poco conosciuto negli stessi U.s.a. in cui è uscito "direct to video".

Commenti

Alex McNab ha detto…
Ciao! Esordisco sul tuo bel blog (trovato grazie al forum di HorrorMagazine) leggendo questo interessantissimo post, riguardo a un film che non conoscevo proprio!
Strano, perchè di O'Bannon credevo di sapere molto :-P
Cmq sembra un film di quelli che potrei apprezzare seriamente...mi metto ehm, a cercarlo, appena posso :)

Tra parentesi, bel blog! Lo linko al mio (http://mcnab75.livejournal.com/), fammi sapere se è un problema!
Sciamano ha detto…
uh! alex mcnab, grazie 1000!
nessun problema per il link!!