Silk (2006) di Chao-Bin Su


Il genere "fantasmi orientali" allarga i suoi orizzonti e trova un'insperata dose di novità con il sorprendente "Silk", horror prodotto a Taiwan che si impone come uno dei film asiatici più originali degli ultimi tempi. Un equipe di scienziati, capeggiata dal leader Hashimoto, ha realizzato un rivoluzionario marchingegno(Il Menger Sponge)in grado di catturare e convergere le onde elettromagnetiche in un campo anti-gravitazionale che "cattura" i fantasmi. A seguito di una lunga ricerca gli scienziati riescono a individuare il fantasma di un bambino, per scoprire il mistero della sua vita passata viene chiamato un super-agente, in possesso di una vista eccezionale che, a grande distanza, gli permette di cogliere le parole delle persone dai movimenti delle labbra. La trama, che a una prima lettura può sembrare assurda, è ben oliata e cattura subito l'attenzione con i suoi repentini cambi di registro che passano dall'action(la sequenza dell'attentato a inizio film) a momenti drammatici(il rapporto madre-figlio del protagonista, ecc.), spruzzate di fantascienza(ogni qual volta viene utilizzato il Menger Sponge) e naturalmente all'horror. Il film può essere visto come un concentrato in pillole dell'horror orientale degli ultimi dieci anni, le saghe di "ju on" e "Ring" sono difatti ampiamente citate, senza cadere nella semplice imitazione, con personalità e buon gusto estetico e come i migliori film del genere riesce a coniugare lo spavento(atmosferico più che altro) con la commozione che irrompe con il dispiegarsi della vicenda. Affascinante e inquietante il personaggio di Hashimoto, talmente contrariato e deluso dalla vita che il suo scopo è lo studio dei fantasmi che egli ammira e invidia. Gran dispiegamento di computer grafica, e seppur non qualitativamente eccelsa, usata con creatività e perfettamente funzionale all'economia del film.

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