The Weirdness (2007) The Stooges


34 anni. Tanto è passato, una vita intera, dall'ultimo disco in studio("Raw Power" 1973, capolavoro) degli Stooges. Si dovrebbero sprecare pagine intere per tessere le lodi della band di Iggy Pop e di quello che (ha) rappresenta (to). Io dico: probabilmente sono (stati) la più grande rock'n'roll band di sempre, il bello è che è molto difficile fare una smentita di tale affermazione. A distanza di decenni le loro canzoni "bruciano" ancora del sacro fuoco del rock più selvaggio e deragliante.
"The Weirdness" è il ritorno, e subito bisogna dire che il ridicolo e il patetico non sono minimamente contemplati; anzi il disco funziona e bene anche, il suono è quello familiare che i fratelli Asheton(Ron chitarra, Scott batteria) hanno sempre macinato e Iggy è ancora l'iguana immortale del rock. Certo 34 anni non passano senza conseguenze, le canzoni sono ora super-prodotte(quella volpe di Steve Albini), e suonano quasi allegre(She Took my money) e ironiche(My idea of fun), Iggy poi è molto più "composto" e quasi (auto)indulgente(la blueseggiante title-track The Weirdness). Non mancano pezzi elettrici travolgenti come "Atm" e addirittura possibili hit radiofonici(Free and freaky) ma il meglio forse è condensato nel finale con lo strepitoso rock-jazz di "Passing cloud", sottolineato dal tenor-sax di Steve Mc Kay(si è lui, Funhouse!), e dall'assalto irresistibile di "I'm fried" che non si direbbe suonato da gente che ha ormai sessant'anni. Non è certo un disco epocale e non pretende di esserlo. Veramente bello.

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