The Horrors / 04-05-07 / Rainbow Club Milano

Il tour degli Horrors arriva anche in Italia, nel loro paese(Inghilterra) sono divenuti un "caso", suonano un garage-punk-rock aggressivo, che (pare)piaccia da matti da quelle parti, e si raccontano aneddoti su infuocati live-set che hanno scomodato anche paragoni con i Sex Pistols(mah....).
Tappa al Rainbow di Milano, locale mezzo vuoto, qui non se li fila nessuno a parte le 300-400(esageriamo) persone accorse. Pubblico che riflette abbastanza l'immagine fashion del gruppo, fighetti-travestiti da alternativi o viceversa, insomma l'anello mancante tra i discotecari e i metal/rock/indies/punks boys, più qualche irriducibile metallaro e qualche ragazzina carina.
Apre il gruppo spalla, sconosciuto e non ricordo nemmeno il nome(i'm sorry), formato da un ragazzo e una ragazza, entrambi con i capelli biondi a caschetto. Fanno musica elettronica anni 80, dura e ossessiva, dopo due canzoni vorresti essere da un'altra parte se non fosse per lei, la cantante, una tipina sexy che si agita sul palco sotto un vestito molto trasparente.

Alle 23.05 arrivano The Horrors. Alle 23.45 il concerto è già finito. Certo hanno alle spalle solo un album, il repertorio è ridotto all'osso. Sparano i loro hit, tra i quali l'eccezionale "count in fives", che pero non ha lo stesso impatto sentito su disco, ma questa è un'impressione che si ripete per tutto il concerto, che si chiude con la bella e famosa "Sheena is a parasite".

L'immagine del gruppo, uno dei piatti forti degli Horrors, non è ostentata più di tanto. Divertente però il tastierista che si presenta con un mantello nero "alla Count Five", poi passa tutto il concerto piegato sullo strumento e gli occhi sbarrati da pazzo. Farris Fogger si dimena, scende in mezzo al pubblico, urla più che cantare e non convince del tutto. Già, gli Horrors tutto sommato deludono, insomma non sono quella cosa eccitante che sembrava, e per lo meno, sono stati un po' ridimensionati. Il revival del garage-rock su grande scala sembra, per ora, rinviato.


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