Naked Weapon (2002) di T. Ching Siu Tung


Tit. originale: Naked Weapon (ingl.)
paese: Hong Kong


Girato per il mercato occidentale, direttamente in lingua inglese, un action tutto al femminile firmato da uno dei registi più rinomati della ex colonia britannica. Il risultato però è al di sotto delle aspettative.


Un'organizzazione criminale, capeggiata da Madame M, rapisce giovani adolescenti, atletiche e carine, per trasformarle in assassine spietate. Dopo anni di durissimi addestramenti, solo tre ragazze sopravvivono, pronte per essere utilizzate come armi letali in operazioni omicide negli scenari di tutto il mondo. Un giovane detective, intanto, è sulle tracce di Madame M e dei suoi angeli della morte.


Ching Siu Tung è lontano, in maniera preoccupante, dai fasti del passato di "Duel to the death"(1983) e di "Storie di fantasmi cinesi"(1987), il suo stile appare oggi approssimativo e svogliato. Non solo, anche la fama leggendaria di stunt-coordinator(basti pensare alle sequenze action di "the killer" di John Woo!), è ormai offuscata da prove di basso profilo come questo "Naked Weapon". Il film richiama il genere "girls with guns", piuttosto frequentato ad Hong Kong, e in particolare "Naked killer", citato già dal titolo, peccato che l'opera di Ching Siu Tung non si avvicini in alcun modo alla carica erotica e visiva del film di Clarence Ford del 1992.
Le premesse per un film di "serie B di lusso", dal buon intrattenimento, c'erano tutte: belle interpreti, sequenze d'azione, una spruzzata di "women in prison", arti marziali, paesaggi esotici, ecc. Ma il film non mantiene quello che promette, difatti, il sesso è inesistente e il sangue latita, ma la cosa più grave è che anche l'aspetto action lascia molto a desiderare, si veda la sequenza-citazione dell'omicidio nel porto di Hong Kong, che richiama quella dell'omicidio di Tony Weng in "The killer", una sbiadita e imbarazzante brutta copia. La produzione di Wong Jing, guru della commedia commerciale di Hong Kong, non giova di certo a questa pellicola.
La protagonista è la bella Maggie Q, piuttosto gettonata anche in U.s.a("M:I:III", "Live fast die hard"), che è abbastanza convincente nel ruolo di una delle tre killer e di certo non si dimentica. Alcuni momenti del film sono irrimediabilmente patetici(l'incontro nel camion-frigorifero) se non imbarazzanti(la sequenza d'amore sulla spiaggia), si fatica a trovare qualcosa di buono da salvare. Dello stesso filone meglio guardare il coevo "So close" diretto da Corey Yuen, di ben altra fattura. Nel 2003 Ching Siu Tung fa il suo esordio americano con il tv-movie "Belly of the beast" interpretato da Steven Seagal, di cui è meglio fare finta di non conoscere talmente è ridicolo.

Rating: 4/10

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