2019 Dopo la caduta di New York (1983) di S.Martino


paese: Italia

Post-atomico italiano prodotto nella scia dei successi di "Fuga da New York" e "Interceptor I e II". Serie B pura e cristallina.

In seguito a un conflitto nucleare la Terra è ridotta in macerie: le radiazioni hanno provocato mutazioni genetiche e reso sterile la razza umana. Gli Eurak, sanguinari detentori del potere, individuano nella devastata New York l'ultima donna fertile, in grado di dare alla luce dei figli e donare una speranza per il futuro. Un eroe solitario, chiamato Parsifal, viene incaricato suo malgrado di salvare la ragazza.

Nel corso dei primi anni 80 l'influenza dei mirabili film di John Carpenter e George Miller decreta, all'interno del cinema di genere italiano, la nascita di un mini-filone: il Bronx/post-atomico. Un pugno di film ambientati in mondi sconvolti da guerre atomiche, regolati da forze repressive, in cui è la violenza l'unico credo e che ha forse l'apice in "Fuga dal Bronx"(1983), un'opera incandescente e senza freni. "2019 Dopo la caduta di New York" è un altro buon esempio di exploitation, coevo del film di Castellari, diretto da Sergio Martino, regista poliedrico che ha visitato tutti i generi del bis italiano, dal western(Mannaja) al thriller(I corpi presentano tracce di violenza carnale) al poliziesco(Milano trema la polizia vuole giustizia) ma anche commedie esilaranti come "L'allenatore del pallone", solo per citare un esempio.
E' inutile nascondere la povertà dei mezzi e delle scenografie, rispetto ai modelli originali di riferimento, che si evidenziano nella riproduzione di scenari post-apocalittici chiaramente finti, il film trova una sua dignità nell'azione serrata e nella profusione di violenza che non disdegna diversi momenti splatter. I protagonisti sono ricalcati su quelli di "Fuga da New York", in particolare Parsifal interpretato da Michael Sopkiw, attore americano attivo in quel periodo nel cinema italiano(Shark rosso nell'oceano, Blastfighter, Nudo e selvaggio), ricorda in maniera evidente lo Jena Pliskeen di Kurt Russell, mentre George Eastman(Luigi Montefiori) nel ruolo di Big Ape può essere accostato al Duca del film di Carpenter. Molto riuscito il personaggio di Ratchet , armato di micidiali mini-bolas metalliche e benda nera da pirata sull'occhio guercio, interpretato da Romano Puppo(morto in un incidente d'auto il 1994), caratterista di innumerevoli pellicole, tra le quali lo stesso "Fuga dal Bronx". Curioso notare come la trama, incentrata sulla ricerca dell'ultima donna fertile, anticipi le tematiche del recente "I figli degli uomini"(2006). Un film che può essere apprezzato solo dagli amanti di certo cinema, ormai scomparso, per certi versi ingenuo ma vitale e pieno d'inventiva, come era il cinema di genere italiano sino alla prima metà degli anni 80.

Rating: 7/10

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