The Abandoned (2006) di N.Cerda


Tit.originale: The Abandoned(ingl.)
paese:Spain/U.K./Bulgaria

Primo e atteso lungometraggio dello spagnolo Nacho Cerda, regista che grazie a un pugno di corti brutali aveva messo in subbuglio il fandom dell'horror.

Marie Jones(A.Hille), una quarantenne americana, giunge in Russia per ereditare la casa dei genitori che non ha mai conosciuto. La donna inizia una ricerca sulle origini della sua famiglia che la portano verso una regione immersa nella coltre di buie foreste, custodi di terribili segreti.

La Spagna propone un ulteriore conferma dello stato di salute del suo cinema fantastico, che ha in Balaguero(Darkness, Fragile, ecc.) il nome di punta, questa volta è il turno di Nacho Cerda(Aftermath, Genesis, ecc.)che con "The abandoned" firma il suo primo film. Lo screenplay della pellicola è frutto del regista in collaborazione con Karim Hussein(The beautiful beast) e di Richard Stanley, il redivivo autore dei fantastici "Hardware" e "Demoniaca". Un po' a sorpresa l'unione di questi talenti apporta una story-line piuttosto risaputa, e questo appare come un limite, ma dalla grande solidità e efficacia.

Non è il caso di ricercare originalità dunque, il pregio maggiore di "The Abandoned" è riconducibile all'atmosfera soffocante che permea ogni fotogramma, sensazione che viene rafforzata dall'ottima fotografia plumbea e ultra-dark di Xavi Giménez(Intacto, Darkness, Fragile, ecc.). Il film è un horror duro e puro che stritola i protagonisti in un incubo da cui è impossibile uscire, un viaggio oscuro nelle spirali maligne del destino che porta a dolorosi confronti e inquietanti conclusioni.

Ottime le interpretazioni di Anastacia Hille nel ruolo di Marie Jones e di Karel Roden(Hellboy) nella parte del presunto fratello gemello della protagonista. L'ambientazione della fredda e inospitale Russia in realtà è ricavata dai set situati in Bulgaria che Cerda ben utilizza per portare la tensione alle stelle, tramite numerosi momenti agghiaccianti; l'opera inoltre è puntellata anche da notevoli incursioni sanguinolente e il finale, seppur non eclatante, funziona a dovere.

In molti, a ragione, hanno notato l'influenza de "L'aldilà" di Lucio Fulci, per alcuni rimandi nel corso della vicenda e certi accorgimenti estetici, come le palpebre bianche e vuote dei personaggi che fissano l'abisso del male. Lontano dai teen-horror che infestano le sale e privo di qualsiasi ironia, insomma imperdibile e al momento inedito in Italia.

Rating: 8/10

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