I Fiumi di Porpora 2 - Gli Angeli dell'Apocalisse (2004) di O. Dahan


Tit.originale: Les Rivieres Pourpres 2- Les anges de l'Apocalypse
paese: France

Sequel del thriller-horror "I Fiumi di Porpora" diretto da Kassovitz nel 2000, che segna il ritorno di Jean Reno nelle vesti del commissario Niemans, impegnato in una misteriosa indagine che presenta delitti collegati a riti religiosi.

In un antico monastero della Lorena viene rinvenuto murato il cadavere di un uomo, ucciso in circostanze riconducibili a uno strano rituale. Il commissario Niemans(J.Reno) viene chiamato per seguire il caso. Anche il giovane detective Reda(B.Magimel) è testimone di un episodio singolare: una notte trova in stato di shock un uomo con le fattezze di Gesù, ferito da un'arma da fuoco. Gli inquietanti avvenimenti sembrano tasselli di un unico oscuro mosaico, che si infittisce con la comparsa di letali assassini indistruttibili vestiti come frati.

Delirante film sceneggiato da Luc Besson, completamente scollegato dal capitolo precedente, che architetta una storia assurda caratterizzata da diverse lacune e incongruenze. Risulta difficile prestare una seria attenzione ai continui e improbabili riferimenti biblico-esoterici, in cui si immergono i protagonisti, meglio apprezzare l'aspetto action e atmosferico della pellicola.

Da questo punto di vista Olivier Dahan si dimostra un regista capace di organizzare una serie di sequenze movimentate, piuttosto efficaci e dalla resa spettacolare. Principalmente "I Fiumi di Porpora 2" è un action camuffato da horror, difatti le sparatorie e gli inseguimenti sono distribuiti lungo tutto il film senza sosta.

Giudicato come un "poliziesco-gotico" il film funziona, anche perché la fotografia è talmente lugubre da strappare almeno un applauso nella notturna sequenza iniziale nel monastero, e le scenografie dei set sono molto belle e ricavate in buona parte nelle affascinanti retrovie della linea Maginot, dedalo di gallerie utilizzate nella II° guerra mondiale e zone impervie.

Tra le sequenze di sicuro effetto da ricordare vi sono: un pestaggio tra Reda e uno spacciatore di droga all'interno di un loft, con in sottofondo la potente "I wanna be your dog" degli Stooges , la fuga di un frate-killer che si esibisce in movenze degne di un ninja, inoltre vi è una furiosa sparatoria molto hi-tech, con i traccianti dei proiettili che disegnano traettorie che non avrebbero sfigurato in un film di fantascienza.

A un certo punto salta fuori anche il grande Christopher Lee, capo di un'occulta setta di nazisti, che sposta il baricentro del film verso il fantastico-avventuroso, tanto da fare pensare che il finale non sia altro che un (pazzo)omaggio a "I predatori dell'Arca perduta", pieno di rocamboleschi colpi di scena(si fa per dire) e distruzioni assortite.

Jean Reno con la sua flemma proverbiale é come al solito magnetico, a dispetto di una serie di situazioni macabre trasmette un'ironia palpabile nel rapporto con il più giovane collega Reda, a completare la coppia c'è Camilla Natta che oltre a essere carina è brava a nascondere l'inutilità del suo personaggio, esperto in antiche religioni.

Un film interessante che si regge su un plot deficitario. Si era vociferato di un possibile terzo capitolo.

Rating: 6/10

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