Conquest - La Conquista - (1983) di L.Fulci


Fulci reduce da una serie di pellicole horror memorabili tenta la carta del fantasy, genere salito alle cronache del periodo dopo il successo di "Conan il barbaro"(1981) di Milius , con un film violentissimo e delirante.

Agli albori delle prime comunità umane, in un'epoca imprecisata, il giovane Ilias(A.Occhipinti) parte per un viaggio iniziatico, armato di un arco magico, verso l'esplorazione di terre selvagge e sconosciute. Dopo avere solcato i mari il ragazzo arriva nel territorio di Ocron, una sacerdotessa a capo di uno spietato esercito di uomini-lupo, la quale grazie a un sogno premonitore intuisce che per preservare il suo potere deve eliminare lo straniero e impadronirsi dell'arma magica che porta con se. Per raggiungere il suo fine Ocron chiede aiuto a un oscuro mago dedito alle forze maligne. Intano Ilias conosce Mace, un uomo solitario e abile guerriero con il quale stringe amicizia.
Fulci si inserisce nei generi, come sempre ha fatto del resto, innervando la materia trattata(in questo caso il fantasy) con dosi massicce di horror viscerale, una vera e propria festa di carne e sangue. E' il marchio del poeta del macabro.

"Conquest" è uno dei film meno visti dell'autore di "Non si sevizia un paperino": praticamente assente dai palinsesti tv, mai editato sinora in dvd(italiano), reperibile in rare vhs, ma è allo stesso tempo anche uno dei più violenti e migliori film dell'intera filmografia del regista.

Il periodo primordiale indefinito, in cui si svolge la vicenda, è l'ideale cornice per scatenare ogni tipo di violenza e giustificare la presenza di esseri mostruosi e assetati di sangue. I due protagonisti, Ilias e Mace, devono vedersela con famelici uomini-lupo che oltre l'aspetto inquietante modulano la voce come gli indemoniati della serie "Evil Dead", inoltre combattono contro strani esseri ripugnanti a forma di bozzolo che vivono nei pressi delle rocce e non potevano mancare anche gli "amati" zombi, che sbucano ad un certo punto nella loro corrotta tradizionale postura.

Il sangue sgorga a fiotti, compaiono sequenze fortissime e dettagliate come lo sventramento di una donna, aperta in due letteralmente, teste "scoperchiate", tranciate, corpi bruciati e seviziati, postule putrescenti che ricoprono la pelle, ferite mortali, ecc.

Girato in Sardegna il film risente di un budget piuttosto modesto, ma le belle ambientazioni riescono in parte a mascherare l'evidente limite, anche il cast non è certo strabiliante ma confida nel fisique du role dei protagonisti, in particolare risulta azzeccata la scelta singolare di fare interpretare la sexy sacerdotessa Ocron dalla nudissima Sabrina Siani, che però non mostra mai il volto lungo tutta la pellicola, in quanto coperto da una maschera dorata, l'attrice è un po' il feticcio del fantasy italiano avendo partecipato anche ad altri film dell'epoca("Gunan il guerriero", "Ator l'invincibile").

Ilias è incarnato da un giovane Andera Occhipinti mentre Mace ha il volto del messicano Jorge Rivero. Il rapporto tra i due protagonisti è una delle cose più interessanti del film, la loro tragica amicizia porta a una sorta di passaggio di poteri che risulta decisiva al fine di sconfiggere le forze del Male.

Gli effetti ottico-visivi, riguardanti i traccianti delle frecce, sono ormai irrimediabilmente datati ma la produzione fa i miracoli per gestire al meglio le scarne scenografie e mezzi a disposizione, anche per questo "Conquest" lascia ammirati per il risultato finale che può soddisfare coloro che dal fantasy si aspettano atmosfere dark e brutali.

Rating: 8/10

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