I Cancelli del cielo (1980) di M.Cimino



tit.originale: Heaven's Gate
paese: U.s.a.

Western disperato e crudele, ricordato anche come uno dei più grandi flop del box office americano. Il capolavoro di Michael Cimino.

Fine 800, Wyoming. Con il benestare del governo americano l'Associazione degli allevatori assolda un piccolo esercito di mercenari, al fine di eliminare un'intera comunità di immigrati dell'Europa dell'Est, che rivendicano la terra che è stata loro promessa. Lo sceriffo Averill(K.Kristofferson) si schiera dalla parte dei contadini e tenta di convincere l'amata Ella(I.Huppert) a lasciare il paese, ma la donna è contesa anche da Nathan D. Champion(C.Walken) che lavora per l'Associazione.

Con a disposizione un budget stratosferico per l'epoca, attestato intorno ai 44 milioni di dollari, il regista Michael Cimino dirige un film leggendario, probabilmente irripetibile. Realizzato dopo il successo de "Il Cacciatore"(1978), "I Cancelli del cielo" rappresenta la visione potente e spietata del mondo e delle sue regole, di un autore geniale e incompreso.


Set grandiosi, centinaia di comparse impegnate in scene di massa, costi di produzione non rispettati, un girato di pellicola per un final cut di circa quattro ore, in un'opera megalomane che pulsa di emozioni in ogni fotogramma: una denuncia sulle origini della nazione più influente del mondo lavate nel sangue e nella menzogna

Cast eccezionale e in stato di grazia con protagonista il crepuscolare Kris Kristofferson("Pat Garrett e Billy The Kid"), una parte amara e sofferta la sua, composta di silenzi che valgono più di qualsiasi parola(lo strepitoso finale), Isabelle Huppert è la prostituta Ella, nell'interpretazione della sua vita, Cristopher Walken è un immenso Nate Champion, un uomo che pur travolto dagli eventi riesce a trovare una sua dignità. Ma l'elenco comprende anche i bravissimi John Hurt, Jeff Bridges, Joseph Cotten, Geoffrey Lewis, Brad Dourif, Mickey Rourke, ecc.

Il film è stato un fallimento colossale ai botteghini, tanto d'avere mandato in banca rotta la casa di produzione United Artist e, compromesso seriamente la carriera di Cimino, che per anni rimane inattivo.
Indigesto per il grande pubblico per i suoi tempi dilatati e tutt'altro che conciliatorio "I cancelli del cielo" è un western definitivo, che deve essere vissuto con il cuore in gola, anche al costo di versare lacrime per l'indignazione, purtroppo cosi vicina alla realtà, che trasmette.
La violenza nel cinema di Michael Cimino è sempre qualcosa di sconvolgente: le lunghe scene finali della pellicola sono da annoverare tra le carneficine più impressionanti della storia del cinema. I personaggi sono enormi nella loro (dis)umanità, la fotografia di Vilmos Zsigmond che ritrae un mondo di polvere da sparo e di terra è ancora ricordata come esempio e la colonna sonora struggente completano un'opera imponente, da conservare nella memoria.

Rating:10/10

Commenti

Anonimo ha detto…
Concordo appieno.
E' un film che va metabolizzato,visto come un gigantesco affresco della nascita di una nazione,con una storia precedente fatta di Cancelli del cielo e di Wounded knee o di My Lai, e non solo come patria della democrazia.
Complimenti.
paul templar
www.paultemplar.wordpress.com
Sciamano ha detto…
Grazie Paul per il tuo intervento !