I segni del male (2007) di S.Hopkins



tit.originale: The Reaping
paese:U.s.a.

Il sesto film prodotto dalla Dark Castle di Robert Zemeckis e Joe Silver, con una protagonista di lusso: il premio Oscar Hilary Swank.

Strani fenomeni, apparentemente innaturali a sfondo religioso, sconvolgono la vita di una piccola cittadina della Louisiana. Per indagare sul posto viene inviata la pragmatica Prof. Katherine Winter(H.Swank), una giovane donna che ha abbandonato la fede crisitiana a seguito di un evento luttuoso. Ma qualcosa di non spiegabile scientificamente sembra davvero infestare la zona.

La sceneggiatura quasi autobiografica e piena d'inventiva curata dai fratelli Hayes, per l'ottimo falso-remake "la maschera di cera"(2005), ha lasciato il segno, tanto da avere convinto la Dark Castle a concedere loro il bis per questo "The Reaping".

Ma pur ammettendo una certa propensione all'originalità, la storia procede con forzature e assurdità, e addirittura, sfocia nella retorica reazionaria che fa a pugni con il genere stesso: a un certo punto sembra di assistere a un film finanziato da un'associazione religiosa, dato che il fulcro della vicenda é da ricondursi nella ricerca della fede perduta della protagonista.

Hilary Swank è brava come al solito, nonostante un personaggio cucito addosso piuttosto ridicolo e banale, e bisogna anche constatare molto carina. La pellicola si regge sull'attrice più che sui numerosi effetti speciali, che la Dark Castle non manca mai di utilizzare a piene mani, in tutte le sue produzioni.

Tra le sequenze di un certo impatto c'è da segnalare quella che ritrae un corso d'acqua completamente colorato di rosso sangue, uno dei fenomeni inspiegabili che si rincorrono nel film, in un chiaro riferimento alle dieci piaghe di biblica memoria.

"I segni del male" si inserisce nel filone apocalittico a carattere religioso, insieme a film come "Lost souls" e "Stigmata" per intenderci, anche se l'ambientazione delle paludi della Lousiana può fare pensare al contrario. A tal proposito la pellicola è stata girata pochi giorni prima che la regione fosse sconvolta dal catastrofico uragano Katrina, nome questo che è stato dato alla protagonista, una scelta di cattivo gusto forse non casuale, come la visione terzo-mondista che traspare sin dal prologo in Cile.

Nel cast anche Stephen Rea("La moglie del soldato") nelle vesti di un prete spaventato, un ruolo davvero imbarazzante e inutile. Il regista Stephen Hopkins non ha mai dato garanzia di qualità nelle sue opere, a eccezione forse del discreto "Predator 2"(1990), e anche in questo caso si limita a girare un prodotto che procede per accumulo senza alcuna fantasia.

Il finale si concede il "solito" twist, telefonato un'ora prima, con un gran baccano di folgori purificatrici che si abbattono sui malvagi(sic). Deludente.

Rating: 5/10

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