Flash Point (2007) di Wilson Yip


Tit.originale: Flash Point
paese: Hong Kong

"Flash Point" è l'ultima frontiera del cinema delle arti marziali, un esplosivo mix di discipline di combattimento con protagonista il fantastico Donnie Yen.

Hong Kong, poco prima dell'handover del 1997, Ma Jun(D.Yen) è un ispettore dai metodi violenti malvisto dagli affari interni della polizia. Il suo primario interesse è incastrare una banda criminale senza scrupoli capeggiata da tre fratelli vietnamiti; all'interno della gang vi è anche l'agente infitrato Wilson(L.Koo), collega e amico di Ma Jun.

Il regista Wilson Wip e l'attore Donnie Yen si riuniscono, dopo le precedenti collaborazioni per il bellissimo "Sha Po Lang"(2005) e il meno riuscito "Dragon Tiger Gate"(2006), nel "modern day action" "Flash Point" che ridisegna le coordinate del cinema marziale di Hong Kong.

Appare chiaro che i tellurici film con protagonista Tony Jaa("Ong Bak", 2003, e "The Protector", 2005) hanno lasciato il segno, tanto da influenzare la cinematografia marziale dell'ex colonia inglese, da sempre il punto di riferimento per ogni appassionato del genere.

Il realismo e l'assenza di qualsiasi artificio(leggasi wire-work) sembra essere la nuova tendenza, ma non solo, anche il concepimento dei combattimenti è orientato a uno stile "spurio", costruito da una combinazione di discipline differenti che comprendono oltre al kung fu anche il muay thai(tailandese), boxe(americana), Jujutsu(giapponese), ecc.

"Flash Point" è da considerarsi principalmente un film di Donnie Yen più che del regista Wilson Yip(Bullets over summer), l'attore marziale infatti oltre a essere il produttore della pellicola è anche il coordinatore delle scene d'azione e selezionatore degli attori marziali e degli stunt-director. Tra i collaboratori figurano: i giapponesi Kenji Tanigaki(regista, coreografo, stuntman) e Yuji Shimomura(regista di "Death trance", coreografo del cult "Versus"), l'americano John Salvitti (amico di lunga data di Donnie Yen, coach di arti marziali della polizia di L.A., esperto in armi, attore anche in passato in pellicole hongkonghesi come "In the line of duty 4"), lo specialista in armi Yan Hua.

La sceneggiatura firmata da Kam-Yuen Szeto, che ultimamente sembra tramutare in oro ogni cosa che tocca("Dog bite Dog", "Exiled"), non è particolarmente articolata ma si nota il proverbiale manierismo dell'autore in diversi frangenti(il malvivente in fuga che sequestra una bambina) e anche nel cambio di ambientazioni in spazi aperti naturali e desolati(il finale).

Se da una parte non si può fare a meno di notare una certa superficialità nei personaggi, dall'altra si è ripagati per l'aspetto action, costellato da diversi momenti elettrizzanti che si traducono con fragorosi scontri a fuoco e, nell'ultimo quarto d'ora della pellicola, il combattimento tra Donnie Yen e Collin Chou(che il grande pubblico conosce per il ruolo di "Seraph" in "Matrix Reloaded") è un impressionante saggio di kung fu, prese assassine, gomitate, ginocchiate, ganci al volto, ecc. che entra tranquillamente nei migliori scontri marziali del cinema degli ultimi 10 anni.

Donnie Yen si riconferma un carismatico fuoriclasse, nonostante non sia più un attore marziale di primo pelo(classe 1963), capace di evoluzioni al limite delle capacità umane, sempre in cerca della perfezione formale del combattimento e della potenza. Chi ama il genere conosce i suoi favolosi precedenti: "Once upon a time in china II", "Iron Monkey", "Legend of the wolf", ecc. Chi invece lo ha solo sentito nominare è meglio che si affretti a recuperare opere come "Flash Point".

Rating: 8/10

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