The Fog - Nebbia assassina (2005) di R. Wainwright


Tit.originale: The Fog
paese: U.s.a.

Uno dei peggiori remake prodotti dal cinema horror americano contemporaneo. Il grande John Carpenter, autore dell'opera originale del 1980, non è esente da colpe in quanto compare come produttore della pellicola.

Una cittadina costiera dell'Oregon si appresta a commemorare i quattro padri fondatori che, nel lontano 1871, non si fecero scrupolo ad incendiare un veliero di appestati e a trafugare le sue ricchezze. Ma ora i fantasmi delle vittime ritornano avvolti dalla nebbia per reclamare la loro vendetta.Nella sciagurata corsa ai remake di opere horror che ha contagiato il cinema u.s.a. degli ultimi tempi, questo "The Fog" rischia di essere uno dei peggiori mai realizzati. Il regista Rupert Wainwright si è costruito un certo credito con il sopravvalutato "Stigmate"(1999), ma si dimostra l'autore meno adatto alla rivisitazione di uno dei classici più noti del maestro Carpenter.

Concepito sull'atmosfera inquietante e una scansione dei tempi magistrale il film del 1980 è una magnifica ghost-stroy paurosa e angosciante, carica di simbolismi e fascino, elementi che in questo nuovo film vengono banalizzati e svuotati di ogni significato.

Se nel film di Carpenter la minaccia resta avvolta nelle spire maligne della nebbia e solamente suggerita con brevi apparizioni di creature corrotte dagli abissi marini, il film del 2005 non esita a mostrare e spiegare ogni dettaglio sulle figure fantasma, con il risultato di scardinare ogni motivo di tensione e interesse. Il delitto architettato dai quattro padri fondatori viene descritto, con un montaggio alternato, nei minimi particolari lungo tutta la pellicola.

Un altro fattore determinante nella scarsa resa finale è l'utilizzo della computer grafica, a tratti talmente posticcia da risultare fastidiosa e poco funzionale nelle sequenze che dovrebbero risultare paurose. Anche il cast, sconfortante accozzaglia di bei faccini e personalità vicino allo zero assoluto, è terribilmente sotto tono e anche il volto interessante di Selma Blair(Hellboy 1 e 2) è coinvolto nel ruolo della DJ del faro, personaggio che nel film originale era della carismatica Adrienne Barbeau.

Un film vuoto, dall'incedere scontato, con una serie di sequenze talmente girate male da lasciare basiti: imbarazzante constatare il reiterato impiego di qualche effetto sonoro ossessivo, nella vana speranza di organizzare qualche momento di terrore.

Il finale si trascina con effetti digitali di dubbio gusto e tenta qualche "trovata" che differisce dall'opera originale, ma che non provoca la minima emozione. Un film disastroso, indifendibile ed inutile.

Rating: 3/10

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