Il padrino di Chinatown (1977) di C. Cheh



Tit. originale: Chinatown kid
paese: Hong Kong

Uno dei migliori kung fu movie diretti da Chang Cheh negli anni 70, ambientato a S.Francisco e con protagonista l'indimenticabile Alexander Fu Sheng.

Dopo essere stato coinvolto in loschi traffici di droga il giovane Tang Dong(Alexander Fu Sheng) lascia Hong Kong e giunge come immigrato clandestino a S.Francisco. Nella Chinatown della città Tang incontra Yan, studente universitario, con il quale condivide un umile lavoro di sguattero presso un ristorante, i due diventano presto buoni amici ma la guerra tra le gang rivali della zona sconvolge presto il loro rapporto. Tang difatti si è fatto notare per la sua abilità nel kung fu che ha spinto il capo dei White Dragon ad offrirgli un ruolo di primo piano nella gang.

"Il padrino di Chinatown" è una delle produzioni Shaw Bros. più ambiziose degli anni 70, un tentativo indirizzato a promuovere anche in occidente la carriera dell'allora astro nascente delle arti marziali Alexander Fu Sheng. Il riscontro auspicato non arriva ma il film rimane uno dei kung fu movie più conosciuti all'interno del circuito statunitense, insieme ad un altro film di Chang Cheh: il famoso "Le furie umane del kung fu"(Five Venoms, 1978) .

Alexander Fu Sheng è uno dei prediletti di Chang Cheh, un attore marziale mai troppo celebrato in maniera adeguata, in possesso di una irresistibile simpatia ma capace anche di interpretare ruoli drammatici con pathos e carisma. "Il padrino di Chinatown" è un film cucito su misura per le caratteristiche del giovane attore morto prematuramente nel 1983, come è noto agli appassionati, all'età di 29 anni a causa di un incidente stradale. Sul tragico destino, che lo accomuna al mitico Bruce Lee morto 10 anni prima, si è parlato molto di una sorta di "maledizione" che ha segnato la vita dell'idolo delle arti marziali, soprattutto alimentata dal fatto che Fu Sheng poco prima di morire abitava nella stessa casa appartenuta al protagonista de "I tre dell'operazione Drago"(1973).

Nel nutrito cast della pellicola compaiono anche i futuri "five venoms", un pugno di attori fedelissimi di Chang Cheh, dei quali il più noto è forse il grande Philip kwok("Hard-boiled", 1992) finalmente in un ruolo da cattivo: il capo-banda che introduce Tang nel mondo della criminalità. Da notare le scarpe utilizzate dall'attore: delle zeppe come imponeva la moda glam del periodo.
Buona parte del fascino della pellicola risiede difatti nella rilettura dei costumi occidentali della metà anni 70 da parte degli Shaw Bros., e non è lontano dalla verità l'affermazione ad effetto che si può incontrare cercando informazioni sul film: Chang Cheh incontra la febbre del sabato sera. Per quanto riguarda Alexader Fu sheng lo vediamo indossare prima un completo di jeans "stradaiolo" in seguito, da imborghesito, si presenta con un elegante vestito bianco. La maggior parte del film è ricreato negli studi di Hong Kong, e si vede, anche perché compaiono "errori" piuttosto ingenui: per es. le autovetture hanno la guida a destra(!).

La vicenda è più interessante del solito, se paragonata a film dello stesso genere, soprattutto per le traversie dello studente universitario Yang, interpretato dall'esordiente Chien Sun, che cade alla tentazione dell'eroina gettando nello sconforto l'amico Tang che si sente in colpa per avere inseguito ricchezza e rispetto e trascurato la cosa più importante: l'amicizia.

Il kung fu è piuttosto violento e veloce, dispensato a profusione in diverse bagarre ambientate nelle strade della città, anche se il clou è riservato per il finale, e come nei classici di Chang Cheh scorre molto sangue e non vi è spazio per generici happy-end(esiste comunque un finale alternativo). Robert Tai è il coreografo delle sequenze d'azione, compare anche in un piccolo cammeo. Tra le attrici, in ruoli decorativi , si ricorda la presenza di Jenny Tseng che ai tempi era la compagna di Fu Sheng.

Disponibile anche in lingua italiana in dvd, per chi ama Alexander Fu Sheng, Chang Cheh e il kung fu old school. Da avere.

Rating: 8/10

Commenti