My Little Eye (2002) di M. Evans



Tit.originale: My Little Eye
paese: Inghilterra/U.s.a./Canada/Francia


Uno dei primi film che indaga sul fenomeno dei reality-show in chiave horror. Paura e tensione assicurate.

Cinque ragazzi rispondono ad un invito apparso su internet per partecipare a un reality-show. Le regole sono semplici quanto allettanti: stare barricati dentro una casa sperduta per sei mesi mentre le telecamere riprendono ogni loro azione, alla scadenza del termine se tutti i concorrenti sono riusciti a resistere all'isolamento riceveranno un milione di dollari a testa. Ma i ragazzi si accorgono presto che la posta in gioco è ben più grossa e preziosa: la loro stessa sopravvivenza.

Probabilmente il primo decennio di questo secolo verrà ricordato, oltre per i tristi eventi (11 settembre 2001)di portata storica, anche per la capillare diffusione di internet e l'invasione dei programmi di intrattenimento basati sulla presa diretta: i famigerati reality-show. Un piccolo film come "My Little Eye" riveste quindi un'importanza non indifferente all'interno del genere horror, dato che è uno dei primi ad affrontare di petto il fenomeno dei reality-show(ancora lontano tutt'oggi dall'esaurirsi) e l'utilizzo perverso della rete globale.

A ben vedere il primo film di una certa importanza sull'argomento è stato il seminale giapponese "Battle Royale"(2000), anche se quest'ultimo ha un approccio grottesco e spettacolare non contemplato dal film di Evans che, al contrario, ha un incedere più insinuante e misterioso. Altre pellicole che si possono inserire in questo sotto-genere sono il deludente "Halloween Resurrection"(2002) e il divertente recente "Wrong Turn 2: strada senz'uscita"(2007).

La maggior parte delle riprese sono effettuate con telecamere fisse, in pratica simulano la rete di filtri visivi collocati all'interno dell'abitazione-prigione, ma il richiamo a una dimensione di meta-cinema regge sino ad un certo punto visto che il montaggio e diverse inquadrature sono puramente cinematografiche, tanto da allontanare la sensazione di crudo realismo. Questo non impedisce a "My Little Eye" di essere comunque coinvolgente, e supportato da una discreta prova da parte dei giovani attori. Nel cast si segnala la presenza di Laura Regan che in seguito è apparsa in diversi horror come "They- incubi dal mondo delle ombre", "Hollow Man 2", "Dead Silence".

Dopo una prima doverosa introduzione dei protagonisti(la ragazza spregiudicata, quella timida, il tipo cinico, quello sfigato e il belloccio), si piomba molto velocemente in un clima surreale e paranoico, la regia indugia in inquadrature fuori campo(le luci di sicurezza all'esterno della casa, la neve, il tetro paesaggio circostante, ecc.) che sottolineano l'isolamento con efficacia, anche la tensione cresce con la paura che si istilla lentamente tra i giovani. Alcuni di loro confessano le proprie debolezze e incubi del passato che ben presto vengono usati, da una mano sconosciuta, per distruggere ogni sicurezza e appiglio con il mondo esterno. La situazione precipita nel momento in cui arriva la prima vittima, una bella sequenza d'impiccagione che ne anticipa una serie di altrettante riuscite(la migliore è forse quella con la mannaia), e che culmina in un finale a sorpresa di sicuro effetto, veramente cattivo e che alza le quotazioni del film.

La pellicola di Evans è di una semplicità disarmante, che può anche dare la sensazione di già visto, in realtà non si è al cospetto di una semplice caricatura in versione horror dei programmi propinati dalla tv o dell'utilizzo discriminatorio dei nuovi media tecnologici, "My Little Eye" sposta il baricentro, anche se non lo da a vedere, verso una critica agli effetti collaterali del capitalismo occidentale, anticipando di alcuni anni i ben più famosi capitoli della saga "Hostel" di Eli Roth. Non è difficile intuire, difatti, che il gioco al massacro è perpetrato dall'opulenza materiale che spinge a cercare sensazioni sempre più forti ed estreme, anche al prezzo di calpestare la vita di innocenti.

Rating: 7/10

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