Tony Arzenta - big guns -(1973) di D. Tessari


paese: Italia/Francia

Il poliziesco all'italiana incontra il fatalismo del polar francese in questo film con protagonista il leggendario Alain Delon.

Tony Arzenta(Alain Delon) è un killer della mafia che vuole uscire dal giro, la sua decisione viene presa come uno sgarro dai boss che ordinano di eliminarlo. A pagarne le spese con la vita sono però il figlio e la moglie di Tony, caduti in un tragico attentato: l'uomo disperato inizia una sanguinosa e implacabile vendetta.

Suscita una certa impressione sapere che questo è un film di Duccio Tessari, il regista difatti è noto ai più per i suoi spiritosi e avventurosi film degli anni 60, come il debutto del 1962 "Arrivano i titani" o i famosi e ironici spaghetti-western "Una pistola per Ringo" e "Il ritorno di Ringo" entrambi del 1965; "Tony Arzenta" è invece un film di cupa violenza che guarda da vicino l'aridità del mondo criminale organizzato.

Tessari si inserisce nel filone "poliziottesco"(brutto termine, ma rende l'idea) con estrema disinvoltura, mostrando uno stile secco e glaciale nelle sequenze più violente, assecondato da un grande Alain Delon, ormai specializzato in ruoli tragici e romantici("Frank Costello faccia d'angelo"): l'attore ha circa 38 anni ed è in una forma fisica smagliante.

Il film dispone di un budget notevole che consente alla produzione di girare in mezza Europa, in particolare a Parigi e Copenaghen in cui vengono organizzate diverse sequenze movimentate. Ma è la città di Milano il fulcro della vicenda, teatro di numerosi ed efficacissimi inseguimenti automobilistici ripresi con camera-car ed effettuati con stunts davvero notevoli e spettacolari. In questi polizieschi anni 70, più che in altri genere di film, è divertente notare i luoghi dei set utilizzati per scorribande e sparatorie clamorose, in "Tony Arzenta" molti riconosceranno la zona nord di Milano(cimitero Musocco, zona S.Siro, le ex-varesine, ecc.). Il finale è invece ambientato in Sicilia, durante un matrimonio che riserba una sorpresa amara e inaspettata.

Arzenta si muove con fredda professionalità verso i suoi obiettivi, che vengono abbattuti uno dopo l'altro con esecuzioni spietate: molto bella quella ambientata su un treno diretto ad Amburgo, che vede una vittima sfondare un finestrino e sfracellarsi contro il muro di una galleria. Gentile con le donne e ancora fedele ai codici d'onore, Arzenta rappresenta una sorta di eroe romantico disperato, destinato a scontrarsi con un mondo di uomini corrotti e senza scrupoli che può uccidere fisicamente, ma impotente di fronte alla smania di emergere di nuovi criminali ancora più subdoli.

Interessante il cast femminile con la maltrattata donna-oggetto di un boss Sandra, interpretata da una bella e brava Carla Gravina("L'anticristo"), amica e confidente di Tony, mentre brevemente compaiono anche Erica Blanc("Io Emmanuelle", "La notte che Evelyn usci dalla tomba") e Rosalba Neri("Top Sensation", "La bestia uccide a sangue freddo"), rispettivamente nei ruoli di una prostituta e della moglie di un boss. Marc Porel("Non si sevizia un paperino") è invece la spalla di Tony, e per causa sua si troverà ad affrontare una cruenta tortura in uno sfascia-carrozze, tra i boss spicca il volto di Richard Conte("Il boss", "Roma violenta") per la sua falsa infingarda condotta.
La colonna sonora, ottima, è a cura di Gianni Ferrio ma si possono ascoltare anche dei brani delle celebri Ornella Vanoni e Mina.

"Tony Arzenta" è in definitiva uno dei migliori polizieschi italiani, venato da una certa malinconia tipica dei polar francesi, interpretato da un grande attore protagonista e con una caratura tecnica-stilistica di prim'ordine che si può riconoscere nelle ottime sequenze d'azione e in piccoli dettagli(il breve piano-sequenza di Tony che prende l'ascensore verso il suo appartamento con pistola spianata).

Rating: 8/10

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