Dog Soldiers (2002) di N. Marshall


Tit.originale: Dog Soldiers
paese: Inghilterra

Il debutto alla regia di Neil Marshall, il regista di punta del new-horror britannico, è un action-horror con protagonisti i lupi mannari.

Durante un esercitazione militare, effettuata nelle foreste di una sperduta isola scozzese, un plotone di soldati si accorge che la zona è sotto l'attacco di mostruose creature che hanno ridotto a brandelli una pattuglia di colleghi. I giovani militari, guidati dal sergente Wells, iniziano la fuga verso una vecchia abitazione presa subito in assedio dalla terribile minaccia: licantropi sanguinari.

Neil Marshall nel giro di una manciata di film ha guadagnato l'affetto di critica e pubblico, ma la tendenza sembra destinata a cambiare dato che il recente post-apocalittico "Doomsday"(2008) è incorso in un preoccupante flop commerciale, che potrebbe influenzare non poco la carriera del giovane regista(classe 1970) inglese.
"Dog Soldiers" è il suo primo film sulla lunga distanza, un interessante horror non privo di sbavature, che non hanno comunque impedito un discreto riscontro.

E' un film importante poiché ha svelato al mondo il talento di un autore che si è affermato nel successivo "The Descent"(2005, indubbiamente uno dei migliori dieci horror del decennio) ma, a mente fredda e dopo visioni ripetute, evidenzia dei limiti riconducibili in gran parte al piccolo budget a disposizione.

"Dog Soldiers" è un film di serie-b, nel senso migliore del termine, che però non riesce a reggere l'eccessiva durata della pellicola: se la prima parte risulta tesa e coinvolgente, il prolisso finale incentrato sull'assedio denota soluzioni banali e un calo di tensione progressivo, malgrado i rimandi espliciti a "la notte dei morti viventi".

Sin da questa prima opera si può notare la passione del cinema fanta-horror degli anni 80 da parte del regista, da quest'ottica le prime avvisaglie dei lupi mannari sono fantastiche nel richiamare classici come "Aliens scontro finale", le creature che sfilano come aliens attraverso gli alberi, e "Predator", le soggettive filtrate dei licantropi che inseguono le "prede". La scelta di non inquadrare le creature da subito risulta vincente, e forse era il caso di continuare su questa linea lungo tutto il film, perché i pur dignitosi make up predisposti non nascondono la povertà di mezzi nel momento in cui i mostri vengono alla scoperto: dei "cagnoni" giganti un po' troppo raffazzonati.

Marshall comunque può contare su alcuni attori di primo piano che tamponano le falle della pellicola, in particolare il caratterista Sean Pertwee("Punto di non ritorno", "Wilderness") è come al solito convincente nel ruolo del duro sergente Wells, mentre il cupo Liam Cunningham("Il cartaio", "The Mummy: Tomb of the Dragon Emperor") sparge il panico tra i soldati con il suo ambiguo personaggio. La presenza(unica) femminile della graziosa Emma Cleasby("Doomsday") appare più che altro come diversivo, ma il vero protagonista è l'attore Kevin McKidd("Hannibal le origini del male") che assomiglia vagamente al più famoso Daniel Craig.

Un'altra caratteristica del regista è la predisposizione nel dirigere le sequenze action, in questo caso compaiono diverse sparatorie ed esplosioni e non mancano dei momenti di splatter puro(bella la sequenza della testa mozzata da un licantropo), ma anche in questi frangenti Marshall è ancora lontano dalla frenesia e forza tellurica del seguente e compiuto "The Descent".

Un horror godibile, forse accolto con troppa benevolenza, che non può mancare comunque di essere segnalato come uno dei più importanti film sui lupi mannari del cinema recente, insieme alle saghe di "Ginger Snaps" e "Underwolrd".

Rating: 6/10

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