Le colline hanno gli occhi (2006) di A. Aya



Tit.originale: "The Hills Have Eyes"
paese: U.s.a.


Il debutto americano di Alexandre Aja è il remake del cult horror anni 70 "Le colline hanno gli occhi".

Un'allegra famigliola è in viaggio verso una vacanza in California, lungo una strada che attraversa un assolato deserto. Per raggiungere prima la meta i componenti del nucleo familiare decidono di fare una deviazione su una strada sterrata, ma giunti in una zona isolata vengono presi d'assalto da strane creature deformi.

Il talento di Alexandre Aja esplode incontenibile con "Alta Tensione"(2003), un film straordinario capace di catapultare in poco tempo il giovane regista francese tra le migliori promesse del cinema horror europeo e non solo. Ma come spesso accade ultimamente l'ingranaggio dell'industria di Hoolywood si mette in moto con offerte che non si possono rifiutare, ponendo sotto contratto Aja che accetta di girare l'ennesimo remake, pratica ormai inflazionata da anni, di un vecchio classico degli anni 70.

Se già il bel film originale diretto da Wes Craven mostrava la corda per le tematiche interessanti suggerite(la famiglia moderna Vs. la famiglia primordiale), in questa nuova trasposizione la mancanza di idee si fa pressante e non basta certo il tema degli esperimenti nucleari a nascondere un'operazione impeccabile dal punto di vista tecnico ma avara di emozioni e, francamente, inutile come la maggior parte dei recenti remake.

Le feroci creature che attaccano la famiglia sono degli esseri mutati in seguito ai test nucleari del passato che hanno contaminato la zona: in definitiva è tutto qui il nuovo plot, privo di qualsiasi approfondimento o guizzo particolare. La trama segue fedelmente quella del film di Craven(qui in veste di produttore), ma per attualizzare la vicenda viene introdotto l'elemento splatter che nel film dell'autore di "Nightmare - dal profondo della notte" latitava, nulla da fare strappare i capelli o di veramente estremo, inoltre compare qualche accorgimento scenografico che ha nel test-village abbandonato la sua resa migliore.

Alexandre Aja si destreggia con sicurezza con eleganti movimenti di camera e ottime inquadrature, le sue capacità tecniche non sono mai messe in discussione, le perplessità giungono nel suo adagiarsi ai canonici standard americani che non riescono a valorizzare appieno l'estro e la cattiveria mostrata nel precedente e folgorante film. Certo che il mancato inserimento della sequenza scorrettissima del cadavere-esca, presente nel capostipite, la dice lunga su certe scelte accomodanti(non sarà certo una bandierina U.s.a. infilzata nella testa di una vittima a scandalizzare).

Anche la sceneggiatura mostra il fianco per diversi buchi(diverranno enormi nel mediocre sequel "Le colline hanno gli occhi 2") che ritraggono il protagonista di turno salvare la pelle nei modi più improbabili e per certe sequenze inverosimili. Comunque non mancano diversi momenti spettacolari e violenti, e anche il ritmo è sempre sostenuto adeguatamente sino alla conclusione.

Tra i protagonisti l'attrice più nota è Kathleen Quinlan("Punto di non ritorno", "The Doors"), mentre in molti riconosceranno dietro il make up di alcuni mutanti i volti dei caratteristi Robet Joy("La terra dei morti viventi") e Billy Drago ("Imprint").
Aja svolge bene il suo "compitino" ma da un regista come lui si attende sempre il meglio, e a tal proposito sono in molti a volere testare i suoi imminenti, nuovi lavori che guarda caso sono remake: "Riflessi di paura" e "Pirana".

Rating: 6/10

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