Deadbeat at Dawn (1988) di J. Van Bebber


Tit. originale: Deadbeat at Dawn
paese: U.s.a.

Il primo film del regista underground Jim Van Bebber è un classico del cinema indipendente più violento ed estremo.

Goose(Jim Van Bebber) è il leader dei Ravens, una gang di teppisti, intenzionato a mettere la testa a posto per amore della sua fidanzata. Alcuni membri degli Spiders, i rivali mortali dei Ravens, massacrano la ragazza gettando nello sconforto Goose che cade in uno stato di prostrazione sino al momento in cui decide di vendicarsi e combattere le due gang che, nel frattempo, si sono unite per compiere un assalto ad un portavalori.

A soli 24 anni Jim Van Bebber allestisce con un budget a dir poco risibile una pellicola cruda e incandescente sulla realtà più scomoda dell'America, quella violenta e degradata che si agita nei luridi agglomerati urbani della società più avanzata del mondo. "Deadbeat at Dawn" è la rappresentazione di un funerale, dove la salma designata è il sogno americano divenuto, ormai cosa appurata negli anni 80 targati Ronald Regan, un vero e proprio incubo.

La sensazione di morte e decadenza dell'occidente civilizzato, si materializza nei sanguinosi scontri tra le due gang nel prologo del film che scelgono come palcoscenico le tombe dei cimiteri, in pratica sembra di assistere a una versione scarna de "I guerrieri della notte"(1979), svuotata però di ogni seduzione estetica e spettacolare del film di Hill, è in atto solo una brutale resa dei conti che prevede micidiali coltellate in faccia e colpi di pistola che fanno volare le falangi degli avversari. Questo compiacimento per i dettagli splatter eleva il film come uno dei più violenti del periodo, tanto da fare impallidire numerosi horror.

Jim Van Bebber non si risparmia e oltre a occuparsi della regia è anche interprete, sceneggiatore, montatore, curatore degli effetti speciali e stunts-coordinator delle sequenze d'azione. Il protagonista Goose, impersonato dallo stesso Van Bebber, è un appassionato di arti marziali che non esita ad impiegare contro gli avversari con conseguenze rovinose, emulo di Bruce Lee anche nell'utilizzo del letale Nunchaku fatto roteare sulle teste dei nemici e abile nel lancio di shuriken in puro stile ninja. Van Bebber mostra ottime doti atletiche, nel look richiama John Rambo per la sua giacca militare e il capello lungo, mentre in altri frangenti sembra addirittura Trash(Mark Gregory), l'eroe del post-atomico "Fuga dal Bronx" che viene evocato anche per certe scenografie di distruzione e squallore.

"Deadbeat at Dawn" è, a distanza di decenni, una visione ancora scomoda e virulenta che si concede almeno un momento retorico ma significativo nella sequenza dei due bambini che tra le macerie di un quartiere giocano a uccidersi a vicenda, a dimostrazione dell'auto-distruzione che l'uomo cova nel suo animo. Con riferimenti rivolti a titoli ben più famosi come "La Casa"(1982), per gli effetti gore, e "Taxi Driver"(1975), per la desolazione urbana, la pellicola rivendica, sempre e comunque, uno spirito punk con derive nichiliste che si accentuano nell'incredibile finale, talmente feroce e selvaggio da atterrire anche gli appassionati del genere più scafati.

Girato in 16mm. il film è tuttora ignorato per la sua scarsa appetibilità derivata dalla produzione grezza e povera e per la distribuzione difficoltosa(in Italia è inedito), ma circondato da un fascino unico che non può fare a meno di attirare i cinefili più curiosi.
La carriera di Jim Van Bebber è proseguita con coerenza, lontana dai riflettori, sempre interessata al lato più oscuro dell'America e alle sue rimozioni e i sensi di colpa, si pensi a titoli come "My Sweet Satan"(1994) o all'ultimo, al momento, "The Manson Family"(2003) incentrato sulle gesta della setta di Charles Manson.

Rating: 8/10

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