Zatoichi (2003) di T. Kitano


Tit.originale: Zatoichi
paese: Giappone

Takeshi Kitano dirige e interpreta il primo film in costume della sua carriera incentrato sul celebre personaggio Zatoichi, lo spadaccino cieco.

Ichi(Takeshi Kitano) è un massaggiatore ambulante cieco che vaga nelle campagne in cerca di lavoretti e case da gioco, in realtà dietro la sua umile figura si cela un micidiale samurai abile nel maneggiare la spada. Un giorno Ichi giunge in un paese dominato con la violenza da Ginzo, un signorotto locale, che ha da poco assoldato un valoroso ronin come guardia del corpo. Nel frattempo due giovani sorelle, arrivate in zona per vendicare un passato doloroso, fanno conoscenza di Ichi che è ospite di una donna contadina e del suo nipote sfaticato, lo spadaccino cieco decide di aiutare le ragazze anche perché anch'egli ha dei vecchi conti in sospeso da regolare con i malavitosi capeggiati da Ginzo.

Il personaggio di Zatoichi, lo spadaccino cieco errante, è stato il protagonista di una lunga serie di film(26 in tutto, il primo è datato 1962) interpretati da Shintaru Katsu che rappresentano non solo uno dei migliori esempi del cinema di arti marziali ma anche un vero e proprio fenomeno popolare permeato nella cultura nipponica, ormai riconoscibile e ben definito. Per risollevare l'interesse sull'eroe Zatoichi, decaduto dopo l'ultima pellicola del ciclo prodotta nel 1989 e la scomparsa del mitico Katsu avvenuta nel 1997, viene quindi interpellato per un nuovo adattamento il prestigioso regista Takeshi Kitano("Hana-bi") che in un primo momento mostra delle perplessità, poi fugate quando ottiene di avere carta bianca sull'intero progetto.

"Zatoichi" versione Kitano non è dunque un remake ne tanto meno una parodia, è una rivisitazione filtrata da uno dei maggiori artefici viventi del cinema orientale, quindi non deve stupire più di tanto notare che il nuovo Zatoichi ha i capelli biondo cenere e scoprire che l'andamento della pellicola assume i toni di una vera partitura musicale(i contadini che zappano a ritmo sincronizzato) che sfocia in un vero e proprio musical nel finale(un tip tap in stile teatro kabuki).

Rimane comunque fedele l'impronta originale che vede Zatoichi aggirarsi nel giappone rurale del 19° secolo, in cui affronta nemici diversi a contatto con la vita reale di tutti i giorni ma Kitano, per rendere la vicenda più appassionante, introduce i personaggi delle due sorelle geishe che in realtà sono una femmina e un maschio, quest'ultimo costretto dalle necessità sin dall'infanzia a travestirsi come una donna. Kitano mostra con questi personaggi, ma anche con quelli di contorno(per es. il nipote nullafacente), le sue doti migliori di narratore in grado di commuovere e anche divertire con semplicità e leggerezza, nel segno delle sue opere migliori("L'estate di Kikujiro").

L'autore famoso per i suoi yakuza-movie("Sonatine", "Violent cop") non dimentica certo la durezza e la violenza che pervade il genere chambara e già dal prologo si può ammirare Ichi fare a pezzi(letteralmente) i prepotenti che imperversano nel paese, i quali fanno la conoscenza della sua lama nascosta nel bastone che porta in mano. I combattimenti ravvicinati tipici del filone sono resi spettacolari ed esageratamente sanguinolenti dall'apporto della computer grafica che fa sgorgare dai corpi pazzeschi schizzi di sangue e tranciare parti anatomiche. Uno degli scontri migliori della pellicola si svolge sotto una pioggia battente e in molti, a ragione, hanno visto in questa sequenza un omaggio a "La sfida del samurai" di Akira Kurosawa.

Takeshi Kitano interpreta Ichi sempre con gli occhi chiusi ma verso il finale si permette un'altra digressione mostrando delle orbite bianche, suggerendo addirittura che non sia cieco(!), l'attore è perfetto per interpretare un uomo che, all'apparenza malfermo e indifeso, si trasforma in una micidiale macchina da guerra. L'avversario più pericoloso per Zatoichi è il giovane ronin Hattori Genosuke, un samurai che ha perso prestigio e gravato dal pensiero di una moglie malata e sofferente, interpretato dall'attore Tadanobu Asano che ha conosciuto una certa notorietà internazionale con il ruolo di Kakihara in "Ichi The Killer" di Takashi Miike.

Ottimi i costumi e le ambientazioni, il film è stato premiato con il Leone d'argento al festival di Venezia nel 2003. Da vedere senza esitazioni.

Rating: 8/10

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