La Setta (1991) di M. Soavi




paese: Italia

Il terzo film diretto da Michele Soavi è un horror a sfondo satanico scritto e prodotto da Dario Argento.

Myriam(Kelly Curtis), un'insegnante di Francoforte, soccorre e invita nella propria casa un misterioso vecchio scampato ad un incidente. L'uomo fa parte di una setta satanica in attesa da tempo di mettere in pratica un disegno malvagio, la nascita dell'anticristo, che prevede Myriam come la donna prescelta per il parto. I membri della setta stringono il cerchio intorno alla ragazza mentre la città è sconvolta da brutali omicidi e riti pagani.

Michele Soavi subentra alla regia del film "La Setta" al posto di Dario Argento, il celebre regista di "Suspiria" non abbandona del tutto il progetto da lui scritto e ideato in quanto figura come produttore della pellicola del giovane e promettente regista che si è fatto notare con l'ottimo debutto "Deliria"(1987) e l'interessante "La Chiesa"(1989). Soavi arriva alla regia dopo le esperienze come attore e collaboratore sui set dei film di Joe D'Amato("Buio Omega"), Lamberto Bava e, naturalmente, anche di Dario Argento che lo ha voluto come aiuto-regista per "Tenebre"(1982) e "Phenomena"(1984).

"La Setta" non gode di buona critica tra gli stessi fan del cinema di genere, eppure il talento di regia di Soavi riesce a sopperire alle carenze di un soggetto non certo originale(l'avvento dell'anticristo) troppo simile al caposaldo "Rosemary's baby"(1968)e che rischia di trasformarsi in più di un occasione in farsa, ma grazie a una tecnica e un gusto visivo sopra la media il pericolo viene scongiurato e, anzi, si può ben dire che l'opera riesce a ritagliarsi un posto di primo piano all'interno del filone demoniaco.

Se la pellicola di Soavi ha un difetto è quello di avere una progressione (troppo) misurata, come il lento precipitare di una goccia d'acqua che inesorabile scivola sino a colmare un vaso denso di liquidi maligni, una metafora accennata non a caso in quanto l'elemento fluido ricopre all'interno della vicenda un significato conduttivo/riflettente del male, in antitesi alla concezione comune dell'acqua come fonte di vita; "La Setta" è disseminato di questi riferimenti: si apre su uno specchio lacustre nel deserto californiano dei 60's, prosegue tra condutture, pozzi, vasche e si chiude con il getto liberatorio/purificatore di una pompa idraulica.

La protagonista interpretata dalla bella Kelly Curtis(sorella della più celebre Jamie Lee Curtis, "Halloween", 1978) vive da sola in una casa in compagnia di un coniglietto bianco, un altro elemento-allegorico che rimanda al personaggio di Lewis Carroll in una sorta di rivisitazione di "Alice nel paese degli orrori" ma anche alla simbologia degli animali che prevede nel coniglio la fertilità e la sessualità ardente, utile per preparare una partoriente.

Michele Soavi allestisce diverse sequenze affascinanti sin dal prologo ambientato nei primi anni 70 californiani, presso una comunità di hippies che viene massacrata da un gruppo di Hell's Angels guidati da un santone "mansoniano" interpretato da Tomas Arana(divertente lo sproloquio sui Rolling Stones visti come artisti demoniaci), prosegue con pregevoli delitti efferati con i cammei degli attori Giovanni Lombardo Radice("Paura nella città dei morti viventi") e Mariangela Giordano("Patrick vive ancora"), quest'ultima protagonista di una sequenza memorabile in una vasca di un obitorio. Non mancano inoltre momenti suggestivi e visionari come l'incubo metafisico di Kelly che sogna di essere violentata da un orrendo volatile, e altri prettamente più truci nella celebrazione di un sacrificio umano, sotto la luce lunare, con la scarnificazione del volto di una giovane donna per mezzo di terribili uncini, in omaggio probabilmente al film "Hellraiser"(1987) di Clive Barker. Da segnalare l'interpretazione di Herbert Lom("Il fantasma dell'opera", 1962, "Il ritorno della pantera rosa", 1975) nel ruolo dell'anziano Moebius Kelly.

Le belle scenografie del pozzo sotterraneo della casa di Kelly, curate da Massimo Antonello Geleng("La Chiesa", "Il fantasma dell'opera"), vengono valorizzate da numerosi e arditi movimenti di camera del regista che non smentisce le sue qualità di virtuoso; in seguito Soavi dirige il famoso "Dellamorte Dellamore"(1994) ispirato al personaggio dei fumetti "Dylan Dog" per poi dedicarsi a numerose produzioni televisive(alcune ottime come la serie "Uno bianca") interrotte nel 2006 per la realizzazione del bellissimo action poliziesco "Arrivederci amore ciao", al momento, ultimo film per il cinema del regista. Annunciato per la gioia dei fans il ritorno all'horror con una nuova imminente pellicola dal titolo "Catacombs club". "La Setta" è indubbiamente uno degli horror italiani più sottovalutati.

Rating: 8/10

Commenti

HakHap ha detto…
Ciao Sciamano, con mia somma sorpresa l' hanno trasmesso su sky max hd sabato in prima serata.
Incredibile la qualità video per un film del '91 e sopratutto non ricordavo una regia a tratti così virtuosa.
L' inizio nel deserto è veramente ben diretto e tutto lascia pensare fuorchè a una regia italiana, ovviamente con tutto il rispetto per i nostri professionisti.
Certo che Tomas Arana (Damon) all' epoca lavorava spesso con i registi italiani (l' ho rivisto sempre da poco in Misteria di L. Bava). Bel film comunque l' ho solo trovato un pò troppo lungo e nel finale ho notato qualche scena un pò ingenua (tipo l' uscita di scena di Damon con conseguente esplosione) ma comunque tanto di cappello a Soavi. A presto
Sciamano ha detto…
Per me Soavi è l'ultimo grande regista italiano, se penso che non fa più film ormai da anni mi viene una tristezza..comunque già nel 1991 Soavi cominciava ad avere il vuoto intorno, in Italia intendo. Grazie per il bel commento;)