Mantieni l'odio per la tua vendetta (1967) di C. Cheh



Tit.originale: The One Armed Swordsman (ingl.)
paese: Hong Kong

Il primo vero grande successo del cinema wuxiapian di Hong Kong è un'opera rivoluzionaria diretta dal maestro Chang Cheh.

Il giovane Fang Gang(Jimmy Wang Yu) viene adottato dopo la morte violenta del padre da Qi Rufeng, capo e maestro di un prestigioso clan di arti marziali. Passati diversi anni il maestro vede in Fang Gang il suo degno successore alla guida del clan, un affronto per la figlia viziata di Qi Rufeng che risentita colpisce a tradimento il giovane mozzandogli il braccio destro. Fang Gang ferito gravemente trova riparo presso una giovane contadina che lo accudisce e introduce alla lettura di un vecchio manuale di tecniche di combattimento. Fang Gang si ristabilisce e in seguito a un duro allenamento diviene un'abilissimo spadaccino nonostante l'uso di un solo braccio; nel frattempo un vecchio nemico del maestro Qi Rufeng si è fatto vivo con una serie di sanguinosi omicidi, Fang Gang non vuole farsi coinvolgere ma il precipitare degli eventi lo portano in soccorso dell'amato maestro.

Il ribollire sperimentale del cinema degli anni 60 colpisce anche ad Hong Kong con la comparsa dei primi e fondamentali film di King Hu("Dragon Inn", "Come Drink with me", 1966) e Chang Cheh che nel 1965 dirige il seminale "Tiger Boy", anche se l'opera della svolta epocale è "Mantieni l'odio per la tua vendetta", un film incredibile che impone i canoni moderni del wuxiapian(racconti dei cavalieri erranti) capace di sublimare il chambara giapponese con lo spaghetti-western italiano, tanto da considerare il film di Chang Cheh come il "Per un pugno di dollari" cinese: un vero e proprio modello di riferimento da imitare.

Chang Cheh, insieme all'apprezzato sceneggiatore Kuang Ni("La mano sinistra della violenza", "The Magic Blade"), scrive il soggetto elaborando i racconti della tradizione cinese sugli eroi solitari, spesso menomati nel fisico come nel caso dello spadaccino monco protagonista della pellicola, divenuto ormai una figura-simbolo del cinema delle arti marziali. Per Chang Cheh la vita è un'immane lotta contro il male e l'ingiustizia, in cui contano solo pochi e basilari principi che bisogna difendere anche al costo di sofferenze atroci e spargimenti di sangue impressionanti: un giorno il regista dichiarerà, anche con una certa modestia, che i suoi film erano solo le proiezioni di fantasia che il pubblico voleva vedere.

In "Mantieni l'odio per la tua vendetta" il regista è però ancora legato agli stilemi classici del cinema cantonese in cui dominano la figura cardine del maestro("sifu") che rappresenta per Fang Gang un simulacro da proteggere ad ogni costo, non sono ancora delineate con forza le amicizie virili che saranno il tema portante delle future opere dell'autore anche se è già ben presente la malcelata misoginia, soprattutto, nell'infido personaggio femminile Qi Pei.

La storia è piuttosto articolata ma già convogliata verso il fulcro della poetica di Chang Cheh riprodotto nei combattimenti e nella violenza dello scontro, momenti topici divenuti nelle mani del regista un'arte raffigurativa perfezionata pellicola dopo pellicola grazie anche al leggendario martial-art-director Liu Chia Liang qui alla seconda collaborazione con Cheh. Un'altra fondamentale peculiarità delle sequenze d'azione è il montaggio innovativo introdotto dall'autore, magistrale nello scomporre le evoluzioni marziali degli attori(il finale), anche in questo caso il montatore è il fidato Hsing-lung Chiang("Il padrino di chinatown", "Five elements ninja").

Il film determina l'ascesa a stella di prima grandezza per l'attore Jimmy Wang Yu("Con una mano ti rompo, con due piedi ti spezzo"), uno dei più amati interpreti di film di arti marziali e negli anni 70 secondo solo a Bruce Lee per notorietà, che interpreta ancora lo spadaccino monco nel magnifico sequel "La sfida degli invincibili campioni"(1969) e in "Zatoichi and The one armed swordsman"(1971), film crossover che segna l'incontro con l'altro celebre spadaccino menomato del cinema orientale: il cieco giapponese Zatoichi.

Nella parte del maestro Qi Rufeng si nota il volto familiare di Feng Tien("Dalla cina con furore"), mentre l'anziano villain, il Diavolo dal braccio lungo, munito di cinque lance poste dul dorso è Chih-Ching Yang("Killer clans", "Death Duel"), un personaggio che istruisce i suoi discepoli nel maneggiare un'arma fantasiosa detta "blocca-spada". In qualche sequenza compare un altro tratto caratterisico del wuxiapian cinese, in particolare delle opere di Chan Cheh: i dettagli splatter, presenti per es. nella mutilazione della mano da parte di Fang Gang ai danni di due avversari. Un classico editato finalmente in dvd, insieme ai fondamentatli sequel "La sfida degli invincibili campioni" e "La mano sinistra della violenza"(in realtà questo è un falso seguito).

Rating: 9/10

Commenti

Davide Di Giorgio ha detto…
Visto ieri sera finalmente, merita lo status di classico, probabilmente ne scriverò anch'io. Intanto complimenti vivissimi per questa splendida recensione, molto obiettiva e competente!
Sciamano ha detto…
beh, detto da te questa cosa mi esalta....grazie!