Outpost (2008) di S. Barker


Tit.originale: "Outpost"
paese: Inghilterra

Debutto horror di tutto rispetto per l'inglese Steve Barker che racconta l'avventura di un manipolo di soldati alle prese con nazisti-zombi ritornanti.

Europa dell'est, in un'imprecisata zona di guerra. Un misterioso uomo d'affari assolda un gruppo di mercenari, guidati da DC(Ray Stevenson), per raggiungere all'interno di una foresta un bunker abbandonato della seconda guerra mondiale. La postazione militare in realtà era adibita dai nazisti per esperimenti atroci sugli uomini, attuati con strani macchinari, al fine di creare super-soldati. Quella che sembra una missione di routine si trasforma per gli uomini di DC in un incubo quando scoprono che strane presenze si manifestano con istinti omicidi.

Nella sua orrenda e per certi versi incredibile parabola, il nazismo esercita ancora un fascino perverso in quanto simbolo estremo dell'incarnazione del male puro, difficilmente superabile per crudeltà ed efficienza. Anche iconograficamente il pensiero della razza ariana è riuscito ad imporsi con forza e semplicità(si pensi alla svastica), se non addirittura con una certa e terrificante eleganza nel portamento dei suoi uomini: stupende nella loro malvagità le divise delle SS.

Partendo da questa attrazione visivo-iconica il cinema ha riprodotto spesso e volentieri la raffigurazione dei nazisti, si parla più che altro di film di guerra("Dove osano le acquile", 1968) o avventurosi("I predatori dell'arca perduta", 1981), ma anche di veri e propri drammi urbani("Il maratoneta", "L'allievo", ecc.). Nel genere horror non si contano le apparizioni dei nazisti che si presentano sia come persone reali, si pensi ai francesi "I fiumi di porpora 2"(2000) e "Frontieres"(2007), ma molto più frequentemente come entità fantastiche a partire dal piccolo classico del sotto-filone, "L'occhio nel triangolo"(1977), sino ad arrivare a opere come "Hellboy"(2004) ed al recente "Outpost".

La pellicola di Steve Barker prosegue la tradizione dei "war-horror" inglesi, dopo "The Bunker"(2001) e "Deathwatch"(2006), inscenando un clima claustrofobico all'interno dei sotterranei del bunker che diventano presto un luogo in balia di forze incontrollabili, causate dagli esperimenti condotti dai nazisti nel secondo conflitto mondiale. A riguardo di quest'ultimo punto viene scoperto dai protagonisti un filmato d'epoca girato in bianco e nero, delirante e fanatico proclama della superiorità nazista ormai pronta a creare il soldato immortale e invincibile. Il personaggio di Hunt(Julian Wadham, "L'esorcista la genesi"), il civile che ha finanziato la missione, ricorda molto da vicino il personaggio di Sam Neil in "Punto di non ritorno"(1997), ma il film di Anderson viene citato anche per la presenza di uno strano macchinario fantascientifico nel quale sembra celarsi la chiave del mistero, e per l'incombenza del male proveniente da altre dimensioni.

La minaccia per DC e i suoi uomini sono dei soldati nazisti putridi come zombi, capeggiati da un cadaverico(in tutti i sensi)ufficiale delle SS, che agiscono come fantasmi materializzandosi e scomparendo negli ambienti del bunker, nella sequenza in esterni dell'attacco del plotone nazista è evidente l'omaggio alle atmosfere di "The Fog" di John Carpenter. I nazi-zombi sono concepiti con un ottimo make up, nascosto il più delle volte dalla fotografia tenebrosa con l'intento di renderli ancora più ostili.

Sono comunque diversi i riferimenti ad altre opere, infatti si può riconoscere l'influenza di "Predator"(1987) per la composizione dei mercenari, tra i quali spiccano le figure di DC, un granitico Ray Stevenson(novello Frank Castle in "Punisher War Zone"), e il soldato Prior interpretato dal grande caratterista Richard Brake("Hannibal Rising", "Doom") che ha una faccia da brutto, sporco e cattivo che non si dimentica.

"Outpost" non ha beneficiato di grandi mezzi ma il set che ritrae la postazione sotterranea è stato completamente ricostruito in un teatro di posa, ideato per ricreare le sensazioni tipiche dei famosi videogiochi survival-horror "Resident Evil/Silent Hill". Steve Barker è alla prima esperienza su un lungometraggio e non cade in esagerazioni o colpi ad effetto, lascia scorrere la prima mezzora di pellicola senza troppi sussulti prima di cominciare a riprendere una serie di uccisioni piuttosto efferate ai danni delle vittime, circondate da assassini-zombi impalpabili come nell'indimenticato slasher "Scarecrows"(1988). Il finale è piuttosto ordinario ma una volta tanto non guasta affatto. Il mix nazisti e horror sembra avere preso piede visto che è in arrivo dalla Norvegia un altro film a base di nazi-zombi: "Dead Snow".

Rating: 7/10

Commenti

HapHap ha detto…
Ciao Sciamano! Grazie al tuo blog stò recuperando una marea di film e tra questi ho avuto modo di visionare Outpost che mi è piaciuto.
DeadSnow invece l' ho recuperato grazie alla rivista francese MadMovies (una vera manna per appassionati) e devo dire che non delude, chiaro che non parliamo di capolavori però visti i mezzi a disposizione complimenti vivissimi a queste produzioni scandinave.
Recentemente ho visto DogHouse puro delirio inglese in stile Shaun of Dead e con un cast veramente fico.
Un salutone!
Sciamano ha detto…
HakHap grazie sempre x i tuoi commenti! Mad Movies é fantastico, l'ho letto per 10 anni consecutivi senza mai perdere un numero, ultimamente lo compro quando capita, non ho mai visto una rivista di cinema con foto migliori: da sbavare.
Dead Snow mi sono dimenticato di vederlo, Doghouse ne ho solo sentito parlare...spero di vederlo!
ciao;)
hakhap ha detto…
Ciao Sciamano, ieri pomeriggio mi sono il visto seguito diretto sempre di Barker e con qualche soldo in più.
Sicuramente meno affascinante e con qualche velleità in più del predecessore. Quando avrai modo di vederlo ci dirai cosa ne pensi, un saluto!
Sciamano ha detto…
ok, a dir la verità non é che smanio di vedere il sequel, dopo il tuo tiepido commento poi...nel caso non mancherò di farti sapere, ciao!