Living Hell (2008) di R. Jefferies


Tit.originale: "Living Hell"
paese: USA

"Living Hell" è uno dei rari direct-to-video recenti americani degni di essere visti: riferimenti alla fantascienza anni 50 fanno da sfondo a una vicenda dal ritmo incalzante.

Una base militare USA del Nex Mexico sta per essere smantellata dagli uomini guidati dal colonnello Maitland. Il civile Frank Sears(Johnathon Schaech) riesce a superare i controlli delle guardie e rivelare che nel sottosuolo è nascosta una minaccia collegata a degli esperimenti effettuati negli anni 50, in piena guerra fredda. La squadra anti-batteriologica guidata dal soldato Carrie Freeborn(Erica Leerhsen) si incarica di scoprire di cosa si tratta con esiti catastrofici: un misterioso organismo simile a una radice comincia a fuoriuscire dalle viscere inghiottendo uomini e oggetti.

Con i tempi che corrono per l'horror americano, succube di una crisi di idee preoccupante e inflazionato da un'orda di remakes che non ha ancora intenzione di esaurirsi, anche un film come "Living Hell" può fregiarsi di termini come "interessante" e "decente". Il film di Richard Jeffries è comunque doveroso collocarlo nella dimensione delle produzioni a budget ridotto che non ambiscono a successi planetari, quelle piccole opere sempre meno trasmesse nei palinsesti tv che si lasciano guardare magari a tarda notte con una certa soddisfazione.

Niente di nuovo o che non si è già visto e fatto meglio anche in tempi recenti, il similare "The Mist" di Darabont vince su tutta la linea il confronto, e non è quindi il caso di soffermarsi troppo su questi aspetti quando si può invece intuire un genuino spirito di serie-b, tipico di certi fanta-horror anni50 che hanno segnato un'epoca a dispetto di budget ridicoli. Il ricordo della guerra fredda viene introdotto sin dalle prime battute della pellicola con il tragico flash-back del protagonista, Frank Sears, che rivive il momento in cui la madre gli comunica un'oscura ubicazione posta all'interno della base militare e il successivo cruento epilogo che lo lascia orfano dei genitori.

Come spesso accade in questa tipologia di film i militari e gli scienziati sono i protagonisti indiscussi, viene subito in mente anche il capolavoro "Il giorno degli zombi"(1985), nonché la causa (in)diretta delle piaghe che sono in seguito costretti ad affrontare, "Living Hell" non fa eccezione ed anzi si snoda nel più classico canovaccio che prevede un'esperimento riguardante un'arma batteriologica andato fuori controllo nei tardi anni50 e considerato top-secret, quindi sepolto(letteralmente) nei sotterranei della base.

"Living Hell" non si perde in troppi preamboli e va subito al sodo con la presentazione della protagonista femminile: Carrie Freeborn impersonata da Erica Leerhsen. La bionda e bella attrice, ormai conosciuta dagli appassionati per i ruoli in "Non aprite quella porta"(2003) e "Wrong Turn 2"(2007), é una soldatessa incaricata di bonificare gli ambienti della base militare, purtroppo per lei si ritrova di fronte un misterioso sarcofago metallico dal quale si sprigiona un virulento batterio organico. L'altro interprete principale è Johnathon Schaech("Che la fine abbia inizio", "Quarantine"), meno pessimo del solito, nella doppia veste di Frank Sears e del padre-scienziato nel cui corpo si è generato il batterio, quasi scontato di conseguenza apprendere che il sangue di Frank diviene l'elemento-chiave per trovare un antidoto alla creatura informe capace di ingrossare la sua mole, come nel film "Blob"(1958), nutrendosi di energia e luce.

Gli effetti speciali curati dal noto specialista Robert Kurtzman("Il seme della follia", "The Night Flier", "Bubba Ho-Tep", "Bad Boys 2", ecc.) sono la croce e delizia della pellicola, l'impiego degli effetti visivi previsti sono difatti massicci e riguardano ambientazioni talmente vaste e impegnative che avrebbero fatto desistere anche una produzione medio-alta. Nonostante i buoni propositi in "Living Hell" purtroppo emerge una fastidiosa sensazione posticcia della computer-grafica nella riproduzione dei tentacolari prolungamenti del batterio che, in parte, mortifica diversi buoni momenti di tensione. In altri frangenti, come le atmosfere "alla Giger" del finale debitore della serie "Alien", il lavoro fatto con semplici protesi e animatronics è più efficace e convincente. Bella e originale la trovata per spogliare(si intravedono anche i seni) la Leerhsen, costretta a cospargersi di sangue il corpo per scongiurare l'attacco della temibile creatura mostruosa.

Rating: 6/10

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