Il messia del diavolo (1973) di W. Huyck


Tit.originale: "Dead people"
paese: USA

Horror dimenticato degli anni 70 carico di atmosfere angoscianti e intuizioni stilistiche in anticipo sui tempi.

Una ragazza giunge a Pandum, una sperduta cittadina costiera, in cerca del padre di cui non ha da tempo notizie. Il luogo desolato è popolato da gente all'apparenza apatica, in realtà gli abitanti della zona si stanno trasformando in esseri privi di emozioni e con istinti cannibali, la causa è un antica maledizione che racconta dell'arrivo di un oscuro emissario del male.

Conosciuto anche come "Messiah of Evil" il film è il debutto alla regia di Willard Huyck, l'autore scrive insieme alla moglie Gloria Katz(non accreditata per la direzione)anche la sceneggiatura, la coppia forma un sodalizio artistico che gravita intorno ai grossi nomi di Lucas e Spielberg: per il primo firmano la sceneggiatura di "American Graffiti"(1973), mentre per il regista de "Lo Squalo"(1975) si occupano dello screenplay di "Indiana Jones e il tempio maledetto"(1984). I coniugi Huyck nel 1986 si macchiano di essere gli artefici di "Howard e il destino del mondo"(1986), un flop stronca-carriera dal quale non si sono più ripresi.

"Il messia del diavolo" è un low-budget che punta tutto sulla costruzione delle atmosfere malsane di una misteriosa cittadina sperduta, abilmente inquadrata fuggevolmente in rari ma significativi campi lunghi che ne ritraggono la desolazione e l'abbandono. La storia è narrata in flash-back dalla protagonista rinchiusa in un manicomio, raffigurato dalla bella sequenza di un corridoio accecato dal sole, e precipita da subito in un clima di paura con l'apparizione spettrale di un uomo di colore albino ad una stazione di rifornimento. La ragazza viene a contatto con una realtà corrotta da una forza del male di antica origine che si presenta come una religione sanguinaria, un degrado fisico e mentale che trasforma gli uomini in veri e propri zombi.

La metafora del male, che si insinua nel sonnolento tessuto della società moderna priva di ideali, si manifesta con forza in diverse e memorabili sequenze ambientate in luoghi considerati familiari e rassicuranti, addirittura gli avventori di un supermercato avidi di carne anticipano di anni i ritornanti-consumatori di "Zombi"(1978), mentre la scena della ragazza imprigionata in un cinema che lentamente si popola di gente morta è forse il momento più famoso dell'intero film. La violenza è potente ma (quasi)sempre suggerita fuori campo con ottimi risultati, il male si trasmette come un contagio inarrestabile annunciato da lacrime di sangue che solcano il volto delle vittime.

La protagonista giunge nella casa del padre, un pittore, che ha trasformato le pareti in quadri surrealisti con disegni tridimensionali poco rassicuranti, una scenografia (post)moderna che sembra riflettere lo spirito del film, l'uomo è scomparso ma ha lasciato un diario che la ragazza legge rievocando gli ultimi giorni che lo hanno portato alla follia, viene quindi utilizzata la non semplice tecnica narrativa del "flash-back nel flash-back".

Nella casa del pittore si radunano quasi casualmente gli ultimi sopravvissuti, ancora non consci del pericolo incombente, oltre alla ragazza trovano riparo un dandy altolocato accompagnato da due giovani amiche. Una di queste è interpretata dalla bellissima Anitra Ford("L'invasione delle Api regine") che decide di lasciare il gruppo avventurandosi nella notte dove non tarda a fare brutti incontri: la fantastica sequenza dell'autostop tutta da vedere. In una piccola parte la curiosa partecipazione di Walter Hill, il futuro regista di "I guerrieri della notte"(1979) e "48 ore"(1982).

Il finale mostra circa 30 anni prima di "28 giorni dopo"(2002) degli zombi-infetti veloci e furiosi, magnifica la sequenza della vetrata gotica infranta, "Il messia del diavolo" è una sorpresa unica, un'opera seminale e profetica che rielabora la paranoia di pellicole come "L'invasione degli ultracorpi" per decine di realizzazioni successive: dal cult anni 80 "Morti e sepolti" sino alla saga videogame di "Silent Hill". Finalmente disponibile per la prima volta in dvd, un'edizione purtroppo pessima ma irrinunciabile. Egli sta per tornare e la luna si tingerà di rosso sangue.

Rating: 8/10

Commenti

Alex McNab ha detto…
Purtroppo non lo conoscevo, quindi ti ringrazio infinitamente per questo post!
E' già in vendita? Deve essere mio! è proprio il genere di film che adoro!
Sciamano ha detto…
Si, il dvd é gia in vendita, veramente penoso(della Eagle) ma il film mi ha folgorato, é un cult primi anni 70 al pari di titoli come "La morte dietro la porta" o "In corsa con il diavolo".
Grazie a te!
Alex McNab ha detto…
Comprato oggi!!!
Sciamano ha detto…
con qualche settimana di ritardo: Ottimo!
Anonimo ha detto…
bellissimo, appena visto dal muletto.
c'è persino il richiamo alla barca e anche la tela con le scale mobili, praticamente materiale da saccheggio per i film di là da venire.
il benzinaio avrebbe meritato uno spin off.
la scena del fricchettone che ci prova e lei che invece lo abbraccia smarrita in cerca di aiuto è cosa che non si vede tutti i giorni in un film horror.
e a me piaceva persino il film Howard the Duck pensa un pò...
avvocatospadaccino
Sciamano ha detto…
Contento sia di tuo gradimento ...avvocatospadaccino!
Fra Moretta ha detto…
Recuperato questo pomeriggio (su youtube ne hanno almeno 3 copie complete)ed è veramente un gioiellino dimenticato.Il progressivo contagio della città impressiona davvero!
Sciamano ha detto…
Bnvenuto nel club degli estimatori di questa piccola, dimenticata perla. grazie per il commento;)