Redbelt (2008) di D. Mamet


Tit.originale: "Redbelt"
paese: USA

Atipico e realistico film di arti marziali ambientato in California intorno al mondo di Hollywood e ai tornei organizzati per la tv. Scritto e diretto da David Mamet.

Mike Terry è un insegnante di arti marziali di Los Angeles che tenta di condurre una vita onesta insieme alla moglie Sondra, purtroppo per la coppia un banale incidente avvenuto all'interno della palestra di allenamento scatena una serie di imprevisti che li riduce al verde. Mike si vede costretto, per guadagnare soldi in fretta, a partecipare a un torneo di arti marziali nel frattempo conosce un attore di Hollywood collegato agli organizzatori della manifestazione che si rivelano dei corrotti.

Il cinema di arti marziali non è solo composto da pellicole ricche di combattimenti senza sosta super-coreografati, ma anche di film intensi(molto rari bisogna riconoscere) e drammatici come questo "Redbelt", talmente sorprendente e bello da nobilitare un genere troppo spesso relegato ai margini. I momenti spettacolari e di facile richiamo sono ridotti al minimo, un aspetto che può risultare un ostacolo per coloro che si avvicinano a questa pellicola dedicata al Ju jitsu brasiliano, una disciplina di origine giapponese perfezionata in Brasile che si basa sulla lotta a terra, praticata dallo stesso regista David Mamet, e divenuta popolare in USA nel torneo di arti marziali miste(UFC) nato per decretare il migliore combattente del mondo.
David Mamet si dimostra un profondo conoscitore della filosofia del combattente tanto da circondarsi, per questa sua incursione nel mondo delle arti marziali, di uno stuolo di veri professionisti della lotta e campioni del passato: Il coreografo di "Redbelt" Renato Magno, compare anche nella parte di Romero, il boxeur Ray"boom boom" Mancini, John Machado specializzato nel ju jitsu brasiliano vincitore delle prime edizioni UFC e il wrestler Randy Couture da tempo nel circuito cinematografico. Special guest l'anziano Dan Inosanto, uno degli istruttori più famosi del mondo di svariate discipline marziali, discepolo di Bruce Lee che ha affiancato in una piccola parte nel leggendario "L'ultimo combattimento di Chen"(1978).
"Redbelt" intreccia le vite dei protagonisti nella tentacolare Los Angeles, storie di ordinaria solitudine e disperazione che confluiscono nella palestra di Terry, un uomo tranquillo e sereno, pronto con insegnamenti sulla concentrazione e mosse di combattimento ad aiutare gente come il problematico poliziotto Joe o la delusa e instabile avvocatessa Laura. I guai sono in agguato anche per Terry e la bella moglie Sondra, l'uomo in particolare scopre come la corruzione e le persone in malafede sono diffuse anche nel mondo che ama di più, quello delle arti marziali. Come nei migliori film ambientati nella metropoli californiana, si prendano come sommi esempi "Heat" di M.Mann e "Pulp Fiction" di Tarantino, tutto può accadere casualmente e la vita svoltare a seconda degli incontri più o meno fortuiti.
L'attore di colore Chiwetel Ejiofor("Serenity", "Inside Man") si è preparato nel ruolo di Terry con un training marziale di circa un mese con ottimi risultati, il suo personaggio conduce una vita integerrima senza scomporsi mai, neppure quando stringe amicizia con un famoso attore di cinema(interpretato dal comico Tim Allen) tirato fuori da una rissa(grande sequenza all'interno di un bar) e prosegue una lotta solitaria degna di un samurai tanto da non accettare l'inganno e i sotterfugi degli scontri truccati del torneo in cui è costretto quasi con la forza a partecipare, una condotta esemplare di integrità morale inscalfibile che lo portano verso rinunce e delusioni. Lo spirito di giustizia e forza che ogni arte marziale dovrebbe insegnare si sublima nel finale, forse improbabile per qualcuno, splendida ed emozionante prova di caparbietà del protagonista che affronta una serie di avversari con prese e leve strangolamenti micidiali.
David Mamet, apprezzato sceneggiatore di opere come "Il verdetto", "Gli Intoccabili", "Ronin", "Edmond", ecc., costruisce una storia semplice eppure appassionante che, al contrario della maggior parte dei film di arti marziali, implode nello scontro interiore dell'eroe che vince la gara più difficile per tutti: quella contro i demoni nascosti nel profondo dell'anima. Imperdibile.
Rating: 9/10

Commenti

Alex McNab ha detto…
addirittura 9 su 10!
Non sono un grande appassionato di arti marziali (anche se il genere non mi dispiace), ma il tuo altissimo voto mi ha fatto venir voglia di recuperare questo film :)
Sciamano ha detto…
recupera, recupera...sono sorpreso io stesso del fatto che mi sia piaciuto da matti un film cosi anti-spettacolare.
marcochiba ha detto…
Ottima recensione, anch'io adoro questo film proprio perchè tenta di raccontare la filosofia delle arti marziali senza infarcirla di combattimenti inutili, per quello ci sono i film di Seagal.
Da vedere assolutamente, anche perchè è unico nel suo genere.
Sciamano ha detto…
vero!..in effetti di film come "Redbelt" sono una rarità. Grazie Marco chiba per il tuo commento!
hakhap ha detto…
Finalmente sono riuscito a vederlo e mi associo al tuo ottimo giudizio. Recentemente ho recuperato anche Warrior e devo dire che mi è piaciuto moltissimo.
Un saluto
Sciamano ha detto…
Contento ti sia piaciuto Hakhap!
visualizzo solo ora il tuo commento, scusa, colpa del gadget dei commenti in home che non funziona da giorni....
;)