Ancora vivo (1996) di W. Hill



Tit.originale: "Last Man Standing"
paese: U.S.A.

Il remake(non ufficiale) in versione gangster di "Per un pugno di dollari" diretto da Walter Hill: pallottole, polvere e furore.

Jericho, Texas, 1931. L'avventuriero John Smith(Bruce Willis) giunge in un paese di frontiera dimenticato dalle istituzioni e schiacciato sotto il dominio di due bande criminali, i Doyle e gli Strozzi, che si contendono a colpi di pistola il traffico di alcolici proveniente dal Messico. Smith capisce che l'occasione è propizia per inserirsi nella faida e ricavare soldi in fretta.

Walter Hill paga i suoi tributi al cinema di Sergio Leone con una rivisitazione di "Per un pugno di dollari"(1964), il primo leggendario western del maestro italiano reo di avere "saccheggiato" platealmente il giapponese "La sfida del samurai" di Kurosawa, un'operazione che sposa l'emergente cinema action di Hong Kong da cui vengono mutuate le coreografie delle assordanti sparatorie.
Il regista non ha problemi a metabolizzare il nuovo corso simboleggiato dalle opere di John Woo, per quei pochi che hanno ancora dei dubbi sull'importanza di titoli come "The Killer" e "Hardboiled", rielaborando gli standard che egli stesso aveva imposto con opere storiche come "I guerrieri della notte"(1979), "I guerrieri della palude silenziosa"(1981), "48 ore"(1982), ecc.

Il personaggio sconosciuto che si presenta nella spettrale Jericho sembra fatto su misura per Bruce Willis che ci mette poco a entrare nel ruolo di John Smith, un nome fittizio che nasconde un'astuzia e un'abilità nel maneggiare le armi fuori dal comune accompagnate da un'animo gentile riservato, soprattutto, alle donne costrette a subire la violenza di spietati assassini. L'attore è all'apice della carriera, reduce dai successi di "Pulp fiction"(1994) e "Die hard duri a morire"(1995), uno dei pochi action man americani in grado di sostenere un confronto con gli eroi, Stallone e Swarzenneger, del decennio precedente.

"Ancora vivo" denuncia consapevole i suoi inevitabili limiti, molte inquadrature sono le stesse effettuate da Leone 32 anni prima(il massacro davanti alla casa in fiamme per es.) e Bruce Willis appare come un clone di lusso di Chow Yun Fat, l'attore-feticcio di John Woo, impegnato in furibondi scontri a fuoco con in pugno due pistole. Questo non pregiudica la potenza della pellicola, un concentrato di rabbia e violenza che tritura il gangster-movie, il western più estremo e la prontezza balistica degli action orientali. Viene introdotta un'inedita voce off, quella di John Smith, che descrive con un misto di ironia e cinismo l'avventura situata in un paesaggio inospitale, di frontiera, molto simile al vecchio Far west con il negozio delle pompe funebri in bella vista.

Le due bande che si spartiscono il territorio sono differenti anche per l'impronta etnica, vi sono gli Strozzi di origine italiana, impomatati e imparentati con la mafia di Chicago, i tipici gangster italo-americani che da sempre hanno colpito l'immaginario collettivo ma anche incrinato l'immagine dell'Italia all'estero, l'uomo migliore della gang è il killer Hickey, i rivali invece sono gli irlandesi Doyle, il loro capo è interpretato da David Patrick Kelly, l'indimenticabile Luther di "I guerrieri della notte"(1979) che invitava i guerrieri a "giocare a fare la guerra". Il personaggio più riuscito è, forse, lo sfregiato Hickey interpretato da Christopher Walken, un infallibile assassino che illude gli avversari mostrando loro le spalle per poi freddarli con spietata rapidità, un uomo che parla con una voce rauca e inquietante compromessa per una ferita subita alla gola. Inevitabile il duello che lo opporrà a John Smith.

Belli i volti femminili di Karina Lombard, Felina la donna di Doyle, e Alexandra Powers, la ragazza al servizio degli Strozzi, tra i tirapiedi di Doyle da segnalare un gigante da fumetto, letteralmente, alto almeno due metri che è impossibile non notare. L'atmosfera anni 30 si intuisce dagli automezzi ,armi e, soprattutto, dai vestiti eleganti e impeccabili degli uomini quasi tutti provvisti di cappelli a tesa corta. Tra le migliori sequenze d'azione: il primo uomo ucciso da John Smith che viene catapultato rovinosamente all'indietro per l'impatto delle pallottole e la sparatoria del pre-finale densa di inquadrature in prima-persona con le pistole di John Smith protagoniste, proprio come in un videogame. Per "Ancora vivo" Hill si affida ancora una volta a Ry Cooder("Johnny il bello", "Geronimo") per la colonna sonora e Freeman A.Davies("I guerrieri della palude silenziosa", "Strade di fuoco") per il montaggio, la fotografia ambrata è a cura di Lloyd Ahern II("I trasgressori", "Geronimo").

Rating: 8/10

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Commenti

Joe80 ha detto…
hey sciama, ho scritto l'altro giorno una recensione su Ancora Vivo nel mio blog, se hai tempo buttaci un'occhiata, mi piacerebbe avere un tuo contributo.

-ma ti sei fatto fan di avp targato anderson?! ;)
le news su RE 4, sono sparite... :(
Sciamano ha detto…
molto bene!...non mancherò, dammi solo il tempo...sono in ritardo su tutto: recensioni, news, ecc.
ciao