Max Payne (2008) di J. Moore



Tit.originale: "Max Payne"
paese: U.s.a.

Tratto dal celebre videogame "Max Payne" un action-noir con protagonista Mark Wahlberg.

Il detective Max Payne(Mark Wahlberg) ha perso la famiglia, moglie e figlia appena nata, per mano di una banda di balordi che l'uomo ha eliminato tranne un membro rimasto ignoto. Max non si da pace e continua un'indagine personale per trovare l'assassino dei suoi cari che lo porta ad incontrare la misteriosa Mona Sax e la sorella Natasha, quest'ultima assassinata in circostanze poco chiare. Max e Mona seguono una pista di indizi che ricollegano i delitti allo smercio di una nuova droga sintetica, detta Valchiria, creata da una società farmaceutica in cui lavorava la moglie del detective.

Inizialmente classificato con il divieto "R" per sequenze esplicite di violenza il live-action di "Max Payne" ha subito alcuni tagli e l'abbassamento al più vantaggioso, economicamente parlando, PG-13: 85 milioni di dollari incassati a fronte di un budget di 35. Difficile comunque pensare che una manciata di minuti supplementari presenti nella director's cut risollevino un film che purtroppo risulta noioso e ,a sorpresa, avaro di sequenze d'azione che si riducono a due sparatorie movimentate: I dettagli di sangue eliminati si riferiscono proprio a questi scontri a fuoco.

"Max Payne" ha una sceneggiatura incerta e banale, il prologo nelle acque ghiacciate addirittura é preso di peso dalla sequenza finale di "The Bourne Ultimatum", un adattamento che ha fatto storcere il naso ai fans del videogioco in terza persona omonimo, uno dei titoli per console più famosi e riusciti degli ultimi anni. Mark Wahlberg("E venne il giorno") è Max Payne ma la prova svogliata dell'attore è sintomatica di una storia che non riesce a reggere la pur breve durata della pellicola, una frettolosa rivisitazione del solito detective in cerca di vendetta che può essere digerita, dato l'argomento inflazionato, solo se supportata da personaggi solidi e una credibilità di fondo che invece latitano clamorosamente.

John Moore sembra(va) il regista adatto per fare rivivere un videogame su grande schermo, il suo sottovalutato "Behind the enemy lines"(2001) è uno dei primi veri esempi di film-videogame del nuovo millennio, eppure alcuni punti di forza della saga di Max Payne come l'apprezzato main-theme o il proverbiale effetto bullet-time(il primo videogioco ad averlo utilizzato) nelle sparatorie non vengono replicati su pellicola: in verità compare un duello a colpi di mitra e fucile tra Max e un avversario che si scambiano proiettili sparati al ralenti, peccato che la scena sia più ridicola che altro.

Sprecate anche le due bellezze russe presenti nel cast, la più famosa Olga Kurylenko("Hitman", "Quantum of Solace") appare mezza svestita e sballata ma scompare praticamente subito, Mila Kunis è Mona Sax, un personaggio fuori contesto e scritto male che sembra capitato per caso in alcune sequenze. Imbarazzante. Da notare che il villain principale nel videogioco è Nicole Horne, il capo della Aesir Corporation, che qui è presente in un ruolo minore, nel film a dare del filo da torcere a Max sono altre figure che nei momenti topici invece di eliminarlo cominciano a parlare per dare tempo all'eroe, ovviamente, di cavarsela in qualche maniera(la scena dell'esecuzione mancata al porto).

Viene introdotto anche lo stato allucinatorio derivato dall'uso della Valchiria, una droga sintetica, che provoca visioni di esseri simili alle valchirie della mitologia norrena, il ragionamento non fa una grinza: la droga si chiama Valchiria quindi facciamo vedere le valchirie(sic). Il comparto degli effetti speciali viene utilizzato in gran parte per riprodurre le creature alate che anche Mark Payne ad un certo punto vede per avere ingerito delle dosi di droga, una sequenza in cui l'eroe sgrana gli occhi con lampi di fuoco(?)talmente brutta da strappare anche una risata non voluta. La Valchiria si scopre in seguito che è stata creata per un esperimento militare, un risvolto simile è stato trattato con ben altri esiti nel cult di Adrian Lynn "Allucinazione Perversa"(1990).

"Max Payne" fallisce quasi su tutta la linea, le scenografie pregevoli ricordano la Gotham City spazzata da una leggera neve di "Batman il ritorno"(1992) e quando gli attori interrompono i vacui e inutili dialoghi per lasciare spazio a delle sane e roboanti sparatorie l'attenzione viene per un momento catturata, anche se è ormai troppo tardi visto che la prima scarica di pallottole arriva dopo circa un'ora di pellicola. Al termine dei titoli di coda una breve sequenza all'interno di un bar lascia aperto uno spiraglio per un eventuale sequel.

Rating: 4/10

Commenti

Elvezio Sciallis ha detto…
Film di cacca davvero ma...

4/10???????????

Non c'è più religione, ora anche Sciamano stronca, è finita, arriverà l'Apocalisse, sento già i quattro cavalli che scalpitano...
Sciamano ha detto…
Qualche volta capita anche a me!
Di solito parlo dei film che ho apprezzato, ma non sempre si può fare.
L'apocalisse come é noto arriverà nel 2012, Emmerich docet!...parlano anche di tempeste solari, tocchiamoci tutti...