Silent Hill (2006) di C. Gans


Tit.originale: "Silent Hill"
paese: Canada/Francia

La trasposizione live-action del famoso videogame "Silent Hill" diretto da Chistophe Gans.

Per trovare una soluzione ai disturbi della figlia Sharon colpita da sonnambulismo l'intrepida Rose(Radha Mitchell) decide di recarsi a "Silent Hill", il nome di una cittadina abbandonata che la bambina invoca nei deliri notturni. All'insaputa del marito, convinto che la piccola necessiti di cure mediche, la donna parte con la piccola Sharon alla volta della cittadina fantasma. Rose alla guida di una macchina, inseguita nel frattempo da una poliziotta insospettita, giunge sul luogo a tutta velocità ma per evitare una figura indistinta sbanda e sbatte la testa perdendo i sensi: al suo risveglio Sharon è scomparsa.

Ispirato al survival horror per console "Silent Hill" , il terzo film di Christophe Gans è riuscito ad ottenere risultati lusinghieri di critica e pubblico e, da più parti, il riconoscimento simbolico come migliore adattamento(sinora) tratto da un videogioco. Un sospiro di sollievo per la maggior parte dei fans del videogame e per Gans il quale, comunque, non riesce ad allontanare certi luoghi comuni che vogliono le sue opere prive di contenuti ed emozioni, colpa da imputare probabilmente ad uno stile visivo sontuoso accompagnato da una fredda eleganza formale che anche nel caso di "Silent Hill" non vengono meno.

Il regista francese pianifica in accordo con la famosa casa di progettazione per videogiochi Konami una pre-produzione durata anni, con un budget a disposizione attestato a 50 milioni di dollari(l'incasso finale è di 98 milioni) e l'apporto in fase di sceneggiatura di Roger Avary. Intorno alla storia elaborata dal premio Oscar per "Pulp Fiction"(1994) in molti hanno visto uno dei punti deboli della pellicola, in realtà "Silent Hill" è talmente ricco di avvenimenti e dettagli che è davvero ingeneroso dire il contrario, un'avventura horror che si districa su almeno tre dimensioni parallele regolate da visioni e atmosfere differenti.

Avary, con l'appoggio incondizionato di Gans, assorbe in gran parte gli elementi narrativi del primo capitolo della saga-videogame e rimodella una vicenda sinistra sulla maledizione, scatenata da un'entità di puro male, che ha devastato Silent Hill e il culto di un'oscura setta religiosa che vive imprigionata nell'odio e nella paura della realtà alternativa avvolta nelle nebbie. L'ambientazione è un tassello fondamentale per la riuscita finale, si calcola che per le riprese sono stati predisposti circa ben 165 set differenti e, al contrario di quanto si può immaginare, l'utilizzo della computer grafica è limitato: per es. la chiesa e il tratto di strada in cui avviene l'incidente sono stati completamente ricostruiti all'interno di teatri di posa.

Le creature mostruose che la protagonista Rose incontra quando subentra la dimensione "demoniaca" sono per la maggior parte ricreate tramite costumi in lattice, indossati da stuntmen che raffigurano gli esseri deformi che hanno fatto la fortuna del videogame: il più famoso è il gigante Pyramid Head armato di una spada enorme. Da citare anche le indimenticabili infermiere assassine con il corpo prestato da giovani e prosperose modelle con il volto deturpato.
Gans adotta la linea che porta verso la massima aderenza della fonte originale, vi sono innumerevoli richiami agli effetti di luce e, in diversi casi, anche alcuni movimenti di ripresa identici a quelli visti nel videogame, per ricreare le stesse sensazioni di inquietudine appare decisivo il magnifico supporto sonoro del compositore originale della serie Akira Yamaoka(l'unico pezzo estraneo al videogame del film è "Ring of fire" di Johnny Cash).

"Silent Hill" è un grande horror d'atmosfera che riesce con efficacia ad omaggiare in un solo colpo gli horror giapponesi, la figura demoniaca e triste di Alessa Gillespie simile agli spiriti vendicativi femminili di film come "Ringu" e "Ju On", e certe opere sulla stregoneria degli anni 60 come "Il grande inquisitore" e "La città dei mostri" pregni di superstizione e odio mal riposto.
Il cast è fantastico: Radha Mitchell("Pitch Black"), una bellezza bionda originale, interpreta Rose con forza e fisicità, lo stesso si può dire di Laurie Holden("The Mist") nel ruolo della sexy-poliziotta mascolina, vederle in coppia nella devastata Silent Hill è un vero piacere. Sean Bean("Black Death") è Christopher, il marito di Rose, una prova convincente ed intensa, anche Alice Krige nella parte del capo-setta Christabella lascia il segno. Piccola apparizione anche per Debora Kara Unger("Crash").

Può sembrare incredibile ma Gans riesce a citare anche in questa occasione, come nei precedenti "Crying Freeman"(1995) e "Il patto dei lupi"(2001), il venerato "La mano sinistra della violenza"(1971) nella sequenza finale in cui il demone si avventa sulle vittime con un filo spinato animato sventrandole. Il regista, una media di un film ogni 5 anni, fatica tuttoggi a condurre in porto i suoi innumerevoli progetti nonostante con "Silent Hill" abbia dato un'ulteriore prova di talento e firmato uno dei migliori horror del decennio.

Rating: 8/10

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