Saint Ange (2004) di P. Laugier

Tit.originale: "Saint Ange"
paese: Francia

Il primo film di Pascal Laugier, il regista dell'horror-shock "Martyrs", è una ghost-story ambientata negli anni 50.

1958, Alpi francesi. La giovane Anna giunge come donna delle pulizie presso il "Saint Ange", un orfanotrofio che sta per chiudere i battenti. Nel vecchio edificio la rigida direttrice lascia la ragazza in compagnia dell'anziana cuoca Helenka e di Judith, un'orfana con disturbi mentali. Anna nasconde una gravidanza che le procura dolori lancinanti tenta quindi di distrarsi con il duro lavoro ma inizia anche a percepire strane presenze, avvenimenti inspiegabili e sfuggenti che inducono la ragazza a indagare sull'oscuro passato dell'orfanotrofio.

Lo scarso riscontro di critica e pubblico ottenuto da "Saint Ange" è stato smaltito dal regista Pascal Laugier solo dopo alcuni anni, almeno quattro, sino all'uscita di quell'autentico colpo allo stomaco che porta il nome di "Martyrs"(2008), considerato dall'autore come una vera e propria valvola di sfogo per tutte le energie negative accumulate. Laugier beneficia delle conoscenze giuste all'inizio del decennio nella persona di Christophe Gans che vede in lui una giovane promessa, il regista di "Crying Freeman"(1995) lo vuole sul set de "Il patto dei lupi"(2001) per la realizzazione di un corposo making of della pellicola. Nel 2004 Gans é il produttore dell'esordio sulla lunga distanza di Laugier: il gotico "Saint Ange".

Etichettato con uno dei peggiori termini possibili per un film horror, ossia "lento", l'opera di Laugier fatica sin da subito a trovare una coesione di fondo e concede poco alla tensione soprattutto nella prima parte di pellicola, il regista punta tutto, forse anche troppo, sull'atmosfera decadente dell'orfanotrofio abbandonato tanto da scordarsi di inserire qualche momento forte che desti l'attenzione: in "Saint Ange" non vi sono scene di morte violenta o omicidi. E' una storia di fantasmi di stampo classico che lascia però intravedere una visione personale pessimista e terrificante che verrà sviluppata con effetti devastanti nel successivo "Martyrs".

Laugier muove bene la camera e ha una ricercata eleganza nel taglio delle inquadrature, sua è anche la sceneggiatura elaborata nel corso degli anni che presenta una serie di personaggi femminili tutti con un passato da nascondere. La bella Virginie Ledoyen(The Beach, The Backwoods), per esigenze di copione nuda in un paio di sequenze di cui una full frontal anche se in campo medio, è la protagonista Anna, una ragazza con in grembo un bimbo sola e spaesata in un mondo di ombre, Anna diventa amica della giovane Judith, l'attrice Lou Doillon(figlia di Jane Birkin), traumatizzata dalle storie dei bambini morti nell'orfanotrofio. Non é difficile notare che, per caratteristiche e similitudini, le due ragazze anticipano le protagoniste disperate di "Martyrs", senza contare gli ambienti asettici del finale.

In "Saint Ange" si manifesta la passione di Laugier per il cinema horror italiano con la presenza di Catriona MacColl nel ruolo della severa direttrice, l'interprete è stata l'eroina all'inizio degli anni 80 di alcuni titoli memorabili diretti da Lucio Fulci come "Paura nella città dei morti viventi"(1980) e "L'aldilà"(1981), quest'ultimo un'influenza anche per le scene finali del film in cui viene replicato lo sguardo cieco carico di terrore di due occhi bianchi.

Molto meglio la parte conclusiva di pellicola dove la storia riesce a trovare una direzione suggestiva, anche dal punto di vista scenografico con un cambio drastico nei cromatismi, mentre il climax rimane freddo e distaccato seppure si tenti di convergere verso un senso di pietà e tristezza. L'ultima inquadratura del film sembra rimettere tutto in discussione. Niente male, nonostante la scarsa originalità, le musiche di Joseph LoDuca.
"Stai attenta ai bambini che fanno paura"

Rating: 6/10

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