La fuga di Logan (1976)



Una produzione MGM anni 70 ambientata in una società del futuro che prevede il termine della vita al 30° anno di età.

Anno 2274, un olocausto nucleare costringe gli uomini sopravvissuti a trovare riparo nel sottosuolo dove viene instaurata una nuova società tecnologica basata sull'edonismo e il benessere, giunti al 30° anno di età gli abitanti si devono sottoporre al rito del "carousel", una cerimonia al termine della quale si viene "rinnovati". Alcuni dissidenti credono che il rito sia un inganno mortale e cercano una via che li porti verso la superficie, sulle loro tracce ci sono i sorveglianti, il corpo speciale creato per eliminare coloro che si rifiutano di seguire le regole. Tra i sorveglianti compare anche Logan 5, un efficente agente della sicurezza che un giorno entra in contatto con la bella ribelle Jessica 6.

Il trascorrere del tempo è ingeneroso con numerosi film di fantascienza, "La fuga di Logan" rientra nella categoria e perde il confronto tecnico con altre opere dello stesso periodo(basti pensare al primo "Guerre Stellari", uscito solo un anno dopo), i grossi capitali della MGM non riescono a nascondere l'approssimazione degli scenari panoramici della città sotterranea riprodotti con miniature, mentre alcuni accorgimenti come il fuoco delle pistole laser dei sorveglianti(in originale Sandmen) o il design del robot Box sono senza rimedio ridicoli. La pellicola mantiene invece il suo fascino nel descrivere una società inquietante molto simile a quella della realtà, nel solco della migliore fantascienza vengono anticipate situazioni che nei decenni successivi si sono avverate con puntualità come il ricorso massificato verso la chirurgia estetica per ringiovanire, una pratica banale ai giorni nostri.

Tratto dal romanzo omonimo scritto da William Francis Nolan e George Clayton Johnson "La fuga di Logan" ruota sui temi universali che da sempre accompagnano l'umanità: la paura di invecchiare e il rifiuto della morte. A differenza del libro, che indica il 21° anno come l'ultimo dell'esistenza permessa nella società utopistica, nel film l'età viene alzata, anche per esigenze pratiche di cast, ai 30 anni. L'ambientazione ricavata per evocare una città sotterranea ricorda le enormi hall di certi centri commerciali con scale mobili comprese, la popolazione è composta da giovani di bell'aspetto nati all'interno di un "vivaio" in cui viene impiantata una pietra nel palmo della mano che cambia di colore nell'avanzamento dell'età, chi si avvicina ai 30 anni possiede il colore nero.

E' una società oppressiva che mantiene il potere con l'inganno, gli abitanti della città ignorano il funzionamento della tecnologia e credono che il rito del "carousel" sia un passaggio verso un altra vita, una delle sequenze più affascinanti si trova all'inizio del film e riguarda una cerimonia dai forti connotati esoterici con la disposizione degli iniziati incappucciati, come i membri di una setta impegnata in una preghiera blasfema, compaiono anche degli effetti ottici che riproducono una luce misteriosa brillante capace di attirare verso l'alto gli uomini con una lenta levitazione sino a un' esplosione corporea(mortale). Non tutti sono disposti a sottoporsi al rito, diversi sono i ribelli che credono nell'esistenza del "Santuario", un luogo situato fuori dalla città sotterranea che rappresenta la salvezza. Il personaggio di Logan 5 deve avere ispirato il Cleric interpretato da Christian Bale in "Equilibrium"(2002), il valido Michael York che lo impersona é anch'egli un agente al servizio del potere dominante con pochi scrupoli nell'attuare le punizioni previste per i ribelli, l'incontro tramite una sorta di social-network-teletrasporto(!) con la bella Jessica 6 , l'attrice Jenny Agutter("Un lupo americano a Londra"), gli svela una nuova realtà e lo convince a tentare la fuga verso la superficie.

All'inseguimento della coppia c'è un altro sorvegliante, Francis(Richard Jordan, "Dune"), l'amico di Logan deciso a ristabilire l'ordine con la forza, la ricerca dei fuggitivi lo porta verso il centro di chirurgia estetica in cui compare folgorante la bionda e compianta Farah Fawcett nel ruolo di un assistente medico, in seguito Logan e Jessica fanno perdere le tracce dopo avere attraversato il quadrante dell'eros descritto con scene di sesso di gruppo, senza dettagli espliciti, dal gusto psichedelico e libero come imponeva ancora negli anni 70 la contro-cultura giovanile.

Un altro punto a favore sono le sequenze riguardanti il mondo esterno post-apocalittico che risollevano in parte l'apparato scenografico, la città di Washington devastata dall'aggressione della vegetazione possiede tuttora una forza poco comune, qui compare il singolare personaggio "old man" impersonato dal celebre Peter Ustinov. La seconda parte della pellicola é orientata verso l'azione ma resta godibile nonostante un finale frettoloso e improbabile.

"La fuga di Logan" è stato preso come chiaro riferimento per i protagonisti, Ewan McGregor e Scarlett Johanson, del blockbuster "The Island"(2006) di Michael Bay senza contare alcune sequenze(il finale) citate di peso. Negli anni 70 è stata anche prodotta una serie di telefilm ispirata alla pellicola, inoltre si rincorre negli ultimi tempi la concreta possibilità di un remake rimandato a più riprese per i continui cambi di produzione e regia che ha visto coinvolti i nomi di Brian Singer e James McTigue. Un film dimenticato che merita una riscoperta.

Tit.originale: "Logan's Run"
paese: U.s.a.
Rating: 7/10

Commenti

Norys Lintas ha detto…
Lo avevo visto quasi quindici anni fa, allora apprezzai la magnifica città sotterranea dotata ampi spazi, scale mobili, giardini interni e dulcis in fundo arena dove i "vecchi" arrivati al loro limite si reincarnavano nello carousel.

Ieri mi hanno prestato il dvd e devo dire che rivedendolo e paragonandolo ai giorni odierni, non posso che non essere d'accordo con te. Le armi, sono in pratica delle pistole che sparano delle candele romane, (razzi simili ai bengala) per non parlare del robot Box, davvero entrambi scandalosi già all'epoca e ancora più oggi.

Ho riso molto vedendo la cerimonia del carousel, vedere una marea di persone in preda a euforia collettiva, mentre dei poveracci attirati al cielo da uno strano marchingegno e infine esplodono come delle zanzare su un apparecchio ammazza-insetti non mi sembra una cerimonia tanto solenne ed epica...

Tutto sommato la visione dei dintorni di Washington, desolati e inglobati nella natura dà davvero l'impressione di una nazione devastata da un incredibile tragedia e ritengo l'effetto di questa scena allo stesso livello della visione della Statua della Liberta nel Pianeta delle Scimmie.

Nonostante l'invecchiamento della pellicola, il film è godibile, ve lo consiglio.
Sciamano ha detto…
Wow....grazie per il tuo commento dettagliato, che condivido!