Il grande silenzio (1968)



Sconvolgente spaghetti-western diretto dal grande Sergio Corbucci.

Il rigido inverno dello Utah spinge i banditi rifugiati in montagna a scendere verso valle alla ricerca di cibo, ad attenderli ci sono gli spietati bounty killers guidati dal temibile Tigrero. Anche un misterioso pistolero, chiamato Silenzio per il suo mutismo, si aggira in zona offrendosi come sicario in cambio di denaro, il suo ultimo contratto lo porta sulla strada di Tigrero e i suoi uomini. Intanto per sedare la violenza crescente dei bounty killers giunge nella cittadina di Snow Hill un nuovo sceriffo.

Secondo solo a Sergio Leone il poco ricordato Sergio Corbucci dirige uno dei suoi migliori western, a detta di molti il suo capolavoro, dopo avere segnato il genere con il leggendario "Django"(1966) con Franco Nero e consolidato la fama di specialista con il successivo "Il mercenario" prodotto lo stesso anno de "Il grande silenzio"; nel 1970 uscirà un altro titolo fondamentale: "Vamos a matar companeros" con l'accoppiata storica Nero-Milian.

"Il grande silenzio" è un film atipico per i canoni (spaghetti)western sin dall'ambientazione innevata ricavata negli splendidi scenari delle Dolomiti, nei pressi di Cortina d'Ampezzo, che riproducono il rigido clima dello stato americano dello Utah: i cavalli affondano, letteralmente, in metri di neve fresca mentre gli uomini sono coperti da strati di pelli e sciarpe per combattere le folate di vento gelido.

Un altro elemento interessante sviluppato con esiti a dir poco felici è la figura del pistolero muto interpretato da Jean Luis Trintignant("Il sorpasso", 1962), tramite un flash-back viene svelata la causa(cruenta) che ha provocato la perdita della parola, l'attore è perfetto nel suo essere infelice e ambiguo, egli in fondo è un eroe negativo che da la caccia ai cacciatori di taglie. Invincibile nei duelli con la pistola in cui provoca l'avversario a estrarre per primo, utilizza inoltre un'arma particolare: una Mauser semi-automatica con caricatore anteriore che si può trasformare in fucile con l'innesto del calcio-fondina.

Klaus Kinski tratteggia uno dei migliori personaggi della sua prestigiosa carriera, il bounty killer Tigrero è un villain statuario per crudeltà e cinismo, un uomo freddo e calcolatore che sfrutta l'emanazione delle leggi per compiere violenze a scopo di lucro. La follia dell'attore, riportata da diverse testimonianze sui set di mezzo mondo, in questa occasione si produce, prima dell'inizio riprese, con gli insulti razzisti verso l'interprete di origini ebree Frank Wolff scritturato per il ruolo dello sceriffo Burnett, per motivare la grave uscita Kinski dice di farla apposta per instillare l'odio tra i personaggi di Tigrero e Burnett(!).

Se si vuole trovare un difetto a questo gioiello del western all'italiana è la parsimonia delle sparatorie, quelle presenti sono fulminanti e sanguinose: Silenzio ama umiliare gli avversari tranciando loro i pollici per impedire l'utilizzo delle pistole. Il pistolero muto cova una vendetta personale che sembra coinvolgere l'infido commerciante Pollicut, interpretato dal grande Luigi Pistilli, un uomo che regola il destino di Snow Hill accompagnato dal suo inseparabile aiutante Martin che ha le fattezze del mitico Mario Brega, qui senza barba. L'unica presenza benevola per il solitario Silenzio é la bella vedova di colore Pauline, un'altra caratteristica inusuale, che lo ingaggia per vendicare la morte ingiusta del marito, davvero convincente e intensa la prova dell'attrice Vonetta McGee.

(ATTENZIONE: viene svelato qui di seguito il finale della pellicola!)
E' impossibile nominare "Il grande silenzio" senza ricordare l'incredibile finale, senza dubbio il migliore momento di un film già di per sé fantastico, una spietata resa dei conti tra Silenzio e Tigrero in una notturna tormenta di neve che vede il pistolero muto, già ferito in precedenza, soccombere sotto una pioggia di proiettili sparati dagli uomini di Tigrero che si riserva di premere il grilletto un ultima volta per il colpo di grazia. Lo shock prosegue con l'esecuzione di Pauline lasciata riversa sul corpo di Silenzio e il massacro dei banditi radunati dopo un'imboscata all'interno del saloon. Difficile ricordare un film(western) dove a vincere sono i cattivi. Brutale e sconvolgente.
Esiste un finale alternativo in cui Silenzio riesce ad avere la meglio, ma il girato è talmente deludente e frettoloso che la produzione, ai tempi, preferisce mantenere la conclusione originale che tutti conoscono. Le bellissime musiche sono di Ennio Morricone, ma cosa si vuole di più?

paese: Italia
Rating: 9/10

Commenti

Anonimo ha detto…
..e pure IL GRANDE SILENZIO non poteva!
chris-
Anonimo ha detto…
#non poteva mancare.. la frenesia mi buca le mani... :D

oh sciama, controllavo in giro ma pare che questo film è difficile da reperire in italia, su thrauma pare che lo danno solo import. Dato che campo ancora con il divX mica sai niente su una versione ita del film.. sennò mi tocca prende l'import..
grazie in anticipo

CHRIS
Sciamano ha detto…
la versione italiana che conosco io é quella passata in tv!(diversi anni addietro...). Si può sperare nell'uscita in dvd, ultimamente anche i western italiani(anche rari) vengono editati...sperem....