Kung Fusion (2004)



Incredibile kung fu comedy ricca di effetti speciali e trovate geniali diretta e interpretata da Stephen Chow.

Shangai, anni 40. La città vive sotto la minaccia delle gang criminali , la più temibile e influente è quella denominata delle Asce. Solo in alcuni quartieri periferici è possibile vivere una vita tranquilla senza crimine; Sing e l'amico Bone, in cerca di soldi, pensano bene di sfruttare la situazione e farsi passare come membri della gang ma non hanno fatto i conti con i residenti di un popoloso caseggiato, tra le cui fila si nascondono dei formidabili maestri di arti marziali. Tutto si complica quando sul luogo arrivano i veri componenti della gang delle Asce.
Considerato un idolo assoluto in patria(Hong Kong) per una serie di commedie-parodie di enorme successo, Stephen Chow agguanta il consenso internazionale con "Shaolin Soccer"(2001), un action-comedy mirabolante sul mondo del calcio, pochi anni dopo il regista-attore-produttore arriva a realizzare quello che forse è il culmine della sua carriera: il film di arti marziali "Kung fu hustle". Stephen Chow con le sue opere riesce dove gli altri falliscono, ossia catturare fasce di pubblico differenti con uno spettacolo sfaccettato, denso di umorismo, riflessioni socio-politiche, azione coinvolgente, il tutto condito con un tocco leggero fanciullesco ai confini della poesia. "Kung fu hustle" non è altro che l'apoteosi di questa visione filtrata con il cinema delle arti marziali.

Negli ultimi tempi Stephen Chow ha contaminato il suo cinema con massicce dosi di computer grafica non sempre eccelsa, l'inventiva dell'autore determina la perfetta funzionalità degli effetti digitali concepiti per ricreare stupefacenti momenti, degni di un cartoon della serie Looney Tunes, anche in "Kung fu hustle" i personaggi compiono azioni incredibili: in una sequenza Sing corre a una velocità impossibile, superando le auto lungo la strada mentre è inseguito da una donna furibonda. Come è facile immaginare sono però i combattimenti a beneficiare in larga parte di questa attitudine, con coreografie sempre più esagerate e potenti, libere di scatenare la fantasia pura di Chow unita alla maestria tecnica del celebre martial-art-director Yuen Woo Ping, reduce dai freschi successi della trilogia di "Matrix" e della collaborazione con Tarantino per "Kill Bill Vol.I e II". La pellicola è densa di lotte, da ricordare almeno quella immersa in un'atmosfera fantasy-dark con l'arrivo di due killer "armati" di uno strumento musicale che, fatto vibrare, scatena dei demoni incorporei letali per gli avversari. Irrompe all'improvviso anche la violenza e se non fosse per il taglio da cartoon alcune sequenze (es. quella del pugno...in faccia) potrebbero davvero turbare.

Stephen Chow è il protagonista, il simpatico Sing, ma riesce a defilarsi sempre al momento giusto per dare spazio a una galleria di comprimari esilaranti, a partire dal suo grasso e maldestro(fantastica la scena del lancio dei coltelli!) compare, i membri spietati e allo stesso tempo buffi della gang Axe(c'è anche Sem Luet), la coppia marito(lui è il mitico Yuen Wah) e moglie che passano la giornata a massacrarsi, in senso letterale, di botte, il combattente-sarto con movenze effeminate, ecc. "Kung fu hustle" è una perfetta macchina-citazionista che tritura numerose pellicole con disarmante naturalezza, "Matrix Reloaded" sembra essere il titolo preso in maggiore considerazione, nelle sequenze degli scontri di massa, in cui i contendenti vengono scaraventati in aria per decine di metri a colpi di micidiale kung fu, si può riconoscere anche il richiamo a "Batman" quando il segnale-bengala della gang disegna nel cielo una ascia stilizzata, in una sequenza ambientata nel carcere Sing percorre il corridoio delle celle come Jodie Foster ne "Il silenzio degli innocenti" e subisce l'allucinazione di una cascata di sangue simile a quella vista in "Shining".

Non manca l'auto-citazione di "Shaolin Soccer", Sing palleggia come un fuoriclasse con una palla prima di schiacciarla e dire "no more soccer/basta con il calcio", i kung fu degli anni 70 con gli uomini armati di accetta sono ugualmente evocati, splendido da questo punto di vista il prologo segnato da un incedere musicale swing-noir che vede la gang improvvisare un sorprendente balletto. In poche parole "kung fu hustle" si permette una serie di contaminazioni infinite sino a spingersi alla storia d'amore(platonico) di Sing e una bella gelataia, conosciuta da bambino nel corso di un'aggressione di bulli, e mette alla berlina il potere corrotto ottenuto con l'arroganza e il crimine.

Splendido il finale che vede Sing, entrato in possesso della forza interiore/marziale del predestinato, confrontarsi contro un'orda di scagnozzi delle gang e, soprattutto, contro "The Beast", un super-assassino al soldo dei criminali, fantastica la sua prima entrata in scena in mutande e ciabatte(!), per uno scontro spettacolare con elaborate coreografie di combattimenti "1 contro 10" ambientati nel cortile di un condominio popolare, demolito a colpi devastanti di kung fu e energia sprigionata da tecniche segrete: effetti speciali a profusione descrivono un volo ai limiti dell'atmosfera, nella successiva ricaduta Sing si straccia le vesti e mostra un fisico-postura in ricordo di Bruce Lee, un'ispirata chiusura del cerchio che abbraccia il cinema delle arti marziali degli ultimi 40 anni.
Capolavoro.
P.s. si consiglia la versione originale sottotitolata, pare che il doppiaggio italiano sia atroce.

Tit.originale: "Kung fu hustle"(ingl.)
paese: Cina/Hong Kong
Rating: 10/10

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Commenti

Norys Lintas ha detto…
Bellissimo film, anche se lo si apprezza maggiormente con il doppiaggio originale...
Attenderò con gusto una probabile edizione limitata in blu-ray, l'edizione in dvd è stata molto bella ma non ho fatto in tempo a comprarla.
Sciamano ha detto…
Si!...un film magnifico.
I film orientali vanno gustati in lingua originale sottotitolata. Il doppiaggio non rende (quasi)mai giustizia.