La tredicesima vergine (1967)




Horror gotico tedesco con protagonista il leggendario Christopher Lee.

Il Conte Regula viene condannato a morte per lo spargimento del sangue innocente di giovani donne, spillato per una folle ricerca dell'immortalità. Regula prima dell'esecuzione getta una maledizione sugli eredi dei suoi persecutori e giura vendetta. Trascorrono alcuni decenni, un uomo e una donna ricevono l'invito a raggiungere un misterioso castello, ritenuto stregato dalla popolazione locale, incurante delle superstizioni la coppia si reca sul posto.
"La tredicesima vergine" è uno dei rari esempi di horror giunti dalla Germania negli anni 60, a dire il vero bisogna andare indietro ai tempi dell'Espressionismo per trovare titoli rilevanti prodotti nel paese teutonico, un'opera suggestionata dal cinema di Roger Corman e Mario Bava, i riconosciuti maestri del filone gotico. L'intenzione è quella di dare inizio a un ciclo horror-gotico che invece viene stroncato sul nascere dallo scarso afflusso di pubblico e per l'esaurimento ormai prossimo del filone, coinciso più o meno con la fine degli anni 60, fatale per la stessa celebre Hammer ormai in declino. Il film resta per gli appassionati una gemma irrinunciabile, costruita con grande professionalità e segnata dalla magnetica interpretazione di Christopher Lee che, ai tempi, recita in lingua tedesca il ruolo del Conte Regula.

Il prologo è un chiaro e riuscito omaggio a l'incipit di "La maschera del demonio" di Mario Bava, anche in questa occasione un essere malvagio condannato a morte lancia una maledizione ai sui persecutori, un ulteriore omaggio al film italiano è costituito da una maschera chiodata al suo interno, schiacciata sulla faccia di Christopher Lee. La fotografia è smagliante nei colori e ritrae una deliziosa cittadina della Baviera riversa in piazza per assistere a un'esecuzione piuttosto cruenta: Regula viene squartato dalla forza di quattro cavalli a cui è legato agli arti, vicino si staglia l'inquietante presenza di un boia-energumeno dal cappuccio rosso. "La tredicesima vergine" resta ancorato alla tradizione del passato, il film è infatti una libera interpretazione de "Il pozzo e il pendolo" del celebre scrittore Edgard Allan Poe, richiamato in diverse sequenze di tortura all'interno delle segrete di un vecchio maniero con l'immancabile pendolo a lama abbassato verso la vittima designata e una stanza con un pozzo profondo.

La pellicola viene ricordata anche per le splendide scenografie in gran parte ricavate in esterni, uno dei momenti migliori è l'avvicinamento notturno della carrozza dei protagonisti verso un castello abbandonato, un macabro percorso attraverso una foresta tappezzata di cadaveri impiccati e improvvise visioni di braccia e mani fuoriuscite dai tronchi degli alberi. Gli interni del castello sono più convenzionali ma anche qui non mancano tocchi lugubri con pareti tempestate di teschi e fosse piene di serpenti. La storia in fondo è esile, il "solito" male che ritorna a vivere, ma è funzionale alla regia di Harald Reinl che predilige l'aspetto visivo-cromatico dei colori molto vicino ai migliori film gotici italiani. Regula-Lee dopo il prologo riappare verso la conclusione rinchiuso dentro una teca di vetro, il suo maggiordomo-servitore lo risveglia con un elisir preparato anni addietro con il sangue di vergine, ma non basta per consentire l'immortalità, egli ha bisogno di un'ultima vittima: la tredicesima vergine, la baronessa Lilian attirata con l'inganno.

Il cast si riduce a un pugno di attori, oltre al malefico duo con il Conte Regula, nome che sottointende il tema vampirico del celebre Dracula, e il maggiordomo Anatol(Carl Lange), che scopriamo essere un morto vivente dopo una prima memorabile apparizione in una locanda andata a fuoco, compare la coppia protagonista con la baronessa Lilian, la sensuale attrice Karin Dor moglie del regista Reinl, e l'avvocato Roger Mont Elise interpretato da Lex Barker(Tarzan in alcuni film alla fine degli anni 40) fatti giungere al castello in quanto discendenti dei persecutori del conte. A loro si uniscono una biondina con le trecce, la serva della baronessa, e un prete che in realtà nasconde una doppia-identità.

Christopher Lee quando irrompe ruba la scena, il suo intento è quello di portare la vittima sacrificale a un livello di paura e sofferenza tale da scatenare un desiderio di sopravvivenza e vitalità, ideale per la mistura di sangue necessario allo stato della "non morte". Bella la sequenza-iconica in cui Regula brandisce minaccioso una mannaia ma dura poco per consentire il prevedibile finale. Nel dvd italiano, ricco di extra, si segnala una lunga intervista-monologo di Christopher Lee che dimostra di essere, oltre un attore straordinario, anche una persona speciale, davvero commovente la parte dedicata all'amico-collega Peter Cushing. Da avere.

Tit.originale:Die Schlangengrube und das Pendel(Tedes.)
Paese: Germania
Rating: 7/10

Commenti

elgraeco ha detto…
Caro Sciamano, sulla cinematografia anni '50 e '60 sei irraggiungibile. La parte più interessante dell'articolo, però, è quella dove si fa riferimento al fallimento del genere horror in Germania. Un discorso da approfondire, magari messo a confronto con il nostro cinema che, al contrario, in quegli anni ha conosciuto veri maestri...
Sciamano ha detto…
In verità ho un sacco di lacune....ma per vedere tutti i film non basta una vita!
Gli anni 60 italiani sono incredibili, idem i 70(neh!).
La Germania ha fatto davvero pochino in quel periodo, sento parlare spesso dei western tedeschi ma non ricordo di averne visto manco uno....da approfondire sicuramente. Ciao.
Matteo Poropat ha detto…
Sto iniziando a recuperare i film con Lee, dopo averlo visto e sentito al festival della fantascienza a Trieste.
Validissima l'affermazione finale del tuo articolo: Lee è davvero una persona di caratura non comune, prima di essere un incredibile attore.
Sciamano ha detto…
Ciao Matteo!(ho approfittato per far visita ai tuoi blog!)....Lee ha fatto una valanga di film(mi sembra oltre 150!?!), anzi posso dire che la maggior parte mi mancano!
Se interessa nel dvd c'è anche Lee che legge "Il pozzo e il pendolo", in inglese sottotitolato con la sua fantastica voce profonda....a dir poco notevole e atmosferico.
Alex McNab ha detto…
Bell'articolo, ma questa non è una novità!
Il film è davvero meritevole, e ciò che scrivi su Lee andrebbe scolpito pietra.
Riguardo al cinema horror tedesco, ricordo moooolto vagamente dei b-movie sugli zombie, estremamente splatter e a basso costo. Ne sai qualcosa?

PS: scusa l'ot!
Sciamano ha detto…
Grazie McNab!
Horror tedeschi con zombi?...su due piedi non mi sovvengono(?), sono passati tanti anni ma i più famosi horror tedeschi restano ancora gli splatter vari "Nekromantik", "Violent Shit", ecc. degli anni 80....di recente ricordo "tears of kali"(notevole), ma sono sicuro che dimentico qualcosa(Uwe Boll??!!)
Alex McNab ha detto…
Ecco, l'ho trovato! è questa robaccia qui: http://www.filmscoop.it/film_al_cinema/zombie90extremepestilence.asp

Ovvero "Zombie 90 Extreme Pestilence".
Un titolo una garanzia! :-P
Sciamano ha detto…
Una "perla" dal regista di "Violent Shit"....mai visto! ciao