Hiruko The Goblin (1991)




Il secondo film(horror) del visionario regista Shinya Tsukamoto.

Nei sotterranei di una scuola il professore Yabe e la studentessa Reiko scoprono una grotta che conduce a un antico tumulo, all'improvviso i due vengono aggrediti da una strana entità. Intanto Masao e i suoi amici raggiungono l'edificio, chiuso per le vacanze estive, in cerca della ragazza che sembra sparita nel nulla. Qualcosa rimasta imprigionata per secoli è uscita dal sottosuolo per spargere una nuova progenie mostruosa, sul luogo è giunto anche un eccentrico archeologo, invitato dal professore Yabe, munito con strani macchinari in grado di percepire presenze ultraterrene.

Atteso alla seconda prova, dopo il folgorante esordio cyberpunk "Tetsuo l'uomo d'acciaio"(1988), il regista Shinya Tsukamoto ripiega verso atmosfere più riconoscibili e vicine alla tradizione dei "fantasmi orientali", un'avventura horror che sembra uscita da un manga sanguinolento. L'autore è già concentrato al sequel "Tetsuo II: The Body Hammer"(1992), mentre "Hiruko The Goblin" appare come un'opera "alimentare" meno personale forse, ma diretta con grande divertimento e vivacità. Un titolo importante, almeno in Italia grazie a lungimiranti passagi tv("fuori orario"), che ha fatto da apri-pista all'invasione degli horror orientali iniziata nei tardi anni 90.

"Hiruko The Goblin" affonda nelle leggende di antiche divinità maligne del Giappone e, allo stesso tempo, omaggia il cinema fanta-horror americano degli anni 80, Tsukamoto dimostra di apprezzare la serie "Evil Dead" di Raimi, a un certo punto salta fuori anche una moto-sega, con soggettive velocizzate che ritraggono i movimenti di creature inquietanti che hanno la forma di teste umane mozzate, munite di enormi zampe da aracnide, proprio come in una delle scene più sconvolgenti di "La Cosa" di John Carpenter. Il teatro della vicenda è una scuola deserta immersa in una zona collinare lussureggiante, Masao insieme a due amici raggiunge affaticato dal caldo la struttura chiusa per le vacanze, i ragazzi indossano ancora la divisa da studente cosi come Reiko, la ragazzina di cui Masao è innamorato, intravista di sfuggita con un altro compagno.

Accade uno strano fenomeno: Masao subisce delle tremende esplosioni cutanee, a forma di volto umano, sulla schiena che ricordano una situazione vista nel "Devilman" di Go Nagai. I tre amici penetrano nelle aule della scuola ma vengono attaccati da forze misteriose, Masao si ritrova solo e viene salvato in extremis da Hieda, l'archeologo sopra le righe intravisto nel prologo, insieme formano la coppia protagonista della pellicola in lotta contro le forze del male. Il personaggio di Hieda introduce una vena di follia che stempera la tensione, si presenta con strani apparecchi-radar, una versione ironica di quelli visti in "Aliens Scontro Finale", in grado di percepire la vicinanza di entità mostruose e di un bastone-ombrello che rilascia buffe scariche elettriche. Come se non bastasse utilizza una bicicletta per improbabili fughe nei corridoi della scuola.

I momenti horror sono congegnati con classe, si ricorda l'omicidio di uno dei due amici di Masao, nelle cucine dello stabile, alle prese con delle padelle sparse per terra che nascondono una brutta sorpresa: finirà decapitato con un geyser di sangue impressionante. La graziosa Reiko ricompare "trasformata", preceduta dalla sua voce intenta a eseguire una dolce canzone(che diviene il main-theme della pellicola), la ragazza è la personificazione di Hiruko, un demone sanguinario, capace di soggiogare la mente della vittima e indurla al suicidio, anche Masao viene irretito dalla soave melodia e cade in trance, una sequenza che raffigura un incontro sognante, accecato da luci e colori bianchi, con la sua amata che si trasforma presto in incubo.

Nei paraggi si aggira anche il vecchio custode, l'uomo conosce la sventura che sta per riversarsi sulla terra, i due eroi non si perdono d'animo e cercano l'entrata del tumulo per richiuderlo tramite una preghiera-incantesimo, scoprono che la scuola è il centro di un enorme schema di contenimento creato in antichità per contrastare i demoni. Gli effetti speciali sono (quasi)tutti eseguiti con animatronics, si possono notare diversi creature-ragno meccaniche e strani mostriciattoli xenoformi ammassati in una nidiata infernale nel sottosuolo, gli uomini-mostro utilizzano anche una lingua-verme degna delle larve-organiche de "Il demone sotto la pelle". Verso il finale "Hiruko The Goblin" sfodera insolite digressioni poetiche: la testa-ragno immersa nello stagno baciato dal chiaro di luna, il volo delle vittime trasformate in spiriti-nuvole simili allo pseudopode visto in "The Abyss" di Cameron.

Tit.originale: "Hiruko The Goblin"(Intern.)
paese: Giappone
Rating: 7/10

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Commenti

simone corà ha detto…
Il mio Tsukamoto preferito. :)
Sciamano ha detto…
ma dai?...il mio Tsukamoto preferito forse é "Tetsuo II", ma con vergogna ammetto che mi mancano da vedere alcuni suoi(ormai vecchi) film!
ciao