Zombi 3 (1988)



Produzione travagliata attribuita a Lucio Fulci che condivide la regia con Bruno Mattei e Claudio Fragasso.

Filippine, un commando penetra in una base scientifica-militare per mettere le mani sul misterioso "death one", una nuova arma batteriologica, dopo un concitato scontro armato uno degli intrusi riesce a dileguarsi con una valigia contenente le preziose bustine del letale composto. Un elicottero si alza in volo all'inseguimento del fuggiasco che viene centrato da alcuni colpi di proiettili, l'uomo entra a contatto con la sostanza fuoriuscita dalla valigetta: inizia cosi un incontrollato contagio che trasforma le persone in zombi. Le autorità militari per contenere la catastrofe iniziano un massacro indiscriminato nei territori circostanti, in poco tempo infestati da zombi, in cui pochi sopravvissuti tentano di trovare una via di fuga.
Sul finire degli anni 80 il cinema di genere italiano è già in piena agonia, anche un grande come Lucio Fulci è costretto a ripiegare su film dai budget sempre più modesti, il progetto ambizioso cullato per anni intitolato "Zombi 3D" viene ridimensionato in "Zombi 3" e girato nelle Filippine, paese scelto per aggirare le evidenti difficoltà economiche. La crisi dell'horror nostrano si acutizza anche per la discutibile critica dell'epoca, e non solo, che utilizza compiaciuta termini infelici come "trash" per bollare le produzioni povere e non più al passo con gli standard elevati, imposti dai modelli americani. "Zombi 3" entra nel calderone delle pellicole da evitare assolutamente, salvo poi prendersi una piccola e tardiva rivincita negli omaggi-citazioni ricevuti da alcuni dei più importanti zombie-movies recenti.

La sceneggiatura di Claudio Fragasso si basa sul soggetto da lui stesso ideato, un delirio pieno di incongruenze che si attiene al modello riconoscibile de "Il ritorno dei morti viventi"(1985), con una sostanza militare batteriologica fuori controllo, in più di un'occasione i personaggi compiono azioni assurde e come se non bastasse gli scenari assumono connotazioni post-apocalittiche ingiustificate come il resort, in cui giungono alcuni superstiti, abbandonato e sommerso da piante rampicanti, uno stato di degrado possibile solo dopo un ragionevole arco di tempo trascorso quantificabile in mesi o addirittura anni. Questo non pregiudica, siamo pur sempre in un film di zombi dove tutto è permesso o quasi, l'aspetto di puro intrattenimento capace di favorire sequenze ormai "storiche" per il genere, in particolare si ricorda un attacco di uccelli-zombi ai danni di un camper-pulmino, sequenza ripresa in "Resident Evil Extinction"(2007) con l'aiuto massiccio della computer grafica, qui al contrario, vi sono dei poveri e veri volatili un po' malconci. Micidiale la comicità involontaria di una battuta: "presto, la mia amica è stata colpita da un uccello!".

Un altro momento indimenticabile è ambientato nella cucina del resort dove una coppietta giunge per mettere qualcosa sotto i denti, dal frigorifero salta fuori una testa-zombi che si avventa sul volto del ragazzo, un effetto esagerato degno della serie "Evil Dead". Il virus intanto imperversa inarrestabile nella popolazione colpita da pustole disgustose sui volti, le persone si trasformano in zombi assetati di carne fresca, si accorge della situazione anche una biondina(Beatrice Ring) su una spider che cerca dell'acqua per il fidanzato ferito da un uccello-zombi, la ragazza si ferma in un distributore di benzina cadente, un'altra location che si è rivista in circostanze similari nel già citato "Resident Evil Extinction", al suo interno ci sono degli zombi infoiati abili anche nel maneggiare il machete. Il nucleo di protagonisti è composto però da un trio di militari in jeep che nel prologo vediamo, tra battutacce a sfondo sessuale pesanti, abbordare un nugolo di ragazze stipate nel pulmino poi aggredito dagli animali impazziti. Tra gli sbragati soldati si riconosce Massimo Vanni(Bo), noto caratterista del cinema bis italiano, uno dei suoi compagni è Deran Sarafian(Ken), figlio del regista Richard C. Sarafian, a sua volta regista di b-horror("Alien predator", 1987) e al centro nel finale di pellicola di una sequenza-plagio di "Platoon"(1986).

Anche Zack Snyder per il suo "L'alba dei morti viventi"(2004) deve essersi ricordato di "Zombi 3" dove, oltre a uno zombi senza gambe, ripropone la "famosa" sequenza della partoriente contaminata, anche se bisogna dire che nel caso del film italiano, forse per mancanza di soldi, non viene sfruttata in pieno la potenzialità della scena. Gli attori principali sono tutti di origine occidentale, si intravedono degli improbabili scienziati interloquire con dei capi militari nella plateale intenzione di rievocare "Il giorno dei morti viventi"(1985) di Romero, mentre la maggior parte degli infetti/zombi sono comparse del posto, ricoperte da un make up purulento da due lire ma miracolosamente efficace, sono decine di creature mostruose falciate da formazioni dell'esercito in tenuta anti-batteriologica e maschere antigas.

"Zombi 3" è un pasticcio produttivo: il girato di Fulci risulta troppo breve, pare che il regista abbandoni il set per questioni di salute, si racconta anche di incomprensioni artistiche con lo sceneggiatore Claudio Fragasso, la pellicola viene quindi ultimata dallo stesso soggettista con la collaborazione del suo "maestro" Bruno Mattei. La mano di Fulci si riconosce nella costruzione dell'atmosfera, segnata da continue cortine fumogene che danno i migliori risultati nelle sequenze notturne, molte delle quali potrebbero avere influenzato "Planet Terror"(2007), del resto l'intento di Rodriguez è proprio quello di omaggiare-ricordare "filmacci" come "Zombi 3". Il gruppo di militari insieme ad altri superstiti tentano di fuggire dalla zona, oltre agli zombi devono affrontare anche le forze dell'esercito con l'ordine di massacrare ogni forma vivente, le scarne informazioni sulla situazione della crisi vengono irradiate da un dj cieco, forse ricalcato sulla figura del personaggio di Adrienne Barbeu in "Fog"(1980), che appare ogni tanto appollaiato in una torre radiofonica sino al finale "a sorpresa".

Nonostante gli enormi limiti è a suo modo un piccolo classico del filone "zombi", non per tutti i palati, ma con in serbo tanto divertimento, disponibile il dvd spagnolo della Filmax con l'audio in italiano.

Paese: Italia
Rating: 7/10

Articoli collegati:
Conquest
E tu vivrai nel terrore ....L'Aldilà
Rats - Notte di terrore

Commenti

Norys Lintas ha detto…
Ricordo ancora con piacere questa pellicola, la quale è riuscita a strapparmi sonore risate in tante occasioni, anche se questo (ahimè) non era l'obiettivo del film.
Onestamente preferisco di gran lunga Zombie 2, chissà se un giorno, noi italiani ritorneremo a sfornare "perle" al pari degli anni 80.
Io intanto aspetto, non si sa mai...
simone corà ha detto…
Tutto ciò che tocca Bruno Mattei in fondo è un capolavoro! :-p
Sciamano ha detto…
"Zombi 2" é splendido, nella mia zombie-movie top five...questo "zombi 3" strappa almeno un paio di risate, ci stanno bene a mio avviso, anche se non sono da imputare a Fulci.

Il tocco di Bruno Mattei si nota eccome!...Fragasso ci mette, purtroppo, del suo ma su tutti si impone Fulci, insomma da non perdere.
Cerosky ha detto…
Ho un ricordo tremendo di questo film, arrivare alla fine fu una vera via crucis.Ed ero partito con la prospettiva di farmi quattro risate.Però come dici tu ha i suoi momenti.

Un altra sequenza tremendamente non-sense è quella del tizio (che poco dopo verrà crivellato di colpi dai militari) che si mette a inseguire un pollo spuntato non si sa da dove.

Pellicole del genere sono perfette per le serate estive con amici, frittatona di cipolle, familiare di Peroni ghiacciata e rutto libero (cit.)!
Sciamano ha detto…
si-si...uno dei superstiti insegue una gallina(?) per poi finire in una brutta situazione, sono gli espedienti della sceneggiatura di "ferro"(LOL!!!) di Fragasso.
Alex McNab ha detto…
Purtroppo... lo ricordo di una bruttezza quasi insostenibile.
A suo modo sublime, ma come trash-movie :)
Sciamano ha detto…
sono allergico al termine "trash", comunque capisco quando dici sublime :D:D!
simone corà ha detto…
Il trash è un po' una religione, e Bruno Mattei ne è la divinità da adorare. :)
Sciamano ha detto…
Onore a Bruno Mattei!