Tron (1982)



Fantascienza cyberpunk anni 80 targata Walt Disney.

Lo sviluppatore di giochi elettronici Flynn è stato derubato di alcuni preziosi progetti informatici da una potente industria tecnologica. Con l'aiuto di una coppia di giovani Flynn riesce a intrufolarsi in un edificio della ditta al fine di trovare le prove del furto avvenuto, l'uomo però deve vedersela con il Master Control Program, un'intelligenza artificiale preposta contro le intrusioni che, con un raggio laser, lo colpisce risucchiandolo all'interno dei suoi circuiti. Flynn si ritrova riprodotto come "avatar" dentro un mondo nuovo e sconosciuto, in cui i programmi hanno fattezze umane al servizio degli ordini imposti dal MCP.
In un'epoca sempre più frenetica e vogliosa di novità, che considera "vecchio" ogni creazione artistica/fenomeno nata/sviluppato solo pochi anni prima, un film come "Tron" datato 1982 viene visto come un "manufatto preistorico" della fantascienza. Eppure nelle sue visioni tecnologiche e iconografie futuristiche, ormai sorpassate dal progresso inarrestabile, risiede il fascino dei primordi di una nuova era, dal potenziale enorme, intorno al concetto di unione tra il mondo reale e virtuale che di recente ha conosciuto una delle sue tappe più significative con "Avatar"(2009) di James Cameron. "Tron" è un film non sempre coinvolgente ma capace di aprire nuovi orizzonti come poche altre opere negli anni 80 hanno fatto, un'influenza riconoscibile in buona parte della fantascienza seguente: "Matrix"(1999) per citare uno dei più celebri esempi.

La trama è più che interessante anche se priva di una tensione drammatica accettabile, colpa imputabile in gran parte alla sceneggiatura del poco esperto Steven Liesberger occupato anche in cabina di regia, l'entrata del protagonista Flynn, interpretato da un ancora giovane e valido Jeff Bridges("Starman"), nel mondo virtuale dei computers giunge senza pathos e con scarse motivazioni. Il merito di "Tron" è l'introduzione massiccia dei primi ritrovati della computer grafica, ingenui quanto si vuole ma già ben amalgamati con gli interpreti in carne e ossa, un vero progetto pionieristico e ambizioso non del tutto recepito bene dal grande pubblico, piuttosto tiepido, aspetto che induce la casa di produzione Walt Disney a stare alla larga dai film live-action nella decade successiva.

Dal punto di vista spettacolare "Tron" può vantare una delle scene più famose dell'intero genere: la corsa delle Light Cycle nel percorso virtuale reticolato della matrice, un momento action concepito per intero con gli effetti speciali, mai visto prima, con al centro delle moto iperveloci guidate dai protagonisti e attrezzate per compiere le ormai leggendarie curve a 90°. La prima parte di pellicola, in cui compaiono diverse scene ambientate nella realta, è la migliore, può sembrare un paradosso, si intravede anche uno dei "luoghi sacri" degli anni 80, la sala-giochi, in cui Flynn è intento a smanettare ai comandi di un videogame per frantumare il record del punteggio(può esistere qualcosa di più "anni 80" di questa scena?). Nei primi minuti si presentano anche il losco direttore della Encom, David Warner nel ruolo del villain della pellicola, al posto di comando dietro una scrivania enorme con funzioni touch-screen, oggetto hi-tech che fa ancora la sua figura, e la coppia formata da Alan e Lora, dipendenti della ditta, amanti e amici di Flynn che si scopre essere l'ex della ragazza.

Tutti i protagonisti si ritrovano con un alter-ego, ma visto i tempi meglio dire "avatar", che riproduce un programma creato per interagire all'interno dei circuiti del cervellone elettronico della Encom, per semplificare si è optato nella suddivisione in programmi "buoni" soggiogati contro il loro volere e i "cattivi" agli ordini del dittatore MCP, i primi hanno sulle tute e caschi i colori blu mentre i secondi si distinguono per la tonalità rossa, la colorazione fosforescente al neon è un'altra caratteristica indimenticabile di "Tron", ostentata anche nelle ambientazioni al punto che dopo anni il primo ricordo legato al film è proprio questa luminescenza continua e psichedelica.

Il personaggio Tron è in realtà l'avatar di Alan, l'attore Bruce Boxleitner, guida della resistenza dei programmi ribelli contro la prepotenza del MCP che li costringe alla sfida in mortali giochi, come in un videogame, dentro a strane arene oppressive in cui i concorrenti lottano lanciandosi sfere di energia. Interessante notare come il mondo sintetico riproposto assomigli a una sorta di iper-spazio solcato da astronavi, ricco di scontri e inseguimenti con macchinari fantascientifici, tutti rigorosamente creati in computer grafica, squadrati nel design e poveri nella loro essenzialità se visti oggi. In questo freddo scenario elettronico, che ha forse il torto di essere ripetitivo, si intravede la bellezza da pin up della bionda Cindy Morgan, famosa per il serial tv "Falcon Crest", la ragazza contesa tra Alan e Flynn.

Nel corso degli ultimi decenni "Tron" ha conquistato il rispetto di buona parte della critica e non sono pochi gli appassionati di fantascienza che lo considerano un'opera seminale, presupposti che hanno preparato il terreno all'imminente sequel, "Tron Legacy", annunciato per gennaio 2011 girato in 3D con un budget di produzione faraonico, pellicola che segna il ritorno gradito di Jeff Bridges tra gli interpreti principali e di Liesberger, questa volta solo come sceneggiatore-produttore.

Tit.originale: "TRON"
paese: USA
Rating: 7/10

Commenti

elgraeco ha detto…
In effetti TRON è una pietra miliare. Non proprio perfetto, ma dalle incredibili potenzialità. Come molti film Disney del periodo (vedi The Black Hole), a mio avviso è in bilico, il classico "vorrei, ma non posso", soprattutto in riferimento alla mancata tensione drammatica o all'assenza di particolari scene di pathos.
Sciamano ha detto…
Si, concordo!...infatti vedo di buon occhio il sequel, potrebbe colmare i difetti del film originale.
p.s: Black Hole spero di rivederlo prima o poi.
ciao
hakhap ha detto…
Ciao Sciamano! Ho appena terminato di vedere Tron Legacy e ho voluto subito vedere se avevi recensito il meraviglioso TRON del 1982.
Seppur non esente da difetti io amo profondamente questo film, lavoro nel settore informantico e sono un adoratore del retrogaming per cui ogni riferimento agli epici programmi\giochi degli anni '80 mi emoziona sempre.
Ho atteso per anni il sequel ed in parte mi ha emozionato ma non mi ha convinto del tutto. Certo ci sono alcuni momenti che sanno di epico e nostalgico uniti alla consapevolezza che quell' epoca videoludica non tornerà più, devo rivederlo ancora per giudicarlo meglio anche se non subito. Scusami se mi sono dilungato.
Un salutone!
Sciamano ha detto…
"Tron Legacy" mi é piaciuto abbastanza (ho fatto una rece su Cinemaz), peccato x la storia/sceneggiatura debole, dal punto di vista tecnico-visivo é fantastico. Vedremo il terzo capitolo come sarà. Questo del 1982 é un piccolo cult, ciao;)