All the boys love Mandy Lane (2006)



Uno dei rari slasher recenti americani che vale la pena vedere.

Mandy Lane è giovane, bella e adorabile, ogni ragazzo della scuola desidera un appuntamento con lei mentre le ragazze ammirano in silenzio la sua sfrontata abilità nell'avere tutti ai suoi piedi. Mandy non si vanta affatto di questa situazione, anzi, sembra timida e respinge numerose avances, per darsi una scossa la ragazza accetta di seguire un gruppo assortito di nuovi amici verso un ranch in campagna. Nel luogo isolato però è in agguato un pericoloso assassino che comincia a falciare le giovani vite.

L'adolescenza è una brutta bestia per tutti, "All the boys love Mandy Lane" suggerisce che non solo gli "sfigati" e i meno appariscenti hanno problemi, anche chi è al centro dell'attenzione come la bella Mandy Lane deve sapere come muoversi nei paludosi rapporti tra teenagers, bravi quasi quanto gli adulti a costruire gerarchie e leggi non scritte impossibili da infrangere. Il regista Johnatan Levine si immerge nella tipica ambientazione scolastica americana fatta di cheerleaders e bullismo, un mondo che l'horror ha frequentato in maniera talmente massiccia(si pensi agli anni 80) da avere inflazionato il genere che, quasi sempre, confluiva nello slasher come in questo caso del resto. Un barlume di originalità è il punto di vista della bella di turno, di solito una figura decorativa e superficiale, qui abbiamo l'attrice Amber Heard nello splendore della giovinezza, perfetta nel ruolo di Mandy Lane, la rivedremo nel prossimo atteso nuovo film di John Carpenter: "The Ward"(2010).

Uno degli elementi più apprezzabili è l'unione tra la colonna sonora e le immagini, il prologo introduce bene il succo del discorso con la camminata di Mandy Lane, non manca anche un bel primo piano sulle sode chiappe della ragazza, nei corridoi della scuola che paralizza un po' tutti sulle note di "in anticipation of your suicide" dei Bedroom Walls, un titolo sinistro per una canzone in apparenza dolce e sognante. Nel finale viene utilizzata la famosa "Sealed with a kiss" di Bobby Vinton, con egregi risultati, sino ai titoli di coda che mostrano le foto stilizzate di tutti i protagonisti. Per il resto c'è spazio anche per le Go Go's, Peaches, The Earlies, ecc. I primi minuti servono per fare conoscenza dei vari personaggi che ruotano intorno alla vicenda, in gran parte sono ragazzotti con poco cervello e voglia di sballare e un paio di ragazzine fashion-victim; c'è anche il tempo di assistere a un incidente mortale di un tipo mezzo ubriaco, saltato da un tetto verso la piscina per farsi notare da Mandy Lane, cosa non si fa per questa bellezza. Testimone dell'accaduto è lo strano Emmet(Michael Welch, "Twilight"), complessato per il fisico gracile e attratto come tutti da Mandy che sembra accettarlo almeno come amico.

Mandy incarna non solo la bellezza ma anche una forza interiore poco comune, la ragazza infatti rifiuta le droghe e non sembra gradire le facili promiscuità dei compagni, un atteggiamento che fa letteralmente impazzire tutti quelli che le ronzano intorno, la Heard è brava a comunicare queste sensazioni anche solo con uno sguardo o una mano passata tra i capelli. Il film ha una svolta e un cambiamento di location quando un gruppo di amici organizza una breve vacanza in campagna, nel ranch di un figlio di papà, ovviamente i cellulari da quelle parti non funzionano e il luogo assomiglia ai paesaggi sonnolenti e rurali (stra)visti almeno a partire da "Non aprite quella porta"(1974) in avanti. Mandy Lane accetta di unirsi alla compagnia per l'eccitazione di tutti.

La sceneggiatura è ordinaria ma attenta a delineare con sufficienza i personaggi come il custode della grossa tenuta, un giovane uomo belloccio e un po' assente(si scopre che è un reduce della guerra del golfo) che, incredibile a dirsi, pare attrarre Mandy per il suo modo di fare disinteressato. La ragazza nel frattempo ha mostrato il suo corpo nella scena del bagno nel fiume e avuto modo di trovarsi sola con un paio di amici non per sua volontà, situazioni imbarazzanti spezzate sempre all'ultimo momento da provvidenziali avvenimenti. Le altre due ragazze del gruppo, Clohe e Marlin, si rivelano fragili e pronte a svilirsi per fare colpo su maschi che sfoderano un quoziente intellettivo a dir poco basso. Levine riesce a creare una discreta tensione sfruttando il calare delle tenebre, un mano assassina compare improvvisa in alcune sequenze sanguinarie notevoli, le modalità sono le solite con al centro la vittima predestinata rimasta isolata ma le esecuzioni a base di mandibole fracassate e occhi tranciati soddisfa chi è in cerca di momenti forti. Buono l'uso del montaggio, si nota la predilezione in alcuni punti per i fermi-immagine(un calcio tirato in faccia).

Gli ultimi 20 minuti sono un bel concentrato slasher di sangue spillato e inseguimenti di ragazze urlanti, nessuno è più al sicuro, Mandy è tra i sopravvissuti e non tarda a essere coinvolta in un crescendo selvaggio che riserba un twist finale niente male, forse intuibile certo un po' forzato, capace di lasciare anche dopo la visione un sottile disagio. La pellicola risulta un solido slasher girato con mano sicura e impreziosito da una protagonista ammaliante, come si fa a non amare Mandy Lane?

Tit. originale: "All the boys love Mandy Lane"
paese: USA
Rating: 7/10

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